EIHA e Green Deal: la canapa: il motore della bioeconomia europea

Un’alleanza tra agricoltori, imprese e istituzioni: la European Industrial Hemp Association – EIHA –la canapa come risorsa strategica per il Green Deal e la sovranità produttiva europea

EIHA e l’economia della materia: la canapa industriale come leva strategica del Green Deal europeo

A Bruxelles la canapa industriale torna al centro della discussione politica come risorsa chiave per il Green Deal europeo. All’interno dell’EIHA – European Industrial Hemp Association – prende forma un nuovo modello di filiera basato su rigenerazione del suolo, neutralità carbonica e manifattura sostenibile. L’associazione, oggi principale riferimento internazionale per la canapa industriale, riunisce oltre duecentocinquanta membri tra agricoltori, imprese, centri di ricerca e industrie distribuiti in venticinque Stati UE e dodici Paesi extraeuropei.

L’obiettivo dell’EIHA è politico e industriale insieme: riportare la canapa al centro della bioeconomia europea, trasformandola da coltura marginale a infrastruttura produttiva. Attraverso proposte legislative, standard tecnici e dati scientifici, l’associazione dialoga direttamente con Commissione e Parlamento per integrare la canapa industriale nelle politiche comunitarie e rendere la transizione verde competitiva. In questo quadro, la keyword “EIHA canapa industriale green deal” sintetizza il progetto strategico alla base del lavoro dell’associazione: unire agricoltura, industria e ricerca per costruire una nuova economia della materia.

Sotto la direzione di Lorenza Romanese, l’associazione si muove tra agronomia e diplomazia economica: costruisce relazioni tra istituzioni, governi e industrie, traduce la ricerca in regole condivise e promuove un linguaggio comune per un mercato ancora frammentato. Il suo lavoro parte da un presupposto semplice ma radicale: la canapa non è una coltura marginale, ma un’infrastruttura ecologica e produttiva che può sostenere la transizione verde europea.

Dalla terra alla norma: la canapa come coltura strategica e infrastruttura del Green Deal

Negli ultimi anni l’EIHA ha consolidato il proprio ruolo politico all’interno del Green Deal. Tra i risultati più significativi c’è la modifica del regolamento sulla Politica Agricola Comune che riconosce alla canapa lo status di coltura agricola a pieno titolo. Il livello di THC ammesso in campo è stato elevato allo 0,3%, ampliando il numero di varietà iscritte al catalogo europeo e consentendo agli agricoltori di accedere ai pagamenti diretti.

Questa decisione ha aperto la strada a un processo di rilocalizzazione della produzione. L’EIHA promuove un modello basato su filiere regionali interconnesse, in grado di ridurre i costi di trasporto e rafforzare l’autonomia europea in settori chiave come il tessile, l’alimentare e i materiali compositi. La canapa, per la sua versatilità, rappresenta una leva per la neutralità climatica: assorbe anidride carbonica, migliora la qualità del suolo e offre biomassa per applicazioni industriali.

La sfida oggi è superare gli ostacoli burocratici e tecnici che ancora rallentano la crescita del comparto. L’associazione lavora con i ministeri agricoli dei singoli Stati per uniformare i controlli, semplificare la tracciabilità e aggiornare la normativa sui sottoprodotti. L’obiettivo è creare un ecosistema normativo unico, capace di rendere competitiva la filiera europea rispetto ai grandi mercati asiatici.

Parallelamente, l’EIHA sostiene studi tossicologici e regolatori sul CBD e sui derivati della pianta per garantire una piena legittimazione dei prodotti di canapa all’interno del mercato alimentare europeo. Il percorso è tecnico e scientifico, ma l’obiettivo è politico: integrare la canapa nella strategia alimentare e industriale dell’Unione, al pari delle altre colture multifunzionali.

 Sostenibilità nell’industria tessile: verso una manifattura europea della canapa tessile

All’interno dell’EIHA, la canapa tessile è considerata un pilastro della nuova manifattura sostenibile. Le ricerche coordinate da università e istituti tecnici europei confermano che la fibra di canapa può sostituire parte del cotone, riducendo il consumo di acqua e pesticidi e offrendo un ciclo di vita più lungo e riciclabile.

La sostenibilità nell’industria tessile è però una questione strutturale: riguarda non solo la coltivazione, ma anche la trasformazione. Dopo la crisi del settore negli anni Novanta, l’Europa ha perso la maggior parte delle infrastrutture per la stigliatura e la filatura della fibra lunga. In Italia, Francia e Germania si stanno riattivando poli industriali dedicati, ma la capacità produttiva resta limitata.

L’EIHA coordina tavoli di lavoro con produttori e istituti tecnici per promuovere nuovi investimenti in macchinari e tecnologie di cotonizzazione, incoraggiando anche la creazione di linee di tintura a basso impatto. L’obiettivo non è tornare a una produzione artigianale, ma sviluppare un’industria moderna della fibra naturale, capace di coniugare qualità, tracciabilità e impatto ambientale ridotto.

Secondo l’associazione, il futuro del tessile europeo passa dalla ricostruzione di filiere interregionali, capaci di produrre fibra, filato e tessuto all’interno del continente, evitando la dipendenza dalle importazioni cinesi e asiatiche. Una sfida economica e identitaria che richiede alle istituzioni europee di trattare la canapa non come una materia alternativa, ma come componente strategica del tessile comunitario.

