Palazzo Sola Busca, Milano

Una mappa dei luoghi segreti di Milano tra storia e occulto

Processi per stregoneria, simboli zodiacali, spiritismo e architetture nascoste: i luoghi segreti di Milano raccontano il lato occulto e meno visibile della città.

Milano, tra storia e leggenda: introduzione ai lluoghi segreti di Milano

Secondo il criminologo Andrea Pellegrino, Milano, pur percepita come razionale e produttiva, conserva nei suoi spazi storici elementi che hanno alimentato nel tempo narrazioni legate all’esoterismo e all’occulto, oggi riconoscibili in molti luoghi segreti di Milano:

«Nella storia di Milano emergono vicende in cui realtà e leggenda si intrecciano, in particolare quando si parla di caccia alle streghe e inquisizione. Proprio a Milano, nel 1608, nacque uno dei trattati contro la stregoneria scritti dal frate francescano Francesco Guaccio, testo che ha contribuito a definire l’iconografia della strega nel nostro immaginario.

Accanto a queste figure, le cronache cittadine riportano personaggi come Ludovico Acerbi o Gian Giacomo Mora, l’untore della peste giustiziato in Piazza della Vetra: casi storici in cui il soprannaturale ha avuto un ruolo centrale nella costruzione del racconto pubblico e nella memoria urbana.»

Piazza della Vetra: uno dei luoghi segreti di Milano legati ai processi per stregoneria

Per comprendere la Milano che conosciamo oggi è necessario partire da uno dei luoghi segreti di Milano in cui la storia ha lasciato segni meno evidenti, pur essendo determinanti: Piazza della Vetra, dietro la Basilica di San Lorenzo.

Tra Cinquecento e Seicento, la piazza fu teatro dei processi per stregoneria e delle esecuzioni pubbliche, che colpivano guaritrici, erboriste, levatrici e chiunque vivesse ai margini della società. Situata a ridosso dei canali e delle antiche mura, segnava un confine urbano in cui il potere religioso e civile si imponeva, governando la comunità durante tensioni economiche e pestilenze.

Tra le vittime più note figura Caterina Medici, messa a morte nel 1617 con l’accusa di stregoneria. Il suo caso rientra nello stesso clima di paura e superstizione raccontato da Alessandro Manzoni nella Storia della colonna infame (1840), in cui spiegava come il meccanismo dell’accusa rappresentasse uno degli strumenti di controllo e di costruzione del capro espiatorio nei momenti di crisi. Un tema che Leonardo Sciascia avrebbe riconosciuto come ricorrente nella storia italiana nel suo romanzo La Strega e il Capitano (1986): l’uso della giustizia come narrazione del potere, più che come ricerca della verità. Come scrive lo stesso autore:

«Terrificante è sempre stata l’amministrazione della giustizia, e dovunque. Specialmente quando fedi, credenze, superstizioni, ragion di Stato o ragion di fazione la dominano o vi si insinuano.»

Oggi Piazza della Vetra non conserva più tracce materiali di quegli eventi, ma la memoria sopravvive nei nomi delle vie e nelle iscrizioni del quartiere Ticinese. Molti documenti relativi alle esecuzioni andarono perduti nel corso del secolo seguente. Nel 1788, l’imperatore Giuseppe II ordinò la distruzione degli archivi dell’Inquisizione milanese dal 1314 al 1764, cancellando interi capitoli della storia della città. Rimane così un patrimonio frammentario, fatto di testimonianze indirette e racconti letterari, che invita a leggere la piazza come luogo di potere e paura e a riflettere su uno degli episodi più violenti della storia d’Italia.

Elena Giuseppe, Veduta piazza della Vetra in Milano. Artgate - Fondazione Cariplo
Elena Giuseppe, Veduta piazza della Vetra in Milano. Artgate – Fondazione Cariplo

La Colonna del Diavolo: leggenda di Sant’Ambrogio in uno dei luoghi segreti di Milano

Avvicinandosi alla Basilica di Sant’Ambrogio lo sguardo viene catturato da un monolite romano con due cavità all’altezza centrale. Si tratta della Colonna del Diavolo, protagonista di una leggenda legata alla tradizione cittadina.

Secondo il racconto popolare, i fori sarebbero le impronte lasciate dalle corna del demonio durante uno scontro con il patrono della città, Sant’Ambrogio, che l’avrebbe respinto con la forza della fede. Da allora, la colonna avrebbe assunto un valore apotropaico, legato alla protezione della città dal male.

Il folklore arricchisce la narrazione con dettagli simbolici: nelle giornate invernali, avvicinando il naso alle fessure si potrebbe avvertire odore di zolfo; infilare le dita nei fori porterebbe fortuna e terrebbe lontano il malocchio, mentre accostando l’orecchio sarebbe possibile percepire urla provenienti dagli inferi.

