EL BOSCO METROPOLITANO MADRID
TESTO
CRONACHE
TAG
SFOGLIA
E-COMMERCE
CONDIVIDI
Share on facebook
Share on linkedin
Share on pinterest
Share on whatsapp

Le città devono essere intese come foreste urbane – non esiste altra strada

I boschi di Anne Hidalgo a Parigi, gli alberi di Copenhagen, mentre a Milano prosegue ForestaMi. la copertura arborea di un quartiere del 10% può ridurre l’obesità fino al 18%

Il Ventunesimo sarà il secolo delle città. È previsto che le aree urbane in tutto il mondo si popoleranno di oltre 2,5 miliardi di persone entro il 2050. La portata e la velocità dell’urbanizzazione hanno creato problematiche ambientali e sanitarie per chi vive nei centri urbani, aggravate dalla mancanza di contatto con il mondo naturale. Il gruppo di ricerca Tree Urbanistas, coordinato da Alan Simpson, professore di urbanistica e forestazione urbana all’Università di Leeds, ha studiato come risolvere questi problemi. Solo ristabilendo la vicinanza con il mondo naturale, in particolare gli alberi, le città saranno in grado di funzionare e sostenere la popolazione. Il 2119 è la data ultima individuata dal gruppo di ricerca per invertire la rotta. La foresta urbana deve essere pensata come parte integrante del progetto della città, non solo come un elemento accessorio. Il concetto di ‘urban forest’ include tutte le aree boschive e le aree verdi presenti all’interno del tessuto urbano ed è stato introdotto a inizio anni Duemila dalla Fao. Alcune ricerche citate da Simons hanno indicato che aumentare la copertura arborea di un quartiere del 10 percento può ridurre l’obesità fino al 18 percento. Solo nel 2015, gli alberi del Regno Unito hanno fatto risparmiare al Servizio sanitario nazionale oltre 1 miliardo di sterline, contribuendo a ridurre l’impatto degli agenti atmosferici inquinanti.

Il gruppo di Tree Urbanities ritiene che le aree rurali diventeranno meno produttive a causa del cambiamento climatico. Le città, che consumano beni e servizi da un ampio entroterra, dovranno diventare produttive al loro interno. Gli alberi saranno al centro di questo processo, contribuendo al bilancio energetico delle metropoli raffreddando, regolando e depurando i flussi di aria e acqua. Le foreste urbane potrebbero anche fornire legname da costruzione. Gli amministratori della flora urbana si occupano della gestione dei rischi e della preservazione degli alberi, piuttosto che massimizzare le opportunità che questi presentano. Per Simons vanno sviluppate collaborazioni tra chi si occupa del verde urbano, i membri della comunità e le imprese per sostenere gli alberi nelle città. Sebbene la canopy cover delle città in tutto il mondo stia attualmente diminuendo, non accade lo stesso in Europa, dov’è in aumento. Molti Paesi europei stanno riconoscendo il fatto che abbiamo urbanizzato eccessivamente le nostre città per ospitare auto e abitazioni e per questo stanno cercando di ricorre ai ripari.

Secondo il piano annunciato dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo nel 2019, nei prossimi anni spunteranno boschi in quelle che oggi sono distese di cemento accanto a luoghi storici, tra cui l’Hôtel de Ville, l’Opera Garnier e la Gare de Lyon. I nuovi impianti fanno parte di un piano per creare ‘isole di fresco’, cioè spazi verdi che diminuiranno l’effetto isola di calore della città. Rientra nel piano anche una spinta generale a convertire la superficie di Parigi da minerale a vegetale, introducendo prati in luoghi ricoperti oggi da cemento. Il progetto aumenterà la vegetazione e potrebbe provocare un ripensamento del modo in cui Parigi inquadra il suo patrimonio storico-artistico. Entro il 2030, il comune ha pianificato che il 50 percento della città sia coperta da aree piantumate: queste aree possono includere sia nuovi parchi che tetti verdi. Parigi sta immaginando di trasformare la piazza di fronte al municipio in una pineta, mentre la facciata posteriore del teatro dell’opera emergere da un mare di fiori di ciliegio. La piazza pavimentata a lato della Gare de Lyon diventerà un giardino, mentre una delle due ex corsie automobilistiche che correvano lungo gli argini della Senna, ora pedonali, sarà occupata da erba e arbusti. La creazione del nuovo frutteto di ciliegio del teatro dell’opera significherà spostare l’attuale parcheggio utilizzato dagli autobus turistici, un processo che la città intende ripetere altrove. Il traffico sulle strade di Parigi si è ridotto del cinque percento annuo durante il mandato di Hidalgo. Una diminuzione che non è sempre evidente agli occhi dei cittadini, perché è stato ridotto anche lo spazio delle corsie riservato alle auto. Visto il numero di vetture in costante calo, Hidalgo ha suggerito di rimuovere i parcheggi e di sostituirli con piccoli giardini. Queste proposte andranno solo ad aggiungersi ai nuovi spazi verdi che Parigi sta creando, che includono il rifacimento e l’ampliamento dell’area verde attorno alla Torre Eiffel, la riduzione dei parcheggi nelle piazze principali e le ristrutturazioni dei cortili delle scuole per renderli più ombreggiati e in grado di assorbire l’acqua piovana.

