/ Sostenibilità
Capi che non invecchiano e filiera abruzzese: la maglieria nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Interviene Emanuela Picchini di Wuuls
Il baco è un rilevatore dell’inquinamento ambientale e non può crescere in una coltivazione contaminata. L’industrializzazione ha minacciato la produzione di seta, ma in Veneto le coltivazioni resistono
La desertificazione si manifesta attraverso l’erosione del suolo, la sua salinizzazione o la variazione dei suoi parametri strutturali – in Europa, il Mar Mediterraneo è a rischio
D’acciaio o di pietra, di vetro o di marmo, tecnologiche, di design e pensate per limitare gli sprechi – fontane, costruite su un gioco di acqua e di equilibri. Gli interventi di Forme d’Acqua
La start-up milansese Krill Design con il progetto Co.ffee Era raccoglie gli scarti di caffè e li trasforma: dal legame chimico tra caffé e biopolimero, si genera il Biocoffee. Quattro mesi di lavoro e 75mila euro investiti
Prodotta perlopiù in Cina e realizzata con scarti alimentari, la soia destinata al tessile alimenta dubbi sulla sua tracciabilità all’origine e sulla sua trasformazione chimica
Il potere decisionale del Governo messo alle strette da enti municipali: la gestione ambientale e burocratica dei rifiuti sulle isole Canarie
Il tessile di lusso come una volta, nel laboratorio Bice&Berta: interviene la titolare Marina Rizzini, sulla sartoria, l’attenzione ai dettagli e la tradizione del riuso applicata ai capi di qualità
Dal nord Europa al nord Italia, la maglieria irradia un sistema produttivo frammentario, che trova il suo cardine nella circolarità: durante la guerra per filare si utilizzavano tessuti riciclati
Terre padane asciugate al sole, lana sarda e vetro di Murano: lo studio della terra autoctona, la valorizzazione del territorio nell’impegno di Studio Terre
