Snob

Definizione di Snobismo – intellettuale o ridicolo, fino al Pop e al Trash

Snobismo dal Robert Hughes: per poi crollare sui vocali telefonici – una digressione sugli aspetti positivi per chi si vuole comportare come uno snob, virando tra il Pop e lo Snob

Robert Hughes e lo snobismo di Adelphi – dalla democrazia alla meritocrazia

La Cultura del Piagnisteo è un libro scritto da Robert Hughes, in Italia pubblicato da Adelphi, da Roberto Calasso – uomo che di sano snobismo intellettuale ha fatto industria. In queste pagine, Robert Hughes portava un esempio: raccontava quanto ambisse a far parte della squadra regionale di nuoto, così da potersi allenare con gente che lo stimolasse a migliorarsi, piuttosto che con i suoi compagni di corso, sportivi da impegno pomeridiano. Se mai ci fosse riuscito, a entrare nella squadra, non avrebbe mai più perso altro tempo con quegli atleti amatoriali. Robert Hughes ci insegnava come il compito della democrazia deve essere la protezione dell’elitarismo – e del sentimento che l’elitarismo produce: lo snobismo. 

Badate bene, anche se dovrebbe già essere superfluo scriverlo: non si sta parlando di elitarismo basato su razza o denaro o rango sociale – ma di elitarismo basato sul talento, sull’immaginazione, sulla fantasia e sulla curiosità. Sulla bravura, sul rigore caratteriale. A una cerchia definita da questi poteri, si desidera, si brama e si smania – soprattutto, si deve volere – appartenere. Siate snob, per estetica e intelletto, sicuri e senza remora, attenti e silenziosi – il mondo è vostro.

Snobismo, definizione e significato

La definizione di snobismo è un semplice e breve consiglio, forse soltanto un’osservazione: ricordiamoci che non si può piacere a tutti – ma meglio ancora: che non si deve piacere a tutti. Franca Sozzani usava ripeterlo. Lo snobismo oggi è pertinente: serve a porre un argine a questa ondata di populismo, reale e digitale, di auto compiacimento rifilatoci da chi preferisce esser furbo invece che lavorare. 

La prima vera forma di snobismo è una leggera ironia. Non c’è niente di meno educato – e di meno snob – che una ripetibile pedanteria. L’unico libro che può permettersi di tralasciare l’ironia è il Vangelo – per tutti noi altri che proviamo a scrivere, è meglio adoperarla, l’ironia. 

Bisogna essere brevi – le parole vanno dette e scritte, appunto, con parsimonia. Evitate la parola straordinario – puramente retorica, non vuol dire niente. Disquisire su cosa sia ordinario o straordinario? Sbadigli stanchi. Nelle scuole, quelle buone e italiane di una volta, si segnava con penna rossa la parola straordinario già in seconda elementare.

Signora Santanchè: «Lei è un delinquente». Dottor Travaglio: «Chiamate l’esorcista». Signora Santanchè: «Secondo me, non le piacciono le donne». Dottor Travaglio: «Invidio il suo specchio che ride ogni giorno».

Snob elettro sound cover
Snob elettro sound cover

Dallo snobismo alla resilienza 

Snobismo vuol dire anche farsi riconoscere, in quanto snob. Lo snobismo accelera sull’orgoglio e sulla sicurezza in se stessi. Tutti movimenti della nostra massa neuronica che deve rimanere permeata da liquido ironico – altrimenti frigge.

Lo snobismo produce resilienza. Tecnicamente, resiliente significa adattamento a una forza esterna, e non è da confondere con la resistenza. Ricordatevi che si tratta solo della solita pazienza. Sappiamo indicare il momento in cui la parola resiliente riapparve: quando Marella Agnelli se ne andò. Marella Agnelli è stata definizione di una donna resiliente. Una donna resiliente ha sopportato fastidi e tragedie nella sua esistenza piccola o magnifica, una donna che evolve la sua dignità mentendola intatta. Rimanere se stessi non significa solo rimanere coerenti a se stessi, ma significa adattarsi, cambiare – e comunque, rimanere se stessi. Snobismo significa sempre bastare a se stessi. Non abbiamo sempre bisogno di altri: né di qualcun altro, né di qualche cosa d’altro.

Che cosa vuol dire essere snob oggi? Definizione e significato della parola snob e dello snobismo

Lo snobismo mantiene un’accezione negativa. C’è un tocco di auto compiacimento nel definirsi snob, anche quando vorremmo sdrammatizzarci – quando tali ci dichiariamo, appariamo comunque un poco posticci, coinvolti nello stereotipo.

Lo snobismo diventa inutile quando si basa sulla supposizione di una classe sociale, ricadendo sulla definizione originaria di snob – quel sine nobilitate dei personaggi di Proust a Parigi un secolo e mezzo fa. Madame Verdurin sognava di poter avere il fondo schiena della Regina di Napoli posato nel proprio salotto – mentre in altre stanze, le amiche di Oriane Guermantes non trovavano desiderabile la presenza dell’imperatrice Eugenia. 

