AURORA, VENICE GLASS WEEK, 2017. FROME D'ACQUA
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L’abilità italiana nella progettazione di fontane e giochi d’acqua

D’acciaio o di pietra, di vetro o di marmo, tecnologiche, di design e pensate per limitare gli sprechi – fontane, costruite su un gioco di acqua e di equilibri. Gli interventi di Forme d’Acqua

In antichità oggetto funzionale di approvvigionamento pubblico di acqua potabile – che doveva essere facilmente raggiungibile –, la fontana diviene ornamentale e più complessa in periodo ellenistico, quando assume un significato simbolico. Il termine deriva dal latino fons, ‘sorgente’. La fontana gode di una posizione di rilievo nella composizione architettonica. Entra come punto terminale degli acquedotti nell’immaginario architettonico della Roma antica, dove si parla di ninfei. A causa della rovina degli acquedotti in seguito alla decadenza dell’Impero romano, perde popolarità nel Medioevo in favore dei più semplici pozzi. Ritorna classica nel Rinascimento, per poi divenire il più iconico elemento del Barocco, quando perde funzioni pratiche per essere una scenografia. In questo periodo in cui nasce il concetto moderno di fontana, rimasto inalterato finora nonostante l’avvicendarsi di stili e soluzioni. È un oggetto che non cerca più di imitare la natura, ma punta a sorprendere con getti d’acqua, zampilli e cascate, ma anche colori e luci, in epoca contemporanea.

Gianluca Orazio è fondatore e CEO di Forme d’Acqua, azienda che ha fatto dell’acqua il suo core business. Fondata nel 2005 a Venezia, ha avuto un apporto dal contesto paesaggistico di nascita: «Mi sento legato alla terra, alla concretezza, alla solidità, ma vivere nella laguna ci mette in relazione quotidiana con l’acqua – ne sentiamo l’influenza fin da bambini, come accade tra la luna e le maree. Tutto ciò ci porta ad avere confidenza con l’interiorità dell’acqua, ovvero con le sue dinamiche, le forze che esprime e che tiene segrete, le tensioni, le turbolenze, la velocità». Conoscere il senso dell’acqua aiuta a gestirla. Ci si deve confrontare con la sua esteriorità, la manifestazione, la dimensione. L’idea che l’acqua possa essere una goccia, una pozzanghera o un mare toglie il limite dimensionale e il senso del confine. 

L’avvicinarsi al settore è arrivato come un pensiero laterale: un incontro per Gianluca Orazio, prima dedito alla cura di verde e giardini ornamentali e che poi ha portato il design nel mestiere di artigiano dell’acqua. È stato un crescendo dalla prima fontana – una colonna in acciaio dalla cui sommità tracimava l’acqua, la bellezza nell’essenzialità e nel rigore – fino all’ultima creazione inaugurata nell’ottobre 2020, una fontana dinamica per la nuova Piazza Sant’Antero di Giaveno: uno specchio d’acqua trapezoidale su vasca rialzata che riflette il verde urbano e le architetture, arricchito su un lato da getti dinamici che spezzano la staticità del costruito. Fontane e giochi d’acqua sono diventati un modello di business, mettendo insieme le competenze fra architetti, ingegneri e maestranze. I clienti sono spesso integrati nel team progettuale. 

Da un’idea a un disegno architettonico esecutivo. I clienti chiedono un supporto tecnico alla progettazione, il cosiddetto MEP (Mechanical, Electrical and Plumbing), da zero o da revisione. Negli edifici commerciali, questi elementi sono spesso progettati da una società di ingegneria specializzata. La progettazione MEP serve per la pianificazione, il processo decisionale, la documentazione, la stima delle prestazioni e dei costi, la costruzione e il funzionamento-manutenzione delle strutture. Un idraulico può selezionare e installare un sistema di acqua calda commerciale basato su pratiche comuni e codici normativi. Un team di ingegneri MEP cercherà il design secondo i principi dell’ingegneria e fornirà agli installatori le specifiche necessarie per la realizzazione. Gli ingegneri che lavorano nel campo MEP devono comprendere più discipline – dinamica, meccanica, fluidi, termodinamica, trasferimento di calore, chimica, elettricità e computer. A volte si richiede la revisione del design, oppure l’intero sviluppo del progetto. Da una chiamata per una fontana può essere poi richiesta la progettazione del paesaggio circostante attraverso dettagli architettonici affini alla fontana, mediante lo sviluppo di masterplan, layout, design, restyling, landscaping ed allestimenti. Da anni vige la collaborazione con l’architetto Simona Marta Favrin, che dà forma alla maggior parte delle fontane, oltre ad occuparsi con l’ufficio tecnico di accogliere tutta la progettazione esterna per rivisitarla e revisionarla ove necessario. Nel team anche architetti e designer esterni. Ogni progettista rappresenta quello che in semantica si definisce una deviazione dal codice, ossia un cambio di percorso, una nuova soluzione da trovare. Esiste un equilibrio tra ciò che l’acqua consente di fare e quello che l’architetto chiede, che è la relazione tra il possibile e l’impossibile. 

