Simbiosi Tech: quando industria, suolo e acqua diventano un unico sistema produttivo

Dal progetto di rinaturalizzazione dell’Innovation Center Giulio Natta di Giussago nasce il modello Re.S.Co., che integra energia, acqua, suolo e biodiversità nella gestione industriale

Simbiosi Tech: trasformare il territorio in infrastruttura produttiva

A Giussago, nella Pianura Padana, l’Innovation Center Giulio Natta occupa circa duemila ettari di suolo agricolo. Circa 450 di questi sono stati oggetto, dagli anni Novanta, di un intervento di rinaturalizzazione progressiva: oltre duecentomila specie arboree e arbustive piantumate, creazione di laghi e zone umide, ricostruzione di boschi planiziali, gestione integrata delle acque superficiali e meteoriche.

Nel corso di venticinque anni vengono raccolti dati su biodiversità, fertilità, microclima, capacità di ritenzione idrica e assorbimento di carbonio. La biodiversità aumenta quasi di quattro volte. La fertilità del suolo cresce del centocinquantatré percento. Il territorio è monitorato come sistema biologico attivo, capace di regolare flussi idrici, stabilizzare temperature locali e migliorare la qualità dell’aria.

Da questa esperienza prende forma Simbiosi: «Il modello nasce osservando quello che è successo qui, a Giussago», spiega Piero Manzoni, l’amministratore delegato. «Quello che abbiamo visto funzionare poteva diventare una soluzione per migliaia di aziende».

L’origine del modello è territoriale: un laboratorio in cui industria e natura vengono osservate come componenti di un’unica infrastruttura produttiva.

Dalla ESCO alla RESCO: quando le risorse sostituiscono i kilowatt

Simbiosi si definisce RESCO: «È un termine che abbiamo inventato prendendo spunto dall’acronimo E.S.Co. E.S.Co. vuol dire Energy Service Company, Re.S.Co. vuol dire Resources Service Company».

Il principio finanziario ricalca quello delle E.S.Co: investimento anticipato e remunerazione attraverso la condivisione dei risparmi generati. L’estensione riguarda energia, acqua, suolo, materiali e biodiversità: «Non ci occupiamo soltanto di energia, ma di tutte le risorse naturali».

L’integrazione delle risorse modifica la struttura decisionale dell’impresa: «Quando ci si limita ai kilowatt si ragiona su un costo singolo. Quando si integrano le risorse cambia la matematica del business».

Il modello è applicato a stabilimenti industriali, sistemi idrici integrati, utilities e real estate. L’approccio è progressivamente sviluppato anche in contesti esteri dove la scarsità di risorse energetiche e idriche incide direttamente sulla competitività industriale.

Disaccoppiamento territoriale: la pressione urbana sulle campagne

Tra il cinquantacinque e il sessanta percento della popolazione mondiale vive oggi in città che occupano circa il tre virgola cinque percento della superficie globale e concentrano il settanta percento del consumo alimentare. Entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i dieci miliardi, con un incremento del sessanta percento della domanda di derrate alimentari e il settantacinque percento dei residenti concentrati in ambito urbano. Il trenta percento dei terreni coltivabili è già in fase di desertificazione.

Le proiezioni indicano un fabbisogno di materie prime moltiplicato fino a sei volte, un raddoppio del consumo idrico domestico e una crescita della domanda energetica tra il venticinque e il quaranta percento.

Le aree rurali concentrano attività produttive, logistiche, impianti di trattamento rifiuti e ciclo idrico, data center e infrastrutture energetiche. I flussi vengono gestiti in modo separato: energia acquistata, scarti smaltiti, acqua prelevata e scaricata, territorio considerato esterno alla pianificazione industriale.

Il modello Smart Land integra questi attori in un sistema unico. Industria, utilities, agricoltura e comunità locale vengono messi in relazione attraverso interconnessioni fisiche e digitali. Gli scarti di un impianto possono alimentare un digestore condiviso; il calore recuperato può essere destinato a serre o reti di teleriscaldamento; le acque trattate possono alimentare bacini funzionali e irrigazione agricola.

Simbiosi terreni
Simbiosi terreni

Economie circolari: Nutrient Recovery e trasformazione degli scarti

Nel modello operativo di Simbiosi, la ridefinizione del concetto di rifiuto rappresenta uno snodo centrale nella costruzione del valore economico: «Il rifiuto per noi è la prima persona singolare del verbo rifiutare. Quando qualcosa diventa utile per qualcun altro, si trasforma in valore economico misurabile».

Le soluzioni Nutrient Recovery operano tramite digestione anaerobica termofila a cinquantacinque gradi per venti, trenta giorni, con igienizzazione completa delle matrici e abbattimento di patogeni. Gli impianti possono operare a partire da quattromila tonnellate annue di scarti organici.

Il biogas generato alimenta cogeneratori o viene convertito in biometano. Il digestato viene reimmesso nei terreni come ammendante organico, contribuendo alla fertilità, alla riduzione delle lavorazioni agricole e al Sequestro di CO2 nel suolo: «Recuperiamo il calore di scarto e riduciamo i consumi energetici del venti, quaranta percento. Trattiamo i reflui e abbattiamo i costi idrici».

