Dai deepfake alle barriere architettoniche, dieci progetti per l’innovazione interculturale

Alla decima edizione del programma di BMW Group e United Nations Alliance of Civilizations, dieci organizzazioni selezionate tra oltre 1.400 candidature ricevono fino a 20.000 dollari e un anno di affiancamento

La cerimonia si è tenuta il 3 novembre a San Donato Milanese, ospitata da BMW Italia. È la decima edizione dell’Intercultural Innovation Hub, il programma nato nel 2011 dalla partnership tra BMW Group e United Nations Alliance of Civilizations, con il sostegno di Accenture dal 2018. In 15 anni ha coinvolto oltre 100 organizzazioni nel mondo, le cui iniziative hanno raggiunto più di 7 milioni di persone.

Le dieci selezionate per il 2026 provengono da quattro continenti e sono state scelte tra oltre 1.400 candidature: operano in Ghana, Nigeria, Sudafrica, Kirghizistan, Pakistan, Grecia, Romania, Spagna, Cile e Colombia. Quasi tutte sono guidate da persone con un rapporto diretto con il problema su cui lavorano: migrazioni vissute, conflitti attraversati, disabilità in famiglia.

Il sostegno comprende un finanziamento fino a 20.000 dollari per organizzazione, programmi di sviluppo delle competenze, mentoring individuale, scambio di conoscenze e accesso a una rete internazionale. La cerimonia apre un percorso annuale: esperti di UNAOC, BMW Group e Accenture affiancheranno le organizzazioni per consolidarne le capacità ed estendere la portata dei progetti. Il primo workshop si è aperto il 4 novembre a Milano, su visione e strategia, storytelling e innovazione.

Inclusive Lens in Pakistan e nniChat in Sudafrica, disinformazione visiva e dialogo anonimo

Nel corridoio del Punjab, in Pakistan, la disinformazione circola per immagini e video più che per testo. Una clip inoltrata su WhatsApp viene ricondivisa molto prima che qualcuno possa verificarla, e la maggior parte degli strumenti di fact-checking non è in grado di leggerla.

Inclusive Lens, della Youth Development Foundation, interviene su due fronti. Il primo è un bot multimodale su WhatsApp, basato su intelligenza artificiale, che rileva deepfake e materiali ricontestualizzati mentre si diffondono, e restituisce contro-narrazioni localizzate in urdu. Il secondo porta nelle università un programma chiamato Peaceful Narratives, che fonda il lavoro sulla prevenzione della radicalizzazione negli insegnamenti sufi di moderazione e pluralismo, tradizioni di tolleranza già presenti nella regione. Finora sono stati formati oltre 95 giovani al fact-checking e le campagne hanno raggiunto più di 15.000 persone; la fase successiva punta a 3.000 ragazzi e a 100.000 contatti online. Il progetto è coordinato da Wajid Zahid, coordinatore del National Youth Volunteer Network, cresciuto in un quartiere di Lahore dove convivono persone di sette religioni diverse.

In Sudafrica la no-name initiative, fondata nel 2013 da Jonelle Naudé, lavora da anni sul dialogo pubblico, in presenza e online. nniChat adatta quell’esperienza a un formato testuale per telefono, pensato per chi non si sente sicuro a partecipare di persona. Nella fase più delicata del dialogo, la metodologia consente ai partecipanti di parlare attraverso voci sistemiche in forma anonima, senza esporre la propria posizione personale. Ogni dialogo facilitato genera poi una comunità online in cui i partecipanti si tengono reciprocamente responsabili degli impegni presi. Dopo il pilota, la tecnologia verrà estesa ai partner e ai facilitatori dell’organizzazione nel mondo.

VoiceMap a Osh, le barriere architettoniche diventano dati geolocalizzati

A Osh, seconda città del Kirghizistan, non esiste un registro sistematico delle barriere architettoniche. VoiceMap, della OASIS Public Charitable Foundation, forma giovani con disabilità come Digital Monitors: con l’applicazione della fondazione individuano gli ostacoli in città e trasformano ciascuno in un punto geolocalizzato.

Un gradino troppo alto, una porta troppo stretta, una rampa instabile. Una volta registrato, ogni elemento diventa un dato che le autorità municipali possono utilizzare. I monitor portano poi le rilevazioni agli uffici competenti. Il progetto pilota di Bishkek ha formato 30 monitor e valutato più di 50 edifici; a Osh ne verranno formati altri 30, con l’applicazione tradotta in kirghiso e un indice di accessibilità esteso a entrambe le città. A dirigere il programma nel Paese è Aizhan Alymbai kyzy, in OASIS dal 2020 e country director dal 2025, scacchista della nazionale kirghisa.