Untitled 7
Le strade verdi di Parigi, progettate da Haussmann tra il 1852 e 1870. Immagine Kylie Paz

Alberi da frutto dai quali tutti possono cogliere mirtilli, mele e more. Il progetto della municipalità di Copenhagen si prefigge di piantare alberi da frutto e cespugli che forniscano bacche commestibili. Il fine del programma è quello sia di sostenere un’alimentazione sana sia di estendere i parchi cittadini. Saranno privilegiate le specie locali, che crescono naturalmente nelle riserve del Paese, come l’Amager Park, e che non richiedono cure: sambuco, ginepro, mele, more, prugne, mirtilli e funghi. Gli arbusti saranno piantati in aree pubbliche come parchi e campi da gioco. Per far conoscere la natura danese ai turisti e ai cittadini è stata sviluppata una app, Vild Mad, ‘cibo selvaggio’. L’app mostra agli utenti le varietà di frutti, bacche ed erbe aromatiche presenti e può essere utilizzata come una guida, dove consultare ricette da preparare usando gli ingredienti selvatici raccolti a Copenaghen.

Le autorità di Madrid vogliono sviluppare una cintura verde composta da 100mila a 450mila alberi, nuovi parchi e aree ricreative e ponti verdi su alcune delle principali autostrade della città. È stata soprannominata El Bosque Metropolitano: la Foresta metropolitana. A luglio il Comune ha lanciato il concorso per l’ideazione del progetto, con un investimento iniziale di 4,1 milioni di euro. Lo stanziamento totale per tutti i 600 ettari del Bosque Metropolitano dovrebbe essere di 75 milioni di euro, di cui 16 di già messi a disposizione dal municipio. La capitale spagnola ospita già due grandi parchi, El Retiro e Casa de Campo, e offre 22,83 m2 di spazio verde per abitante. Madrid è anche afflitta da anni dalla scarsa qualità dell’aria, principalmente a causa dei suoi alti livelli di traffico. Le autorità madrilene sperano che al momento del completamento del progetto, che si stima avverrà tra 12 anni, la foresta metropolitana avrà la capacità di assorbire 170.000 tonnellate di CO2. Le specie arboree scelte per la piantumazione sono quelle tipiche della regione: lecci, pini, pioppi e corbezzoli. L’aspetto più innovativo del progetto è quello dei viadotti che attraversano le autostrade trafficate della capitale. Diventeranno dei ponti verdi con alberi e arbusti che consentiranno l’attraversamento della fauna selvatica in sicurezza. 

In Germania tre quarti dei cittadini vivono entro 300 metri da uno spazio verde alberato, a Francoforte la media scende a 99 metri. La città sul Meno è stata la città più calda della Germania nel 2018, con estati aride, per questo motivo le specie domestiche come la quercia, l’acero e il tiglio ne hanno risentito. Di conseguenza il comune ha cercato di piantare specie delle aree del Mediterraneo o dei Balcani. Per questa iniziativa, e per la cura che dedica ai suoi alberi, Francoforte è stata nominata prima Città europea degli alberi nel 2014. A Francoforte sono presenti circa 200mila esemplari. Il più grande polmone verde della città è il Frankfurter Stadtwald (Foresta urbana di Francoforte) copre circa 5.800 ettari nel Sud della città ed è un’area protetta, dove sono vietati progetti infrastrutturali o edifici. Il parco fa parte della cosiddetta Grüngürtel (cintura verde) della città, situata al centro dell’area metropolitana, composta da boschi, aree agricole, giardini, parchi, aree sportive, frutteti e riserve naturali.

A Milano prosegue il percorso di ForestaMi. Per valorizzare le esperienze di piantumazione in corso ed estenderle, alla Triennale Milano è stato ospitato il Forum ForestaMi, un momento di confronto tra le istituzioni, le associazioni e gli enti territoriali, per presentare, dibattere e condividere approcci diversi sulla gestione e lo sviluppo del patrimonio arboreo della Città metropolitana di Milano. Per Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di ForestaMi, piantare gli alberi è un’azione complessa e scomoda: tutti li amano, ma la maggior parte dei cittadini non li vuole vicino casa o non è disposta a rinunciare al parcheggio. Le aree scelte dal comitato tecnico scientifico sono per questo motivo diverse, cercando di coniugare le esigenze del territorio con il fine del progetto. Il comitato ha lavorato, insieme al Politecnico di Milano, per capire dove siano attualmente gli alberi all’interno della Grande Milano, attraverso la mappatura della tree canopy cover, dove sono le aree più colpite delle isole di calore e dal dissesto idrogeologico, e dove c’è la possibilità e il bisogno di lavorare, grazie al confronto con i Comuni. ForestaMi ha l’ambizione di diventare un caso studio rilevante.

IMMAGINI

Tree Urbanites
Gruppo di ricerca guidato da Alan Simpson
Professore di architettura del paesaggio e foreste urbane presso la Leeds Beckett University

WE UPDATED OUR PRIVACY POLICY AND OUR COOKIE POLICY.

WE USE COOKIES, INCLUDING THIRD-PARTY COOKIES, FOR OPERATIONAL PURPOSES, FOR STATISTICAL ANALYSIS, TO DISPLAY PERSONALIZED CONTENT, TO DISPLAY ADVERTISING TARGETED TO YOUR INTERESTS AND TO ANALYZE THE PERFORMANCE OF OUR ADVERTISING CAMPAIGNS. COOKIES ARE ALSO USED TO CONTROL YOUR PAYMENTS THROUGH OUR ANTI-FRAUD PROVISION. BY CONTINUING TO BROWSE THE SITE, YOU AGREE TO OUR USE OF COOKIES.