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MATERIALI UTILIZZATI PER LA REALIZZAZIONE DELLE FONTANE

Forme d’Acqua ha collaborato alla realizzazione dell’Annex Beach a Cannes, il ristorante sulla Promenade de la Croisette. Il restyling è stato ideato e curato da Jacques Garcia. Architetto e designer francese, è decoratore d’interni di alberghi e ristoranti, nonché collezionista di mobili e oggetti d’arte reali dispersi dopo la Rivoluzione francese. Sono suoi i rifacimenti dell’Hotel Costes a Parigi, il Métropole a Montecarlo, l’Hotel Victor a Miami, la Mamounia a Marrakech o il Ritz a Parigi. Per realizzare gli interni di Annex Beach, Garcia si è ispirato alle Grotte di Palazzo Borromeo all’Isola Bella: giochi di colore dei rivestimenti in granigliato a onde bianche e nere, si moltiplicano nei riflessi dei soffitti a specchio e si amplificano nel suono dell’acqua delle cinque fontane. L’opera è stata curata e realizzata da LuxuryLamera, azienda specializzata nelle decorazioni d’interni di lusso, per costruzioni private e per l’Hotellerie. Forme d’Acqua Venice Fountains ha curato la progettazione e l’esecuzione tecnica e tecnologica della fontana. «Non abbiamo avuto il tempo di comprendere né il contesto né la grandezza del suo progetto», Orazio afferma. «Ci ha dato una ‘spallata’ ed è rimasto a vedere fino a che punto avevamo confidenza con l’equilibrio. Ci siamo concentrati sul progetto fino alla formulazione della soluzione». La fontana è alla base della riproduzione su vetro dipinto a mano dell’emblema presente nella Casa del Fauno di Pompei, un mosaico che raffigura la scena di lotta di un polpo che avvinghia un’aragosta. Le altre quattro fontane sono disposte a cadenza ritmica nel lato lungo del ristorante, alla base di quattro specchi al mercurio, realizzati nell’isola di Murano. 

La peer rewiev e la value engineering sono richieste su progetti di rilievo, internazionali. Si tratta di indagini sull’efficienza e sull’impatto di un sistema, che introduce ad un altro tema importante, quello della sostenibilità. Questo valore va perseguito su vari fronti. Nella fase di progettazione MEP si creano soluzioni per una gestione sostenibile delle risorse idriche: impianti di ricircolo dell’acqua, sistemi di filtrazione, pozzetti in sostituzione delle vasche di compenso, anemometri per regolare l’altezza dei getti proporzionalmente al vento per evitare sprechi, sistemi di troppo pieno e sensori di livello. In ogni progetto si cerca di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici necessari per il mantenimento dell’acqua pulita e cristallina. Si punta sulla scelta di materiali naturali e/o riciclabili. Molte fontane, soprattutto le più tecnologiche, necessitano di strutture durevoli. Ci si affida all’acciaio inox. Nel caso di fontane più legate al design, si utilizzano materiali naturali, come la pietra o il marmo, scegliendoli, oltre che per criteri estetici e la resistenza all’acqua e agli agenti atmosferici, sulla base dell’impegno per ridurre l’impatto ambientale dell’intero processo produttivo dell’azienda che li fornisce.

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Il vetro VIENE utilizzato per la realizzazione di pareti d’acqua, elementi decorativi o PER le lastre policrome appositamente realizzate a mano dai maestri vetrai muranesi

Fra i materiali impiegati, il vetro, eredità della terra di origine dell’azienda. Il vetro di Murano si presta a giocare con la trasparenza dell’acqua: sembra materia organica sotto il suo scorrere, dove assume ulteriore lucentezza, con riflessi in movimento. È stato inserito nei progetti a Bucarest, a Teheran, a Kish, a Istanbul, a Dubai e a Shenzhen. È la materia alla base del Mostro della Laguna. Disegnata dall’architetto Simona Marta Favrin, con un’epidermide di vetro di Murano (realizzata dal Maestro Nicola Moretti) che ricopre uno scheletro in acciaio tailor-made e un’anima tecnologica, la creatura marina trae forma e ispirazione dal mostro che si aggirerebbe nella laguna, fra le acque di Punta della Dogana, così come narrato da Alberto Toso Fei, viaggiatore, giornalista ed esperto di storia veneziana, nel suo libro che costituisce una sorta di antologia del mistero su queste acque.


IMMAGINI

Forme d’Acqua
Realizzazione e Progettazione Fontane e Giochi d’Acqua
via San Michele, 4
Cavallino Treporti
30013 Venezia Italia 

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