Elizabeth Hayley, Sex and Snob
Elizabeth Hayley, Sex and Snob

In contrasto allo snob, troviamo il Pop: che cosa vuol dire essere pop oggi? Definizione e significato del pop

Si può definire Pop tutto quanto trova riscontro su un grande pubblico. Il riscontro può essere indifferentemente positivo o negativo – ma la diffusione, per precisione, non può essere soltanto ampia, deve essere anche trasversale, ovvero coinvolgere diversi ceti sociali e diversi strati anagrafici. 

Tutte le volte che lo snobismo ha incontrato la cultura popolare, ha portato crasi da segnare la storia del costume. Negli anni Novanta, Elton John usciva con Lady Diana, Versace disegnava gli abiti per la copertina del disco di Mina, Anna Oxa vinceva Sanremo vestita Gucci di Tom Ford, Umberto Eco andava alla sfilata di Krizia, Naomi Campbell scendeva la scalinata di Trinità dei Monti per Canale 5 piangendo – era luglio del 1997 – il titolo del programma era così tanto pop che oggi sembra uno scherzo: Donna sotto le Stelle

Musica, televisione: il maestro Amedeo Minghi, da 1950 a Vattene Amore con Mietta a Sanremo

Ci sono riferimenti che più di altri danno il contesto alla cultura Pop: la musica, la televisione e lo stadio. Alla radio suona 1950 di Amedeo Minghi: a cui piace farsi chiamare maestro – sia dagli orchestrali sia dai presentatori sul palco. Ai tempi si diceva fosse superbia, un capriccio da snob. Quando si acconsentiva, sembrava si volesse concedergli la bravura tecnica a discapito di un talento: ovvero, puoi anche essere un maestro, ma la canzoni che scrivi sono quello che sono. Alla radio suona il ritornello di 1950 – sì, chini la testa, va bene, rispetto – il riferimento alla guerra, Serenella, e quel tragitto dal Conservatorio all’Università con una bicicletta che non va – ma chi siede vicino a me, dieci anni di meno di età, dice la canzone la conosco ma mi dice poco. 

L’apogeo di Amedeo Minghi è Vattene Amore con Mietta a Sanremo – il momento più pop, più dolce e meno ruvido, della tv popolare (sempre al netto di tutte le domeniche calcistiche). Sembra quasi un contrappasso che per un compositore così attento a sottolineare la dimensione accademica, sapersi indimenticabile per il tormentone che da trent’anni almeno è emblema di sdolcinatezza. Al contrappasso il maestro risponde non più con superbia, ma con vanità: solo chi sa fare musica al suo livello, con la sua professione, riesce a scrivere un inciso che fa cantare tutta la nazione in una domenica di sole. 

Sex Snobs, emotional stuffing
Sex Snobs, emotional stuffing

Che cosa vuol dire essere Trash oggi? Definizione e significato di ogni delirio trash: il caso di Raoul Bovae una vechia intervista con Francesca Fagnani

Siamo alla fine di luglio 2025, e dalle pagine dei quotidiani compare una precisa evenienza trash: una ragazzina che vuole diventare famosa andando a letto con un attore ex Sex symbol italiano, oggi riconosciuto dal pubblico generalista nelle vesti di un prete, Don Matteo. Il suo amico PR che pensa di avere una relazione amorosa con l’aspirante concubina, senza ancora accorgersi di una fluidità impellente, invia i messaggi vocali post orgasmo a Fabrizio Corona. Non serve proseguire in altri dettagli.

In alcuni momenti si sorride – sembra la sceneggiatura bene fatta di un cine panettone Anni Novanta che qualche volta ci domandiamo perché non ci sono più film stupidi da vedere la domenica sera – per i nostri snob, possiamo anche rievocare Choderlos de Laclos. Dall’altra, la vicenda è preciso sintomo di come stanno crescendo i ragazzi massacrati da Instagram e dai social media. “Voleva diventare famosa” ci spiega l’aggiornato ciarlatano, cicisbeo. 

Torna a memoria l’intervista di Francesca Fagnani a Raoul Bova. La giornalista fu criticata perché la conversazione ricordò quella tra agnelli piuttosto che tra belve dal pelo ruvido. Le clip non avevano sostanza per diventare virali, e i numeri di condivisione scesero. La produzione chiuse l’episodio spiacevole dicendo che l’attore non si era prestato alla ferocia prevista (anche se una delle basi del giornalismo vuole la qualità di un’intervista come responsabilità dell’intervistatore e non dell’intervistato). 

Per rimediare, la redazione di Belve cominciò personaggi più trash – caricature che potessero dare più carne al morso della Fagnani: nomi non ripetibili per la loro inutilità. Alla mandibola di una tigre si decise di dare zucchero filato. Alla tigre non piace lo zucchero, la mandibola morde a vuoto. Voglio dire, era Fagnani che cominciò così perdere credibilità: lo zucchero porta le carie, le zanne si crepano.

Carlo Mazzoni

Mick Davis & Thin Love music album
Mick Davis & Thin Love, Garbage Street