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Legno: l’Italia è prima in Europa per percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti

Circolarità del legno, dal pallet al rifiuto al mobile: il 63% del legno prodotto in Italia è riciclato. La filiera vale due miliardi di euro e permette di risparmiare due milioni di tonnellate di Co2 all’anno

Il legno è il materiale che, utilizzato una prima volta, meglio si presta a essere reinserito in un ciclo produttivo-commerciale. Provenendo direttamente dalla natura, al netto di trattamenti e lavorazioni, mantiene la qualità che lo differenzia da plastica e metalli: è ecologico e biodegradabile. Il legno è capofila del sistema italiano di riciclo dei rifiuti. I numeri sono così avanzati da vedere doppiati i target fissati dalla normativa europea con dieci anni di anticipo. La Direttiva Ue sugli imballaggi individua nel 30% la soglia di riciclo da raggiungere entro il 2030. Il report GreenItaly 2020, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, evidenzia come già il 63% del legno prodotto in Italia nel 2019 sia stato riutilizzato o riciclato, in crescita di quasi due punti percentuali rispetto al 2018.  La filiera ha permesso di risparmiare l’immissione di due milioni di tonnellate di Co2 nell’ambiente, prevenire il consumo e l’importazione di legno vergine e dare vita a un cerchio completo di economia circolare dal valore complessivo di due miliardi di euro. 

Il corretto funzionamento del sistema si fonda su cinque azioni che intervengono in diverse fasi del processo che porta al nuovo prodotto riciclato. «Prevenzione, raccolta, recupero, riciclo e riutilizzo», spiega Nicola Semeraro, da cinque anni presidente di Rilegno, il consorzio nazionale centro della filiera di riciclo del legno, con funzioni di garanzia e coordinamento per i soggetti che lo compongono a vari livelli. Il Consorzio nasce nel 1997, con l’entrata in vigore del decreto Ronchi, legge tendenzialmente perfetta, come la definisce Semeraro, che disciplina l’attuale sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, finalizzato a incentivare il riutilizzo e il riciclo della materia prima.

Stuart Ian Frost A Fior di Pelle
Stuart Ian Frost, A Fior di Pelle, Arte Sella. Immagine Rilegno.

Il punto di partenza è la prevenzione: ridurre al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti. Nel caso del legno, si tratta di operare principalmente sulla quantità e la qualità degli imballaggi prodotti, fatti perlopiù di pallet. «Già vent’anni fa abbiamo creato ecopallet che possono essere riutilizzati più volte», dice Semeraro. Seguono poi le operazioni di recupero e raccolta dei materiali, che sfociano nel loro riutilizzo o riciclo. Spesso usati come sinonimi, sono in realtà due azioni distinte. Entrambi rientrano nel più ampio concetto di ‘recupero’ e la finalità è la stessa: portare un oggetto a seconda vita. È la modalità con cui si raggiunge lo stesso obiettivo che li differenzia. A livello normativo è la direttiva europea 2008/98 a definirli. Il riutilizzo permette di usare più volte prodotti che non sono ancora diventati rifiuti. Le operazioni di riciclo intervengono in un secondo momento, quando i primi prodotti creati sono già diventati scarti o rifiuti. Trattando attraverso procedimenti tecnici o meccanici la materia di cui sono composti, si ottengono nuovi prodotti, sostanze o materiali da usare sia per fini identici a quelli per cui sono stati creati che per altri scopi.

Rilegno, che opera all’interno del sistema Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi – si occupa di tutte le fasi che possono portare un prodotto di legno alla sua seconda vita. Nel 2019 ha raccolto e avviato a riciclo quasi due milioni di tonnellate di legno e rigenerato 839mila tonnellate di imballaggi. L’equivalente di 60 milioni di pallet. La sua organizzazione è capillare ed è composta da oltre 2mila consorziati, di cui 419 piattaforme di raccolta privata e 15 impianti di riciclo. Lavora anche con le istituzioni. A oggi sono 4.545 i Comuni con cui ha siglato convenzioni per la gestione della raccolta dei rifiuti domestici prodotti nel territorio di loro competenza: stuzzicadenti, vecchi mobili e tappi di sughero.

Il percorso inizia con la raccolta del legno nelle 418 piattaforme adibite, centri privati coordinati dal Consorzio, che si occupano sia del materiale proveniente da raccolte comunali che di origine commerciale o industriale. Qui è trasformato perlopiù in pannelli truciolari attraverso una prima lavorazione che ne riduce il volume attraverso pressatura, frantumazione, triturazione o cippatura, allo scopo di ridurre gli oneri di trasporto. Viene poi trasportato negli impianti di riciclo. «In un anno sono 120mila i viaggi che gli autotreni fanno dai centri di raccolta a quelli di rigenerazione e riciclo. 420 al giorno», continua Semeraro. «Di questi viaggi a oggi non si può fare a meno, perché la maggior parte dei centri di ricicli si trova nel Nord Italia. Il sistema ferroviario non è abbastanza efficiente e dal punto di vista economico sarebbe più costoso. Con il traffico di merci si contribuisce, anche se in minima parte, all’inquinamento dell’aria e alla produzione di Co2, in contrasto con i principi che stanno alla base della filiera del riciclo di legno. Il risparmio di anidride carbonica del sistema è stimato attorno al milione di tonnellate annue, mentre la produzione di Co2 attraverso i viaggi degli autotreni si attesta sulle 22mila tonnellate: il rapporto danni-benefici è già chiaro così. Puntiamo a ridurre il più possibile l’impatto ambientale della nostra attività. Abbiamo proposto al Ministero dell’Ambiente di piantare alberi in terreni inquinati, come la Terra dei Fuochi, così da bonificare il suolo dagli agenti».

neturae maria antonietta
Rilegno e Rockit presentano NATURAE: un nuovo progetto che porterà 3 cantautori della nuova scena musicale italiana a reinterpretare un proprio brano totalmente immersi nella Natura.