Materie prime naturali e innovazione industriale: la canapa come risorsa economica

Oltre al tessile, la canapa fornisce biomassa per la produzione di materiali biobased, isolanti, bioplastiche e carta. L’EIHA considera questa versatilità il punto di forza della pianta: una materia prima capace di entrare in più settori industriali e di sostituire derivati fossili. Le materie prime naturali diventano così il centro di una strategia industriale che unisce agricoltura e manifattura.

In collaborazione con aziende europee di biotecnologia e costruzioni, l’associazione sostiene la ricerca su pannelli di canapulo per l’edilizia, componenti per l’automotive, packaging compostabile e materiali tecnici a base di fibra corta. Questi progetti, spesso cofinanziati da programmi europei, hanno un obiettivo comune: ridurre la dipendenza dell’industria da risorse non rinnovabili e creare nuove economie locali a basse emissioni.

La canapa è anche un serbatoio di carbonio. Ogni ettaro coltivato assorbe più anidride carbonica di qualsiasi altra coltura da biomassa e la trattiene per tutto il ciclo di vita del prodotto. La logica dell’EIHA è chiara: ogni materiale di origine canapicola, una volta trasformato, continua a essere un deposito di CO₂. È una manifattura che non consuma ma conserva.

Nei documenti più recenti, l’associazione sottolinea che il valore aggiunto della canapa non risiede solo nella sostenibilità ambientale, ma nella capacità di generare conoscenza tecnica, filiere integrate e lavoro qualificato. L’industria verde europea, per essere competitiva, deve costruire attorno a queste risorse una rete di competenze condivise e di innovazione permanente.

Agricoltura rigenerativa e autonomia europea: la canapa come infrastruttura ecologica e sociale

L’EIHA promuove un modello di agricoltura rigenerativa che unisce sostenibilità ecologica e redditività economica. La pianta, con il suo apparato radicale fitto e la crescita rapida, migliora la fertilità dei terreni, limita l’erosione e favorisce la rotazione colturale. Può essere coltivata anche in aree marginali o impoverite, dove altre colture risultano poco produttive.

La sua adattabilità la rende una coltura utile per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e per diversificare i redditi agricoli. L’EIHA lavora con le agenzie nazionali per l’ambiente e l’agricoltura per sviluppare schemi di incentivi destinati agli agricoltori che inseriscono la canapa nei propri piani di rotazione, in linea con gli obiettivi del Farm to Fork europeo.

Rigenerare il suolo significa anche rigenerare l’economia rurale. Le filiere della canapa creano occupazione qualificata, coinvolgono imprese meccaniche, centri di ricerca e cooperative agricole. È un sistema che riattiva il paesaggio produttivo europeo, restituendo valore alle campagne e riducendo la dipendenza dalle importazioni di fibre e oli vegetali. L’associazione interpreta la rigenerazione come un processo industriale e politico: una forma di sovranità economica fondata sulla biodiversità.

Per l’EIHA, la rigenerazione agricola e quella industriale non sono piani distinti: rappresentano un’unica transizione che collega la ricerca agronomica, l’innovazione tecnologica e la strategia energetica dell’Unione.

Economie circolari e politiche del suolo: la canapa a supporto della transizione europea

Le economie circolari sono al centro della visione dell’EIHA. La canapa incarna una logica di ciclo chiuso: ogni parte della pianta ha un’utilità, ogni prodotto può essere riutilizzato o riciclato. È un principio naturale tradotto in politica industriale.

In Europa, le aziende che adottano modelli circolari basati sulla canapa stanno crescendo nei settori della bioedilizia, della carta e dell’arredamento. L’EIHA sostiene l’introduzione di criteri ambientali minimi per gli appalti pubblici che includano materiali di origine canapicola, promuovendo la sostituzione di materie prime ad alta intensità di carbonio con soluzioni vegetali locali.

L’associazione lavora anche sul piano normativo per armonizzare la classificazione dei sottoprodotti e per semplificare la logistica della biomassa, ancora ostacolata da normative nazionali divergenti. La canapa è un materiale che connette i settori: agricoltura, industria, energia, edilizia. La sua gestione integrata diventa quindi un indicatore del grado di innovazione di un Paese.

Per l’EIHA, costruire una politica del suolo basata sulla canapa significa dare forma a un’economia che non estrae ma restituisce. L’Europa dispone delle condizioni climatiche, scientifiche e industriali per diventare il centro di questa transizione. Occorre, però, un riconoscimento politico stabile: un patto tra istituzioni e imprese che consideri la canapa un asset strategico dell’industria verde europea. Non una materia del passato, ma un’infrastruttura del futuro.

Eiha

L’European Industrial Hemp Association (EIHA) è l’organizzazione che rappresenta il settore della canapa industriale in Europa. Fondata a Colonia e con sede a Bruxelles, riunisce oltre duecentocinquanta membri tra agricoltori, imprese e centri di ricerca in venticinque Paesi dell’Unione Europea e dodici extraeuropei. Lavora a stretto contatto con le istituzioni comunitarie per armonizzare le normative, sostenere la bioeconomia e promuovere la canapa come risorsa strategica per il Green Deal europeo.