
Hemp Care porta la canapa nella cosmesi attraverso una filiera corta integrata
L’olio di canapa proveniente da coltivazioni italiane è lavorato in un unico ciclo produttivo: formulazione, test e confezionamento avvengono negli stessi reparti, senza fasi esterne
Hemp Care e la canapa come materia prima identitaria
Nello stabilimento di Grassobbio, alle porte di Bergamo, Allegrini S.p.A. lavora la canapa come un ingrediente da laboratorio prima ancora che come una materia cosmetica. I semi arrivano da coltivazioni biologiche italiane e vengono trasformati in olio: «garantiamo la tracciabilità dell’olio di canapa biologico».
Da questo punto la filiera non esce più dallo stabilimento: ricerca, test, sviluppo e confezionamento scorrono nella stessa linea, definendo l’identità di Hemp Care. La tracciabilità riguarda l’intero ciclo agricolo, dalle tecniche di semina al controllo delle rese, includendo gli effetti delle variazioni climatiche sugli appezzamenti. Negli ultimi anni, alcune coltivazioni originariamente collocate in provincia di Bergamo sono state trasferite in Piemonte, una scelta motivata da condizioni agronomiche ritenute più idonee.
L’olio viene ottenuto tramite spremitura a freddo, mantenendo l’equilibrio tra acidi grassi polinsaturi, vitamine e minerali. L’azienda evidenzia la somiglianza tra la composizione dell’olio e la fisiologia cutanea: «La composizione di acidi grassi, vitamine e minerali è simile a quella dei lipidi naturali della pelle». L’utilizzo nella skincare segue un andamento progressivo, con un effetto che si stabilizza nel tempo: «Le proprietà emollienti ed elasticizzanti si potenziano con l’utilizzo, stagione dopo stagione». La centralizzazione delle fasi produttive nello stabilimento di Grassobbio consente un controllo diretto di ogni lotto, includendo prove di stabilità, verifiche di viscosità e compatibilità con i materiali di confezionamento.
Il comportamento agronomico della canapa e la continuità della filiera
La canapa cresce rapidamente, migliora la qualità del terreno e necessita di interventi ridotti, caratteristiche che l’azienda considera coerenti con l’impostazione della propria filiera. La scelta di mantenere coltivazioni biologiche deriva dalla volontà di non introdurre input che possano alterare la resa o la stabilità della materia prima. La selezione di appezzamenti più adatti, come quelli piemontesi, risponde invece alla necessità di ridurre l’impatto delle variazioni climatiche negli ultimi anni.
Sul piano cosmetico, l’azienda distingue l’olio ottenuto dai semi da estratti provenienti da altre parti della pianta, oggetto di revisione normativa in sede europea. L’olio di canapa, privo di cannabinoidi psicotropi, ha una storia di utilizzo consolidata nel settore; il CBD, invece, è impiegabile solo dopo l’aggiornamento Cosing del 2021. L’azienda utilizza questa distinzione per collocare l’olio nella propria identità formulativa, mentre il CBD rimane parte di una linea separata.
Materie prime naturali e formulazioni che lavorano in sinergia
L’olio di canapa rappresenta una delle materie prime naturali che costituiscono l’impianto delle formulazioni della linea: «Nella collezione Hemp Care l’olio di canapa è utilizzato insieme a ingredienti naturali come burro di karité, olio biologico di oliva, olio biologico di mandorle dolci ed estratto biologico di avena». A questi si aggiungono estratti botanici come camomilla, calendula, aloe vera e bacche di Goji, selezionati per le rispettive proprietà lenitive o antiossidanti. Tutte le formulazioni sono prive di PEG, parabeni, petrolati, SLS, SLES e coloranti.
La linea viso comprende creme idratanti, maschere nutrienti, sieri e un latte detergente che combina olio di mandorle bio e glicerina vegetale. Il siero occhi utilizza aloe vera, estratti di camomilla e calendula, mentre la maschera riunisce burro di cacao, burro di karité bio e cera d’api. La linea corpo include oli secchi, scrub ottenuti da esfolianti di jojoba e tamanu — una polvere biodegradabile — e creme idratanti che associano olio di canapa ed estratto di avena.
Nei prodotti per capelli, shampoo e balsamo impiegano olio di canapa, olio di jojoba, cheratina e olio di oliva. La crema districante contiene estratti di lino. La linea barba mantiene la medesima impostazione: un gel da rasatura trasparente con estratto di bambù, oli emollienti derivati da canapa, mandorle dolci, jojoba e babassu e un detergente senza risciacquo arricchito con aloe vera e calendula.
Le formulazioni condividono una struttura olfattiva definita da agrumi, foglie di canapa e note floreali, utilizzata anche nei prodotti per la casa.