Negli impianti di riciclo, il legno si trasforma. A volte in nuovi imballaggi, altre in compost e terriccio. Anche gli scarti sono riconvertiti, principalmente in pasta di legno utilizzata per produrre carte o cartoni. La maggior parte del legno è destinato però al settore dell’arredamento. Il 93% dei pannelli truciolari italiani nasce dal riciclo. Ed è poi proprio il legno truciolare la base per la maggior parte dei prodotti di design. Oppure è destinato all’edilizia, dove, anche al di fuori della filiera del riciclo, l’Italia spicca per l’innovatività di diversi progetti lanciati nel 2020 con protagonista il legname. Tra questi, la riconversione dell’area industriale alla periferia sud di Rovereto, a lungo segnata dalla presenza della fabbrica dell’ex Marangoni Meccanica. Qui, Ri-legno srl -startup bioedile fondata nel 2014- sta costruendo quello che sarà il più grande progetto d’Italia interamente costruito in legno: due palazzine, una di nove e l’altra di cinque metri, per un totale di 68 appartamenti destinati al social housing. Tutto con materiale recuperato dai nove milioni di metri cubi di legname provenienti dagli alberi distrutti dalla tempesta Vaia che, il 29 ottobre 2018, distrusse 42mila ettari di foreste tra la Lombardia e la zona del Triveneto. Oppure il progetto della rete di imprese ecologiche ‘Si parte dal bosco’ che ha costruito la prima casa fatta al 100% con legno piemontese utilizzando solo materiale provenienti dai boschi della regione, senza trattamenti chimici e collanti, e ha predisposto un piano di pieno riciclo a fine vita del materiale utilizzato.

«Una caratteristica che differenzia il legno da altri materiali», spiega Semeraro, «è che è capace di ‘congelare’ al suo interno Co2». Gli alberi, crescendo, accumulano anidride carbonica presente nell’aria. Il carbonio è trattenuto dalla pianta per produrre sostanze organiche, mentre l’ossigeno è rilasciato nell’ambiente. Questo significa che un albero non abbattuto, marcendo, rilascia nell’aria la stessa quantità di Co2 che ha immagazzinato durante la sua vita. Se lo stesso albero viene invece abbattuto e utilizzato per la produzione di prodotti in legno, ogni elemento che si ottiene continua a funzionare come deposito per il carbonio al suo interno. Entrando all’interno della filiera del riciclo e del riutilizzo, questa funzione può rimanere inalterata per decenni. Non secondari ai benefici ambientali quelli economici. Il riciclo del legno è uno dei settori in cui il concetto di economia circolare è più avanzato. Secondo Semeraro «Già prima che si iniziasse a utilizzare questo termine, la filiera del legno ne costituiva un modello». I numeri: secondo la ricerca Una nuova economia del Politecnico di Milano, l’economia circolare dei prodotti in legno genera un impatto di 1,4 miliardi di euro, due miliardi se si conta anche il riutilizzo. Con ricadute anche sul mercato del lavoro: sono 11mila gli impiegati a vario titolo all’interno della filiera. I dati ufficiali relativi al 2020, per misurare anche l’impatto della pandemia sul comparto, non sono ancora disponibili. 

Tra il 1845 e il 1847 lo scrittore Henry David Thoreau decise di abbandonare la città per vivere nei boschi sulle sponde del lago Walden, in Massachusettes. Per farlo costruì da solo una casa interamente in legno. Da quell’esperienza nacque Walden. Vita nel bosco, romanzo che ancora oggi rappresenta uno dei testi della letteratura incentrata sull’ecosostenibilità. Prende il nome del libro di Thoreau la community fondata da Rilegno con l’intento di unire professionisti e studenti per sviluppare nuove idee sul futuro del design, «Appena sarà possibile tornare all’aggregazione anche in presenza», dice Semeraro. Il coinvolgimento della cittadinanza, soprattutto di studenti e giovani professionisti – che secondo Semeraro «sono più sensibili alle tematiche ambientali delle precedenti generazioni, senza cadere nella retorica» – è la filosofia alla base di iniziative promosse da Rilegno. Tra queste il contest dello scorso autunno per ripensare alle cassette di legno come nuovi imballaggi per prodotti biologici, che ha attirato oltre 1000 partecipanti per un totale di 400 progetti presentati. Il progetto Naturae, in collaborazione con la testata musicale Rockit.it, ha visto l’esibizione di artisti sulle rive del fiume Sentino nelle Marche, nel bosco di Cascina Barosca in provincia di Alessandria e tra gli ulivi del Chianti, incorporando i suoni della natura nelle loro esibizioni.

IMMAGINI

La legge Ronchi – d.lgs 5 febbraio 1997 n.22 – ha rivoluzionato la gestione dei rifiuti in Italia. Il testo fu pensato per ridurre la produzione dei rifiuti attraverso azioni di prevenzione e a incentivarne il riciclo e il recupero. Da questa legge nasce anche il sistema di raccolta dei rifiuti, regolato dal consorzio Conai, nel cui ambito si inseriscono i consorzi di filiera: Rilegno per i prodotti in legname, Corepla per la plastica, Ricrea per l’acciaio, Comieco per carta e cartone, Cial per l’alluminio e Coreve per il vetro. Grazie al sistema nato dalla legge Ronchi, l’Italia, secondo i dati Eurostat, è prima in Europa per percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: 79% nel 2019, il doppio rispetto alla media europea.

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