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Cesare Cunaccia

Born in Trentino, with Central European roots, is a journalist, writer, university professor, and curator. He has volumes published internationally, chiefly on the Italian historical and artistic heritage. He was the Editor-at-large of Vogue Italia and Uomo Vogue, and Art and Antiques Consultant at Ad Italia.

Painting, photography and a collection of objects picked up around the world or designed by the artistic duo who launched the concept store

Bergé was a businessman, great collector, patron and cultural agitprop interested in Le Monde and Tetu, a gay rights activist and a leading name in the battle against AIDS

Gold and mother-of-pearl in the workshops across the Royal Palace: a touch of humor, obelisks, baroque and chinoiserie, ancient ruins and everyday objects

L’apertura dell’Appartamento della Jole segna la conclusione della prima tranche di lavori di rinnovo del Palazzo Ducale di Urbino – finanziati attraverso il PNRR con un investimento di circa sei milioni di euro

Balenciaga Music | Mina Series. A parallel between two seemingly distinct artistic paths: Mina and Don Cristóbal both lived uncompromising lives in pursuit of abstraction

Mila Schön diceva che non le importasse degli abiti, ma Mina ispirava ogni moda. Ancora nel remix di Mark Ronson nello show Gucci di Sabato De Sarno: sul sipario di inchiostro nero, il graffio erotico di Mina

«I hate rectangular pools – are lakes and rivers ever rectangular? I want pools for water nymphs, for diving into from a high tree, with a swim-up bar» – Gio Ponti and the organic architecture of pools

La leggenda della Collezione delle Collezioni: la storia della collezione dei Marmi Torlonia voluta dal principe Alessandro e oggi custodita a Villa Albani a Roma

Federico Barocci in mostra a Urbino: al tramonto del Manierismo e affacciato sul Barocco, traspose la natia Urbino nella sua Gerusalemme terrestre e celeste. Quasi 80 tra dipinti e disegni tornano nella capitale roveresca

Il segno di Aldo Loris Rossi è l’epicentro dell’itinerario espositivo della mostra Il resto di niente al Museo Madre di Napoli, in collaborazione con Gucci – ideali impastati nel cemento, slanci architettonici spesso abortiti