I principi delle economie circolari vengono così estesi su scala territoriale, con integrazione tra più soggetti industriali e utilities.

Forestazione rurale: il paesaggio come asset industriale

Le aree circostanti agli stabilimenti vengono integrate nella pianificazione produttiva attraverso interventi di forestazione rurale e creazione di zone umide funzionali.

Le zone umide possono recuperare metri cubi di acqua riutilizzabile e intercettare metri cubi di acqua meteorica. Le superfici idriche possono ospitare impianti fotovoltaici flottanti; i terreni agricoli possono integrare sistemi agrivoltaici che producono energia e colture simultaneamente.

L’incremento della fertilità del suolo, misurato nel tempo, entra nei modelli economici. Gli interventi territoriali possono generare un IRR aggiuntivo e un incremento del valore immobiliare fino al trenta percento. Secondo le stime del World Resources Institute, ogni euro investito in resilienza può generare benefici economici superiori a dieci euro in dieci anni.

Pasturago e Albuzzano: due applicazioni del modello territoriale

Il modello Re.S.Co. trova applicazione operativa in contesti industriali diversi, dove l’integrazione tra impianto e territorio viene tradotta in interventi misurabili su energia, acqua e suolo. I siti di Pasturago e Albuzzano rappresentano due configurazioni differenti della stessa logica sistemica.

A Pasturago di Vernate, nel sito produttivo Granarolo, l’intervento parte dal cuore energetico dello stabilimento. Tre caldaie a olio diatermico installate negli anni Novanta sono sostituite con due nuove caldaie a tubi di fumo, con rendimento del novantasette percento rispetto all’ottantacinque percento precedente. Il cantiere si sviluppa tra giugno 2023 e maggio 2024 senza interrompere la produzione di vapore che alimenta le linee latte UHT e yogurt.

L’adeguamento prosegue sui sistemi di compressione e refrigerazione. Compressori ad alta efficienza con inverter modulano la potenza in funzione del carico reale. Un chiller ad alte prestazioni ottimizza i consumi frigoriferi. La riduzione dei tricubi di gas per tonnellata prodotta diventa indicatore operativo del risultato. L’intervento si inserisce nel piano industriale 2024–2027 del gruppo, con obiettivi di contenimento dei consumi di acqua, energia e vapore e aumento della capacità produttiva.

Ad Albuzzano, nel sito Fedegari attivo nella sterilizzazione e bio-decontaminazione per i settori farmaceutico, biotech e alimentare, l’applicazione assume una scala territoriale più ampia. Viene realizzato un energy center integrato governato da piattaforma AI, che coordina produzione energetica, vettori di processo e servizi interni. L’impianto dialoga con il territorio attraverso la creazione di aree umide rinaturalizzate, con un potenziale di trecentomila metri cubi di acqua riutilizzata e trentacinquemila metri cubi di recupero di acqua meteorica.

È in fase autorizzativa anche un impianto fotovoltaico flottante da 2,4 GWh annui, equivalente al consumo di circa settecentocinquanta famiglie. Energia, acqua e suolo vengono gestiti come componenti interdipendenti dello stesso sistema: «Ogni elemento genera valore per gli altri. L’energia serve la produzione, l’acqua rigenera il territorio, il territorio produce biodiversità e resilienza».

Sequestro di CO2 e digital twin: il territorio entra nel bilancio

Per governare un sistema che integra energia, acqua, suolo e biodiversità, Simbiosi sviluppa una piattaforma digitale proprietaria capace di connettere dati ambientali e performance industriali in un unico modello operativo. Si tratta di un sistema proprietario di AI, che integra dati provenienti da sensori IoT, immagini satellitari, reti energetiche e sistemi agricoli. Il sistema acquisisce informazioni in tempo reale ed elabora scenari tramite machine learning adattivo: «Non cerchiamo la precisione assoluta. Cerchiamo la resilienza del modello».

Il digital twin traduce variabili fisiche in grandezze economiche: energia prodotta o risparmiata, acqua recuperata, fertilità incrementata, tonnellate di CO₂ assorbite attraverso biomassa e suolo. Il sequestro di CO2, se opportunamente certificato, può essere contabilizzato nel business case e collegato a scenari regolatori europei.

Gli interventi possono accedere a incentivi o ai crediti d’imposta e ai fondi FESR e PSR con contributi variabili. La Direttiva CSRD, il meccanismo CBAM, nonché le pressioni ESG in genere, rendono centrale anche la misurazione delle emissioni lungo la filiera: «Produciamo ambiente generando un valore economico misurabile».

Il modello Re.S.Co. consente di anticipare gli investimenti e rientrare attraverso la condivisione dei risparmi generati. Energia, acqua, suolo e carbonio vengono integrati nella governance industriale. Industria, agricoltura, utilities e territorio operano come un unico sistema produttivo, secondo una logica fondata sulla misurazione integrata delle risorse.

Debora Vitulano

Simbiosi terreni
Simbiosi terreni
Infografica Simbiosi