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Orticoltura: finanziamenti per le stanze dell’Orto Comune Niguarda

4800 mq di terreno del Parco Nord: dieci porzioni di terra di 225mq ciascuna. Prosegue il progetto di agricoltura urbana con il Crowdfunding Civico e la Scuola dei Quartieri

L’Orto Comune Niguarda (OCN) nasce il primo maggio 2015: la prima aiuola fu piantata il giorno dell’inaugurazione di EXPO. Si era iniziato a parlare di agricoltura urbana come strumento di socializzazione già l’anno prima, come racconta Fabio Campana, agronomo di Parco Nord e responsabile tecnico di OCN. «Fui ispirato dai community garden inglesi che avevo visto nei quartieri londinesi, in cui erano coltivate piante ornamentali. Mi dissero che erano curati dai cittadini residenti volontari. Ho pensato di proporre la stessa idea qui a Milano, in chiave orticola». Al Parco Nord di Milano, l’orticoltura sociale era presente già dagli anni Ottanta. Il Parco Nord si occupa di realizzare parcelle di terreno da assegnare in conduzione, ma con la clausola che si trattassero di pensionati e residenti in zona Niguarda.

L’Associazione Orto Comune Niguarda (OCN) recluta volontari di tutte le età e stato sociale. Legalmente è una APS (Associazione Promozione Sociale) costituitasi nel 2015, con un proprio regolamento. È nata dalla compartecipazione di volontari, Parco Nord e Comune di Milano. Il terreno si trova su un’area che misura 4800 mq nel parco, ma su un territorio appartenente al Comune di Milano: è stato necessario il benestare del Municipio 9, il quale ha sposato il progetto e dato il terreno in conduzione a Parco Nord. L’amministrazione ha finanziato l’avvio delle attività: la costruzione dell’impianto di irrigazione, l’acquisto degli strumenti, degli attrezzi, delle piante e delle sementi. L’associazione è attualmente composta da una presidentessa, Arianna Bianchi; un responsabile tecnico, Fabio Campana; un responsabile fisso part-time che accoglie e coordina le attività dal momento in cui l’orto è aperto; un consiglio direttivo composto da dodici persone e il resto dei volontari che coltivano. Il totale è di 150 persone. Tutti i processi, dalla progettazione delle stanze, alla scelta delle piante, alla raccolta e distribuzione dei prodotti, sono condivisi tra i soci.

terreni orto comune niguarda
I terreni divisi in stanze dell’Orto Comune Niguarda.

L’orto è diviso in dieci stanze, ovvero diverse porzioni di terra di circa 225mq ciascuna. Oltre a quelle di orticoltura biologica classica, si trovano la stanza delle erbe aromatiche perenni, con annesso pergolato per meditazione, e la stanza dell’ortoterapia, concepita con piani coltivabili a diverse altezze e dedicata a persone con disabilità. Non si tratta di aree chiuse e distanti. Nella stanza delle antiche varietà si conservano semenze di alcuni tipi rari di mais, le fragole ananas e vari fagioli, fra cui il resistente ‘copafam’ (l’ammazza fame) o il porro di Cervere. 

Le attività che si svolgono presso l’Orto Comune Niguarda comprendono orticoltura naturale, apicoltura, ortoterapia, didattica e progetti sociali e collaborazioni. Con il termine orticoltura naturale si fa riferimento a un tipo di agricoltura volta alla produzione di ortaggi che non si avvale di prodotti chimici per la concimazione, né di tecniche di raccolta o lavorazione industriale, né sfruttamenti del terreno. Si mantiene costante la stagionalità dei diversi ortaggi. Il terreno destinato alla coltivazione è lavorato a mano, arricchito con compost e con concime organico, come letame e pollina. Per rendere un terreno fertile la consuetudine è anche quella di aggiungere un concime chimico composto da azoto, fosforo e potassio (NPK), di produzione industriale. La scelta di Orto Comune è stata aggiungere sostanze organiche per dare struttura al terreno. «Tutte le fibre vegetali e animali in decomposizione in un compost ben organizzato danno fibrosità e porosità al terreno, rilasciano sali minerali e creano una tessitura che è ideale per le piante. Esse non rilasciano solo ossigeno, ma ne hanno bisogno. Con questo tipo di impianto del terreno, le radici possono respirare e accedere all’ossigeno di cui hanno bisogno per i processi metabolici di respirazione cellulare».

