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Flower Farm in Italia: la floricoltura che asseconda la natura

Aziende agricole che coltivano e vendono fiori seguendo la stagionalità e la distribuzione locale, senza concimi e forzature: «Non venderò mai una rosa a San Valentino»

«A febbraio le rose sono a riposo. Per vendere rose a San Valentino dovrei forzare le fioriture». Alessandro Racca ha 24 anni ed è il titolare di Floricoltura Racca. Operativa da maggio 2020, conta mille metri quadri coltivati non lontano da Settimo Torinese, in Piemonte. È fra le più recenti Flower Farm nate in Italia. Si tratta di aziende agricole che coltivano fiori da taglio nel rispetto dell’ambiente, dei tempi di fioritura, delle piante. Niente pesticidi o concimazioni innaturali, niente serre e nessuna forzatura. «Si lavora seguendo l’annualità. Ogni mese ha il suo fiore», continua Alessandro. La territorialità: si vende nell’arco dello stesso territorio in cui si coltiva. Una rivoluzione rispetto al mercato floricolo tradizionale, che spesso fa viaggiare piante e boccioli da una parte all’altra del mondo. 

«I clienti – siano fioristi o privati – sono abituati ad avere ogni tipo di prodotto in ogni momento dell’anno», prosegue Alessandro. «Per questo non è sempre facile trasmettere la nostra filosofia». Quella del movimento Slow Flowers, la versione floreale di Slow Food. Nato negli Stati Uniti e poi trasferito in Europa, crede nella stagionalità e nella produzione locale. Il commercio dei fiori come un mercato di zona, non come un supermercato all’ingrosso. Acquirente e coltivatore operano una serie di rinunce in termini di quantità, accettando l’idea di avere meno prodotti. «In inverno non ci sono recisi (fiori tagliati, ndr) freschi – o sono pochi, come l’elleboro. Quest’anno è diverso: il clima un po’ più mite, ricorda alle piante la primavera, e loro fioriscono ancora. Nei mesi freddi lavoro con il materiale fatto seccare durante l’anno o con le bacche, i rami e le mele», continua Alessandro Racca. Il raccolto non sarà mai uguale a quello del mercato tradizionale: «Il rispetto per l’ambiente si vede nel fatto che ogni fiore è diverso dall’altro. Non sono mai tutti uguali, come fossero cresciuti in batteria. Uno è più scuro, uno più chiaro, uno più grande, uno più piccolo». Cambia anche il metodo di coltura. Mai tutto il gambo, spiega. Meglio recidere nel rispetto della pianta, che in seguito potrà dare altri fiori. Una sorta di investimento.

La strada delle Flower Farm comincia negli Stati Uniti, nello stato di Washington. Non lontano dalla Skagit Valley nasce nel 2001 l’attività di Erin Benzakein, Floret. Per trovare il primo progetto analogo in Italia bisogna andare in Toscana, fra Pienza e Montepulciano. Qui tre sorelle hanno convertito i terreni di famiglia: dalla pastorizia alla coltivazione di fiori. In tutto 50 ettari. A partire dal 2014 avviano le prime coltivazioni. Cosmea, zinnia, langella, papavero e dalia. Ora gestiscono 200 specie e 400 varietà di fiori e fogliami. Sono sia coltivatrici sia floral designer. Il prodotto è gestito in ogni sua fase, dall’inizio fino alla creazione finale, rivolta in gran parte agli eventi, soprattutto matrimoni. Una volta avviato il progetto si lavora grazie alla circolarità, usando i semi derivanti dagli stessi fiori che coltivano. «Facciamo seccare i fiori sulla pianta, processo che consente di avere semi fertili», racconta Laura Puscina. L’attenzione va poi rivolta anche al terreno, diverso da quelli del Nord Italia dove si concentra la maggior parte delle Flower Farm. «I terreni settentrionali sono ideali per le semine, mentre i nostri sono più argillosi e trattengono più acqua, con il rischio che ristagni. Per cercare di renderli più leggeri usiamo alcuni accorgimenti come l’uso di terriccio, sabbia e pietra pomice», continua Laura.

