SUNSET SUNRISE MURALES REALIZZATO DA 2501 CASCINA MERLATA
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Edilizia a Milano per la prima volta a impatto zero, nuovi spazi oltre la cerchia dei bastioni

Chi acquista una casa la vuole inserita in un contesto naturale, con spazi aperti e condivisi. Uptown è il primo quartiere Carbon free in Italia, il parco con 10 km di piste ciclopedonali è già fruibile

Automobili, trasporto pubblico e industrie. Siamo abituati a pensare che l’inquinamento delle nostre città sia dovuto solo da questi fattori. Secondo una stima dell’EPA l’Environmental protection agency (l’agenzia per la protezione ambientale degli stati Uniti), gli edifici tradizionali rappresentano il 38 percento del totale delle emissioni di anidride carbonica. Per l’EPA, inoltre, il settore delle costruzioni pesa per il 39 percento sul totale dell’energia consumata. È provato che le costruzioni ecosostenibili utilizzano il 25 percento di energia in meno. A Milano, nella zona di Cascina Merlata vicino a Mind, il distretto dell’innovazione nato nell’ex area Expo, si trova UpTown il primo quartiere residenziale a impatto zero in Italia. Tutti gli edifici sono in classe energetica A o superiore e dotati di teleriscaldamento e di impianto geotermico con pompe di calore ad acqua di falda. Attilio Di Cunto è amministratore delegato di EuroMilano, l’azienda sviluppatrice di Uptown.

«Quello che realizziamo rimane per anni, secoli – spiega Di Cunto – perciò quando ci interroghiamo sui nostri progetti, che hanno una durata compresa tra i 15 e 20 anni, dobbiamo anche immaginarci come sarà il futuro quando saranno finiti. Abbiamo sovvertito una regola dell’architettura: quando si pensa a un centro urbano si parte dall’incrocio di due strade, un cardo e un decumano. Il nostro progetto ha come spina dorsale un parco di 30 ettari, sotto il quale abbiamo posto le infrastrutture. La rete di teleriscaldamento, che permette di scaldare tutto il quartiere e una rete di raffrescamento, che permette attraverso la geotermia di rinfrescare le case. Il parco con dieci chilometri di piste ciclopedonali è oggi un luogo già fruibile. È attraversato da un fiume che scorre da nord a sud che richiama la rete idrografica superficiale che caratterizza gli antichi fontanili della Pianura lombarda. I tetti degli edifici sono ricoperti da pannelli fotovoltaici che alimentano anche l’illuminazione led pubblica e delle parti comuni. Non abbiamo portato all’interno del quartiere il gas, quindi questo è il primo quartiere Carbon free in Italia».

PROGETTO SSA UPTOWN
Il progetto realizzato da SSA per Uptwon, Cascina Merlata Residential Complex R3, Milano

I quartieri che non utilizzano combustibili fossili sono molti in Europa. Il primo a essere costruito è stato Västra Hamnen a Vienna, conosciuto anche come la città del domani. Ospita 4mila abitatati ed è nato nel 2001 dalla conversione di un ex fabbrica. Il distretto utilizza un sistema di accumulo di energia termica acquifero, che immagazzina l’acqua raccolta durante l’estate a 70 metri sottoterra e poi la pompa, grazie all’energia eolica prodotta da turbine poste in sito, per riscaldare le case durante l’inverno. L’acqua refrigerata è riutilizzata per raffreddare gli edifici in estate. «I 3500 nuovi alberi del parco di 30 ettari sono elementi essenziali, perché contribuiscono ad assorbire l’anidride carbonica. La ricerca e noi abbiamo fatto per quanto riguarda la planimetria del parco ci ha permesso di creare un piano inclinato verso nord, dove si trova l’autostrada A4 che potrebbe rappresentare un fattore di inquinamento ambientale e visivo. Tra Uptown e l’autostrada ci sarà un centro commerciale, che funge da barriera visiva e acustica rispetto all’A4».