Anche in caso di attacchi parassitari, si opta per tecniche di lotta agronomica e di lotta biologica, in luogo di pesticidi industriali. Qualora tali interventi non siano risolutivi, si elimina la coltura infestata e si riparte con un altro ortaggio. Per lotta biologica o fitosanitaria si intende l’azione di eliminazione senza prodotti chimici di sintesi. Fanno parte di questi processi di lotta, la rimozione manuale delle parti dove si sta sviluppando un fungo; la copertura del terreno con un tappeto di foglie per preservarne la struttura, mantenere un microclima favorevole ed evitare che geli. Nel caso in cui si rivelasse inevitabile l’utilizzo di un prodotto non naturale, questo è utilizzato attenendosi alle leggi vigenti per l’agricoltura biologica. Ogni ortaggio ha una scheda disciplinare che indica cosa è consentito applicarvi. Si tratta di solito di additivi blandi e a basso impatto, come l’olio di Neem, il Piretro, il verderame. L’orto non è certificato come biologico, ma è assimilabile ad una coltivazione di questo tipo.

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L’orto solidale per un beneficio sociale.

La rotazione colturale prevede che le coltivazioni depauperanti siano alternate a specie con elevato rilascio di nutrienti. Le leguminose (erba medica, il trifoglio e le fave, tra le altre) arricchiscono di azoto la terra, necessario per riportare fertilità al terreno: questi tipi di piante creano combinazioni con i rizobi (batteri), catturando l’azoto presente nell’atmosfera e fissandolo nel terreno grazie all’azione di un enzima endogeno: la nitrogenasi. L’attività dei rizobi è esaltata nelle radici delle leguminose con le quali i batteri attivano un rapporto di simbiosi. Le piante possono beneficiare dell’azoto per il loro sviluppo e, allo stesso tempo, i composti carboniosi provenienti dalla fotosintesi sono utilizzati dai batteri come fonte energetica per fissare l’azoto. Anche l’utilizzo di piante fiorite nell’orto svolge un ruolo ecologico, oltre ad avere una funzione ornamentale. Alcuni fiori sono commestibili, come ad esempio le viole, altri svolgono un’azione repellente nei confronti di insetti dannosi, come il tagete ed il nasturzio.

Grazie all’erogazione di fondi, come quello della Scuola dei Quartieri o il Crowdfunding Civico del Comune di Milano, Orto Comune Niguarda è diventato anche un centro per altre attività come corsi di formazione, seminari culturali e didattiche, ortoterapia e accoglienza per i migranti. Il Crowdfunding Civico è una nuova modalità dell’amministrazione cittadina per finanziare progetti sociali e culturali nei quartieri. Attraverso un bando pubblico, il Comune ha selezionato venti progetti presentati da realtà non profit del territorio. Ogni realtà selezionata ha sessanta giorni per raccogliere una parte delle risorse (il 40%) attraverso piccole donazioni dei cittadini. Se la somma prefissata sarà raggiunta, l’amministrazione comunale finanzierà il resto dei costi (il 60%) con un contributo a fondo perduto fino a 60 mila euro. I primi sette progetti selezionati hanno iniziato la loro campagna di raccolta fondi, tra cui Orto Comune che ha già raggiunto e superato il 40% del budget per il proprio progetto: Quel verde in fondo al tunnel. OCN propone di aumentare e prolungare la produzione agricola in modo da poter distribuire le eccedenze ad altre famiglie del quartiere Niguarda. Questa procedura deriva dal precedente lockdown di marzo in cui erano stati raccolti più prodotti di quanti se n’erano potuti consumare data la mancanza di volontari. Già in quell’occasione, i volontari di Orto Comune avevano deciso di donarle ai nuclei familiari della zona. I fondi erogati, infatti, verranno investititi in attrezzature specifiche per prolungare la coltivazione durante l’anno.

IMMAGINI

Orto Comune Niguarda
Via Tremiti, ang. Via Privata Cherso,
20162 Milano

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