Al di là della leggenda, la colonna è un reperto romano reimpiegato in epoca medievale, testimonianza della continuità d’uso dell’area, da necropoli dell’antica Mediolanum a centro religioso e politico della Milano cristiana. Le cavità, probabilmente dovute all’usura o a interventi successivi, hanno trasformato un elemento archeologico in uno dei luoghi segreti di Milano in cui storia e superstizione si sovrappongono.

Colonna del Diavolo, Milano

San Bernardino alle Ossa: l’ossario come archivio sociale tra i luoghi segreti di Milano

Tra il 1629 e il 1633, Milano fu colpita dalla peste, un’epidemia che causò decine di migliaia di vittime e modificò la relazione della città con la morte. Le autorità organizzarono nuovi spazi funerari e la gestione dei resti dei defunti divenne parte dell’amministrazione pubblica.

Una delle testimonianze dedicate alla memoria collettiva di quel periodo è la chiesa di San Bernardino alle Ossa, affacciata su Piazza Santo Stefano. Il suo ossario, disposto secondo un ordine preciso, contiene crani e ossa umane. Resti di condannati, malati dei lazzaretti e membri di confraternite religiose divennero espressione di una comunità che attribuiva alla morte una dimensione pubblica.

Guardando in alto, la cupola rivela gli affreschi del Trionfo delle Anime di Sebastiano Ricci. Il movimento delle figure e la luminosità della scena si confrontano con la rigidità dell’ossario sottostante. Il contrasto tra la materialità dei teschi e la rappresentazione pittorica accompagna il visitatore in una riflessione sul significato sociale e simbolico della morte.

San Bernardino alle Ossa, Milano
San Bernardino alle Ossa, Milano
San Bernardino alle Ossa, Milano
San Bernardino alle Ossa, Milano

Stelle e potere: il cielo sopra il Duomo e la Borsa nei luoghi segreti di Milano

Oltre alle vicende legate alla stregoneria e alle leggende sul Diavolo, Milano ha sviluppato nel tempo un rapporto costante con l’astronomia e l’astrologia. Nel Seicento, la Biblioteca Ambrosiana fu un punto di riferimento per lo studio dei cieli. Ancora oggi, diversi edifici conservano tracce di questa tradizione, rivelando il legame tra osservazione astronomica e potere.

La meridiana zodiacale tracciata nel 1786 da Giovanni Angelo De Cesaris, sotto la supervisione di Paolo Frisi, all’interno del Duomo di Milano è uno degli strumenti astronomici più complessi del periodo. Il raggio di luce che entra dal foro gnomonico percorre una striscia di ottone incassata nel pavimento e raggiunge, di mese in mese, i segni zodiacali incisi nel marmo, scandendo il mezzogiorno solare. In questo modo, scienza, fede e simbolismo convivevano nella regolazione del tempo urbano.

Poco distante, Piazza Affari, sede della Borsa dal 1932 su progetto di Paolo Mezzanotte, propone una lettura più moderna del cielo. Il fronte decorativo richiama i quattro elementi – terra, fuoco, aria e acqua – mentre sui davanzali e nei cortili compaiono dodici bassorilievi zodiacali. I pannelli del piano interrato, realizzati da Gio Ponti, raffigurano figure femminili e allegorie legate al mondo agricolo e al tema dell’abbondanza.

Nel corso della sua storia, Milano ha continuato a trasformarsi, combinando simbolismo e potere. La città mantiene così un dialogo tra passato e presente, ricordando come molti dei suoi spazi possano ancora essere letti come luoghi segreti di Milano.

Palazzo Morando: spiritismo e mondanità nei luoghi segreti di Milano aristocratica

All’inizio del Novecento, Palazzo Morando non era solo una dimora nobiliare nel centro della città, ma anche sede delle sedute spiritiche della contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1876–1945).

Filantropa e interessata al mondo invisibile, la contessa si dedicava ad alchimia, teosofia e medianità, trasformando alcune sale del palazzo in spazi di ricerca esoterica. Oggi sede della collezione Costume Moda del Comune di Milano, il palazzo conserva ancora ambienti e arredi dell’epoca, tra cui il tavolo utilizzato durante gli incontri spiritici.

Da questa passione nacque una delle sue eredità più rilevanti: la biblioteca privata, composta in larga parte da testi inseriti nell’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa. Oltre 4.000 volumi sono oggi conservati presso la Biblioteca Trivulziana al Castello Sforzesco e includono prime edizioni su spiritismo e medianità, una stampa del Malleus maleficarum del 1592 e una copia del De masticatione mortuorum in tumulis del 1728 (fonte: Paola Redemagni).