Sostenibilità e gestione centralizzata dei processi
La sostenibilità è presentata come risultato di scelte tecniche e logistiche. Lo stabilimento di Grassobbio riunisce ricerca, sviluppo, produzione, test e confezionamento, evitando la dispersione delle attività su più siti: «Così si riducono le emissioni di CO₂ legate ai trasporti». La riqualificazione dell’edificio con sistemi di ventilazione a basso consumo limita dispersioni termiche e abbassa l’impatto energetico.
Sul fronte agricolo, la coltivazione biologica della canapa segue un modello che privilegia fonti energetiche green: «Basiamo il lavoro sull’impiego di risorse rinnovabili, con lo scopo di mantenere e migliorare la fertilità del suolo».
Le candele profumate sono composte da una miscela vegetale — novanta percento di cera di soia e dieci percento di olio di cocco — che assicura una combustione più lenta e una ridotta emissione di particolato. L’allineamento tra le diverse referenze risponde alla volontà di mantenere riconoscibile la linea, senza introdurre variazioni sensoriali o materiali incoerenti.
Economie circolari e trasformazione degli scarti in risorsa
Il CBD impiegato nella linea Supreme deriva da un processo che utilizza D-Limonene ricavato dalle bucce d’arancia, una scelta che ricalca il principio delle economie circolari abbracciato dall’azienda: «Abbiamo creato una line extension utilizzando CBD sintetizzato da D-Limonene ottenuto dalle bucce d’arancia». Le bucce sono un residuo della filiera dei succhi; trasformarle in un attivo per la skincare permette di ridurre gli sprechi e integrare materiali già presenti in altri settori produttivi: «Grazie all’upcycling valorizziamo gli scarti della lavorazione degli agrumi, trasformandoli in un ingrediente inedito».
Con l’introduzione del CBD, l’azienda distingue due percorsi: quello della canapa come materia prima agricola e quello del cannabidiolo come derivato di un processo di trasformazione. L’olio di canapa rimane legato al territorio e alla filiera agricola italiana, mentre il CBD viene ottenuto senza impiegare pianta o fiori, ma a partire da un composto naturale già disponibile.
L’azienda chiarisce la distinzione tra i due ingredienti anche rispetto alla normativa: l’olio di canapa, derivato dai semi, è storicamente ammesso in cosmetica; il CBD, invece, è stato soggetto a una revisione regolatoria che ne ha definito i criteri di utilizzo nel 2021. Oggi entrambe le forme — sintetica e naturale — possono essere impiegate, ma Hemp Care utilizza esclusivamente un CBD sintetizzato da fonte agrumaria, in forma pura e non contaminata da altri estratti della pianta di cannabis.
Nella linea Supreme il CBD viene trattato come un ingrediente complementare, impiegato per proprietà lenitive e riequilibranti già riconosciute in letteratura cosmetologica.
Filiera italiana: struttura operativa e continuità dei processi
La filiera italiana di Allegrini prende forma attorno alla possibilità di seguire ogni fase produttiva in modo ravvicinato. Nei laboratori interni vengono definite le formule, testate le compatibilità tra ingredienti e avviate le prove di stabilità, mentre i reparti produttivi lavorano su scale progressive, dai piccoli lotti sperimentali alle produzioni destinate alla distribuzione. La vicinanza tra queste aree permette di registrare variazioni nei parametri fisici delle formule — densità, colore, comportamento in emulsione — e di intervenire senza interrompere il ciclo operativo.
Il controllo dei processi include anche la verifica della qualità delle materie prime in ingresso. Ogni partita viene analizzata per confermare che rientri nei valori definiti in fase di sviluppo: trattandosi di ingredienti naturali, alcune variazioni stagionali sono fisiologiche ed è il confronto fra laboratorio e produzione a definire quando un lotto può essere utilizzato. Questa modalità di lavoro permette all’azienda di mantenere uniformità tra produzioni successive senza dover ricorrere a stabilizzazioni aggiuntive o modifiche sostanziali delle ricette.
Le procedure interne prevedono, inoltre, controlli sui materiali di confezionamento: flaconi, tappi, pompe e etichette vengono testati per verificare la compatibilità con le formule, l’assenza di migrazioni e la tenuta nel tempo. Le analisi vengono condotte per categorie di prodotto, seguendo protocolli diversi per emulsioni, gel, oli o soluzioni acquose.
Hemp Care
Hemp Care è una linea cosmetica di Allegrini S.p.A. che utilizza olio di canapa biologico ricavato dai semi, ottenuto tramite spremitura a freddo. La materia prima proviene da coltivazioni italiane tracciabili e viene verificata internamente per composizione e stabilità. L’olio è impiegato come base di molte formulazioni grazie al contenuto di acidi grassi, vitamine e minerali simili ai lipidi cutanei. Le diverse categorie di prodotto — skincare, haircare e beard care — impiegano la stessa materia prima senza variazioni del processo. L’intero ciclo, dalla ricezione dell’olio al confezionamento, è gestito nello stabilimento di Grassobbio.
