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Pelle vegetale a basso impatto dal recupero dell’ananas

Le fibre ricavate dalla foglia del frutto tropicale danno vita a un materiale che riduce lo spreco agroalimentare, migliorando le condizioni economiche dei coltivatori filippini 

Piñatex è un materiale non tessuto di origine naturale a base di fibra di foglie d’ananas, che recupera un sottoprodotto agroalimentare spesso considerato di scarto. La sua storia nasce nelle Filippine, il secondo produttore mondiale di ananas, con quasi due milioni di tonnellate nei primi nove mesi del 2020. Il frutto richiede dai quattordici ai diciotto mesi per la completa maturazione, e dopo la raccolta lascia dietro di sé le foglie della pianta. La fibra di cellulosa ricavabile dalle foglie è da secoli parte della tradizione tessile filippina, rappresentata da capi come il Barong Tagalog, una camicia formale considerata l’abito nazionale del Paese.

Negli anni Novanta, Carmen Hijosa era un’esperta di produzione di pellami che stava lavorando come consulente per il settore manifatturiero nelle Filippine, invitata dal Centro per il Design di Manila. Colpita dall’impatto ambientale e sociale provocato dalle concerie, ha intuito che le fibre di foglia d’ananas potevano dare vita a un materiale in grado di competere con la pelle animale. Mettendo a frutto risorse che altrimenti sarebbero state bruciate o lasciate marcire, il recupero delle foglie poteva rappresentare una seconda fonte di reddito per i coltivatori, riducendo gli scarti e alimentando una logica di riuso circolare. L’idea si è concretizzata dopo dieci anni di ricerche, culminate nel 2014 in una tesi di dottorato sui tessili al Royal College of Art di Londra, che illustra i principi di sostenibilità alla base di Piñatex e del suo processo produttivo. Hijosa ha poi unito le sue ricerche alla sua attività di imprenditrice fondando Ananas Anam, raccogliendo un finanziamento iniziale di 100mila sterline e suscitando l’interesse di circa 200 produttori del settore, in un percorso produttivo che coinvolge Regno Unito, Spagna e Filippine.

la raccolta delle foglie della pianta di Ananas

Dopo il raccolto dell’ananas nelle Filippine, le foglie idonee raccolte in fascine per l’estrazione delle fibre tramite macchine semiautomatiche che procedono a decorticarle. Si procede poi all’essiccazione e alla purificazione per rimuovere eventuali residui. La fibra di foglia d’ananas, simile alla lanugine, si mescola con un acido polilattico a base di mais da cui si ricava, tramite un procedimento meccanico, il Piñafelt, una maglia non tessuta alla base di tutte le tipologie di Piñatex. I rotoli di Piñafelt viaggiano per nave fino in Spagna, dove viene completato il rivestimento con resine che ne migliorano la resistenza, e la colorazione tramite pigmenti che rispettano il Global Organic Textile Standard. Per produrre un metro quadro di Piñatex occorrono circa sedici ananas o 480 foglie. Il materiale pesa quasi quattro volte meno della pelle bovina, e al prezzo di 35 sterline al metro costa quasi il 30% in meno. «Ha superato tutti i test di idoneità tecnica per le calzature, le borse e la tappezzeria, la più stringente di tutte. È molto flessibile e resiste bene alle cuciture. Ho un paio di prototipi che continuo a usare da quasi quattro anni», dichiarava Hijosa nel 2016. 

La sperimentazione di Piñatex e la sua diffusione non si è limitata all’industria della moda. «Al momento la maggior parte dei nostri volumi – ha spiegato Mélanie Broyé-Engelkes, amministratrice delegata di Ananas Anam – proviene dal footwear e dalla produzione di accessori, ma stiamo assistendo a una domanda crescente dai marchi di accessori elettronici. Lo scorso anno, Piñatex è stato usato come uno dei materiali nella prima suite vegana al mondo, inaugurata dall’hotel Hilton London Bankside. L’occasione ha suscitato l’interesse di aziende di arredamento e interior design. Abbiamo lanciato una nuova linea di prodotti chiamata Piñatex Performance, pensata per fodere e rivestimenti rivolti all’arredamento residenziale e all’industria automobilistica».

In Italia una delle prime a intuirne le potenzialità è stata la designer Laura Strambi. «Nel 2016 sono stata contattata dalla società che stava mettendo a punto il progetto», ha detto Strambi. Ci sono differenze rispetto all’uso che si può fare della pelle bovina. «Presuppone prove di lavorazione, ha una resa simile a quella della pelle animale ma richiede rifiniture differenti. È un materiale più duro e fibroso. Abbiamo fatto sperimentazioni, anche con colori diversi rispetto a quelli che propone Ananas Anam. Si presta più all’utilizzo per accessori, borse, scarpe e arredo per la casa».

A novembre 2020 il catalogo Piñatex è andato esaurito, e Ananas Anam ha comunicato che le forniture non saranno disponibili fino alla primavera del 2021. Alla richiesta non ha potuto far fronte, almeno nel breve termine, il processo produttivo: «Come per molte altre compagnie, i lockdown hanno avuto ripercussioni sulla nostra filiera: la produzione si è fermata nel secondo trimestre, ed è ripartita a ritmi più lenti durante i mesi estivi, così da assicurare condizioni sanitarie adeguate per i nostri lavoratori. Da settembre abbiamo recuperato la piena capacità produttiva e ci siamo concentrati sul soddisfacimento degli ordini arretrati. Potenziare il processo produttivo era la priorità per quest’anno, ma i nostri piani sono stati leggermente rallentati dalla pandemia. Siamo riusciti a raddoppiare la produzione nel secondo trimestre e la triplicheremo entro il secondo trimestre del 2021. Entro la fine del prossimo anno l’avremo decuplicata», assicura Broyé-Engelkes. Il piano di incremento della produzione prevede la consegna di più macchinari alle comunità di coltivatori di ananas nelle Filippine, la sottoscrizione accordi di fornitura della fibra di foglia d’ananas con le compagnie coltivatrici di frutta tropicale, e la creazione di nuove filiere in altre aree del mondo.

IMMAGINI

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Ananas Anam
Somerset House, South Wing, Strand
WC2R 1LA Londra Regno Unito

Laura Strambi
Corso Cristoforo Colombo, 7
20144 Milano

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