Secondo una tradizione orale, lo spirito della contessa continuerebbe a manifestarsi tra le sale del palazzo, rendendo Palazzo Morando uno dei luoghi segreti di Milano legati allo spiritismo.

Tavolo Spiritismo Palazzo Morando
Tavolo Spiritismo, Palazzo Morando

Ca’ de’ l’Oreggia: l’orecchio tra ingegno e controllo nei luoghi segreti di Milano

In via Serbelloni 10 si trova la Casa Sola-Busca, conosciuta in dialetto come Ca’ de l’Oreggia. L’edificio è riconoscibile per la scultura di un orecchio di bronzo incassato nella facciata, progettato come citofono da Aldo Andreani.

Alto 70 centimetri, l’orecchio era concepito come un dispositivo di comunicazione che permetteva di contattare la portineria, collegando esterno e interno dell’edificio. L’opera unisce funzione e linguaggio simbolico, richiamando lo stile Art Déco e l’eclettismo dell’epoca.

Installato nel 1927, in pieno periodo fascista, l’orecchio assunse anche un significato legato all’ascolto e alla sorveglianza. In un contesto in cui parole e comportamenti potevano attirare l’attenzione delle autorità, il citofono diventava una metafora del controllo, inserita in un contesto architettonico domestico.

Oggi il palazzo è meta di curiosi che si fermano davanti all’orecchio per sussurrare desideri. Tra residenti e visitatori, la Casa Sola-Busca è riconosciuta come uno dei luoghi segreti di Milano in cui storia urbana e immaginario popolare continuano a convivere.

La Libreria Esoterica: uno dei luoghi segreti di Milano dedicati all’occulto e alla ricerca spirituale

In via dell’Unione, a pochi minuti da Piazza del Duomo, la Libreria Esoterica è uno dei poli culturali più longevi della città dedicati alla storia dell’esoterismo, dell’occulto e delle tradizioni spirituali. Fondata nel 1968 da Calogero Falcone, si affermò come punto di riferimento in un periodo di intenso fermento culturale.

La libreria conserva l’eredità del suo fondatore ospitando incontri e iniziative che mantengono un dialogo attivo sulla spiritualità contemporanea e sulle discipline simboliche.

Inserita tra i luoghi segreti di Milano legati all’esoterismo, rappresenta ancora oggi uno spazio culturale che invita alla riflessione filosofica e alla pratica meditativa, in una città raramente incline alla pausa e all’introspezione.

Palazzo Sola Busca, Milano
Palazzo Sola Busca, Milano

Indagare l’occulto tra documenti, leggende e luoghi segreti di Milano

Attraverso palazzi storici e racconti stratificati, Milano si presenta come un territorio in cui storia e mito si intrecciano. Indagare i fenomeni legati all’occulto significa confrontarsi con un ambito composito, nel quale documenti, interpretazioni e narrazioni convivono e si sovrappongono. Le città caratterizzate da una lunga sedimentazione storica e folkloristica conservano leggende che, nel tempo, si modificano e si amplificano, dando origine a un patrimonio narrativo che richiede uno sguardo critico. Andrea Pellegrino racconta:

«Quando si affrontano questi temi ci si trova di fronte a una quantità molto ampia di materiale, sia cartaceo sia online. Orientarsi non è semplice, soprattutto quando si tratta di distinguere ciò che è storicamente fondato da ciò che è distorto, romanzato o privo di fonti attendibili. Per questo è necessario un lavoro di ricerca lento, metodico e paziente, capace però di restituire risultati. Spesso la storia supera qualsiasi invenzione.

Un esempio arriva da una scoperta fatta proprio in Libreria Esoterica. Qualche anno fa ritrovammo alcune fotografie che documentavano sedute spiritiche ed esperimenti medianici condotti da un gruppo milanese tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento. A partire da quelle immagini, e dagli appunti scritti a mano sul retro, sono riuscito a ricostruire l’esistenza di un gruppo di ricerca parapsicologica che si riuniva in corso XII Marzo per studiare fenomeni paranormali. Ne facevano parte un medium di nome Luigi Restelli e la medium Bice Valbonesi. Fu proprio Valbonesi a impressionare Gabriele D’Annunzio con le sue presunte capacità. Il poeta, colpito dalle sue doti medianiche, le donò una copia del volume L’Italia agli italiani, scrivendo di suo pugno la dedica:
“Alla messaggera dello Spirito occulto – a Bice Valbonesi – offro questo libro ascetico della mia salvazione”.»

Questa scoperta è un esempio di come il lavoro filologico e storico possa riportare alla luce storie dimenticate, restituendo contesto e attendibilità a vicende che fanno parte dei luoghi segreti di Milano e della loro memoria meno visibile.

Micaela Flenda

Allegoria terra
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Allegoria acqua
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