Flowers
I FIORI SELEZIONATI DA FLOWER FARM

Puscina Flowers, insieme ad altre realtà attive nel settore, fa parte di Slow Flowers Italy. È un’associazione culturale che rappresenta il risvolto italiano del movimento Slow Flowers, ideato dall’americana Debra Prinzing e raccontato nell’omonimo libro Slow Flowers uscito nel 2013. Con questo testo, l’anno successivo, Prinzing ha ottenuto la Medaglia d’Argento dalla Garden Writers Association. Hanno cominciato facendosi una domanda: Da dove arrivano i fiori che compriamo? Gran parte delle attività svolte dalle Flower Farm partono da qui. Le prime a essersi diffuse sul territorio nazionale sono riunite nel collettivo Italian Flower Farmers, nato nel gennaio del 2019. All’inizio in sei, in prevalenza nel Nord Italia, il loro numero è in crescita. Sono aperte a tutte le nuove realtà che condividono i loro valori: un mercato il più possibile locale, attento alla coltivazione biologica, alla biodiversità e alla stagionalità


L’azienda di Marzia Barosso, fra le prime associate, si trova in Piemonte, non lontano da Asti – Viale Flower Farm. Occorre raccontare cosa c’è dietro a un papavero o a una dalia. Gran parte del suo lavoro è incentrato sulle giornate a porte aperte, rivolte al pubblico. Ridotte nei mesi più difficili della pandemia, ma riprese in estate proprio perché le attività all’aperto erano consigliate. «Un fiore raccolto e consegnato nell’arco di 24-48 ore ha una tenuta in vaso migliore rispetto a uno che ha viaggiato per migliaia di chilometri in celle frigorifere. Resiste di più nel tempo». Inoltre, focalizzarsi sul territorio consente di riscoprire varietà di prodotti che altrimenti sarebbero trascurate. «Perché ci sono molti fiori che non resisterebbero a lunghe traversate e conservazioni a basse temperature. Vendendoli su una distribuzione locale invece si possono recuperare, basta trattarli nel modo giusto», continua Marzia. La sua azienda coltiva 150 specie e oltre 350 varietà di piante annuali e perenni, con cui realizza allestimenti floreali. Proprio perché trattati senza sostanze chimiche, i suoi prodotti sono richiesti anche per essere usati in cucina. Nei cocktail, sui dolci, come contorni. Marzia, come le altre realtà presenti in IFF, usa solo concime organico. Un esempio, a parte il letame, sono i macerati. «Di ortica e di equiseto, un’erba spontanea. Usiamo il macerato di aglio per togliere i pidocchi dalle rose. Ci sono altre tecniche, come la consociazione delle piante: coltivare vicine quelle che hanno caratteristiche affini o che potrebbero aiutarsi, in modo da creare un equilibrio biologico e naturale. Così diventano più forti, anche contro i parassiti». Gli insetti dannosi: niente insetticida, si tolgono a mano. «Sono tutte pratiche che richiedono tempo e che alzano il prezzo finale del fiore. I nostri fiori costano di più di quelli che si trovano all’ingrosso, anche perché sono il risultato di un lavoro di ricerca».

Prada
Prada Resort 2020, Campagna pubblicitaria

Gran parte della produzione delle Flower Farm è destinata ai privati, ma in molti casi gli acquirenti sono i fioristi. Fra questi c’è Fiore Urbano, realtà milanese nata nel 2018. Consegnano i mazzi di fiori girando per la città in bicicletta. Usano un packaging riutilizzabile. Scelgono solo fiori di stagione e acquistano da un mercato interamente italiano. Collaborano con Floricoltura Racca, Viale Flower Farm, Olga’s Flower Farm. «Ci basiamo su abbonamenti. L’abbonato non sceglie quello che riceverà: ogni settimana mandiamo noi quello che troviamo sul mercato», racconta Nadia Benatti, titolare del progetto insieme a Roberta Bajoni. «Compriamo tanti fiori quanti poi ne useremo per comporre i mazzi. Non abbiamo eccedenze e così evitiamo sprechi», prosegue. La loro organizzazione ha pagato durante il Covid. Già attive con consegne a domicilio e piattaforma di pagamento online, sono andate avanti a lavorare. «Avremmo potuto abbandonare la nostra filosofia e allargarci alle richieste che ci sono arrivate, ma non lo abbiamo fatto. Abbiamo preferito devolvere i proventi agli ospedali in difficoltà». Hanno giorni di consegna fissi e giorni in cui non hanno i fiori in sede, perché l’approvvigionamento è fatto sul territorio. «Non posso sapere all’inizio di una coltivazione se quel bocciolo crescerà macchiato con altri colori – conclude Alessandro Racca – e non faccio nulla per evitare questa eventualità. La natura deve fare il suo corso». 

IMMAGINI

Floricoltura Racca
4/A Strada Beinette, 
Peveragno, CN 12016

Floret
Via Roma, 19/21/1° piano, 
50122 Firenze FI

Puscina Flowers
65, SP146, 
Montefollonico SI

Viale Flower Farm
Via Cascinetta, 4, 
14010 Viale AT

Fiore Urbano
Viale Regina Margherita, 28
20122 Milano

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