Le vernici con cui sono state imbiancate le parti comuni degli edifici sono atossiche, e assorbono l’inquinamento. Le facciate hanno delle intercapedini che hanno la funzione di isolare gli appartamenti, aumentando al massimo l’efficienza energetica sia durante l’inverno che durante l’estate. Anche il cartongesso utilizzato negli appartamenti contribuisce alla sostenibilità del complesso, assorbe la formaldeide, un gas tossico normalmente presente nell’aria dei nostri appartamenti. Un sistema di ventilazione ricambia l’aria ogni due ore senza dover aprire le finestre, in questo modo viene filtrata l’aria e si intercettano l’inquinamento, i pollini e tutte le sostanze che possono rendere l’ambiente poco salubre. «La sostenibilità ambientale ed energetica con questo tipo di progettazione permette di avere un risparmio dei costi di gestione dell’appartamento e di avere a disposizione più servizi. Nel palazzo sono presenti infrastrutture, come l’area di co-working, la piscina e la palestra. L’ultima dimensione della sostenibilità è quella sociale: quando si costruisce un nuovo quartiere non bisogna creare un’enclave per ricchi o per poveri. All’interno del progetto ci sono sia edifici in housing sociale, per la fascia d’ingresso della popolazione alla prima abitazione, sia gli edifici di edilizia convenzionata, sia edilizia libera».

Cascina Merlata
Cascina Merlata, letteralmente: ‘cascinale castellato’,’cascinale con merli’ deve il suo nome a un torrente e al bosco attraverso il quale scorreva

Una volta concluso, ad Uptown abiteranno 15mila persone in 5mila nuovi appartamenti. Il nuovo quartiere ricuce la città, connettendo il quartiere del Gallaratese, che era l’ultimo avamposto dell’avanzamento della città, con MIND. «Abbiamo sviluppato un’app per mettere in comunicazione tutti gli abitanti e creato un’attività di presidio all’interno della vecchia Cascina Merlata, che offre servizi pubblici come il medico, il pediatra, il bar o il ristorante e funge da piazza pubblica. Abbiamo assunto un District manager, una figura che crea e gestisce eventi, come doposcuola per i ragazzi, l’Università della terza età o l’incontro delle donne incinte, che servono non solo a chi abita Uptown ma anche a chi abita le zone limitrofe».

Il CESISP, Centro Studi in Economia e Regolazione dei Servizi, dell’Industria e del Settore Pubblico dell’Università di Milano Bicocca, ha pubblicato la classifica italiana delle città più circolari, la prima è Milano. Anche secondo di Cunto è la città più avanzata a livello nazionale per quanto riguarda la sostenibilità. «Milano fa parte di una rete di città globali con le quali si confronta come se fosse una città stato. Nel 2050 il 70 percento della popolazione vivrà intorno alle metropoli e Milano è l’unica città moderna presente attualmente in Italia. La motivazione: Milano ha seguito una scia di mentalità illuminata nel corso degli ultimi decenni e anche se cambiava il colore politico della giunta comunale, la nuova amministrazione non ha cambiato i progetti di ampio respiro iniziati negli anni precedenti. Milano non va vista in ottica provinciale, solo all’interno della cerchia dei Bastioni, ma come città metropolitana inserita nel territorio regionale, con l’insieme delle connessioni infrastrutturali. I cambiamenti a causa del coronavirus sono in atto. Non credo che gli uffici chiuderanno definitivamente, ma non si andrà al lavoro come si è fatto fino ad oggi. La necessità è di creare spazi condivisi all’interno delle abitazioni e dei palazzi. Gli acquirenti scelgono l’abitazione per il contesto naturale nel quale è inserita, per gli spazi esterni come terrazzi o logge e per il tessuto di infrastrutture che servono la zona».

IMMAGINI

L’ultimo passo nella creazione di Uptown, dopo la consegna delle prime residenze a luglio 2019, è un lotto di 317 appartamenti, che si chiama Feel UpTown. Il cuore della nuova realizzazione è la corte interna, con una superficie più di 3mila metri quadri, un giardino riparato e rialzato di un piano rispetto al livello della strada, su cui si affacciano molti degli appartamenti. Il progetto del verde è anche in questa realizzazione centrale: non c’è il confine fra l’interno e l’esterno grazie a siepi che accostano la privacy degli appartamenti e la connessione con il parco e la città circostante. Tutti gli appartamenti usufruiscono di logge e terrazzi che consentono la fruizione dello spazio esterno tutto l’anno, valorizzando la vicinanza con il parco. Per tutti gli appartamenti gli acquirenti possono partecipare alla progettazione della loro casa perché questa possa rispondere al meglio alle loro esigenze, rispondendo in questo modo alla necessità di dover adeguare le case alle nuove esigenze dettate della pandemia.

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