Solution-Swap Theatre in Nigeria e i giochi WAYNA in Cile

Nel nord della Nigeria, The Girl Child Values Support Initiative lavora con il teatro partecipativo. L’approccio che chiama Solution-Swap Theatre interrompe lo spettacolo nei momenti chiave: gli spettatori salgono sul palco, sostituiscono gli attori, assumono ruoli diversi e provano risposte alternative alla situazione rappresentata. Le repliche e i dialoghi che seguono riuniscono donne e ragazze, giovani, persone con disabilità, leader di comunità e persone di diversa provenienza culturale e religiosa. Il progetto è seguito da Anna Daniel Wakili, senior programmes officer dell’organizzazione, che ha attraversato un conflitto armato e lavora con le donne delle comunità colpite dalle crisi usando musica ed espressione creativa.

In Cile, Fundación Semilla ha sviluppato WAYNA, programma educativo composto da sei giochi organizzati come percorso progressivo. Ogni gioco funziona anche separatamente, ma la sequenza completa costruisce in ordine alfabetizzazione emotiva, empatia e riconoscimento della diversità. La fondazione lavora con il sistema scolastico pubblico per adattare la metodologia e formare gli insegnanti; la fase successiva si concentra sull’inclusione di studenti migranti, neurodivergenti, di genere diverso e con disabilità. Nel 2019 il progetto è stato riconosciuto tra le cinque principali pratiche pedagogiche al mondo per l’educazione alla cittadinanza globale, ed è arrivato in Colombia, dove il ministero dell’Istruzione ne usa i giochi per la formazione dei docenti. La fondazione è stata creata oltre 20 anni fa da Marcelo Trivelli, che ne è presidente.

Libraries Without Walls in Ghana, dai libri appesi agli alberi ai murales

Libraries Without Walls, della Foundation for Educational Equity and Development, porta libri, narrazione e arti visive nelle comunità ghanesi dove le biblioteche non arrivano. I presidi mobili operano nelle scuole e negli spazi pubblici.

Dopo la lettura, i bambini incontrano storie provenienti da culture diverse dalla propria, le discutono con coetanei, genitori e anziani, e traducono quello che hanno letto in murales e performance. Le lingue locali e i racconti di contesto tengono la porta aperta anche agli adulti presenti. La fondazione forma insegnanti e facilitatori che conducono i presidi; la fase successiva prevede cinque nuove comunità e 60 facilitatori.

Il progetto è nato nel 2017, quando Paul Mensah Amanor, fondatore e direttore della fondazione, iniziò con un gruppo di volontari a collocare libri dentro ceste appese agli alberi, dopo aver insegnato ad Ayikuma e aver incontrato bambini che non sapevano né leggere né scrivere.

Intercultural Innovation Hub. BMW Group.
La decima edizione dell’Intercultural Innovation Hub con i rappresentanti di UNAOC, BMW Group e Accenture, San Donato Milanese, 3 novembre 2026

Sport and Growth in Grecia e VISIBLE-IN Play in Spagna

In Grecia, Organization Earth lavora con bambini rifugiati e minori non accompagnati ospitati nelle strutture del Paese. Sport and Growth collega attività fisica, benessere emotivo, creatività ed educazione, e ha aggiunto un percorso di leadership per le ragazze non accompagnate, progettato insieme alle partecipanti. Atlete e professioniste seguono la formazione e il mentoring; laboratori creativi, sessioni sulla salute, counseling individuale e collaborazioni con gli educatori completano il percorso, che si chiude con un festival dell’inclusione costruito dalle ragazze stesse. Il programma è diretto da Stefanos Batsis, giurista passato per l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

In Spagna, VISIBLE-IN Play della Fundació Itinerarium parte da un oggetto preciso: il primo carattere tipografico sociale al mondo, disegnato a mano da Anna Vives, giovane catalana con sindrome di Down. Ogni 21 marzo, Giornata mondiale sulla sindrome di Down, club calcistici professionistici portano quel lettering sulle maglie da gioco; decine di squadre lo hanno usato in partite ufficiali. Dalla visibilità il progetto passa alla pratica settimanale con l’Inclusive Football Academy, dove giocatori e persone con disabilità si allenano insieme, con gli allenatori formati sulla metodologia Compass 4D. A dirigere la fondazione è Marc Vives, fratello di Anna, che nel 2012 contribuì a trasformare la scrittura a mano della sorella in un carattere tipografico.

The Integration Atlas in Romania, visori VR e inserimento lavorativo

In Romania centrale, The Integration Atlas è nato nel 2022 come risposta all’arrivo di famiglie in fuga dall’Ucraina ed è diventato una struttura permanente. Il progetto, condotto da Asociația Suryam con la Croce Rossa di Mureș e i partner locali di MureșHub, lavora su quattro ambiti collegati: apprendimento immersivo, inserimento lavorativo, accesso linguistico e spazio comunitario condiviso.

Al centro c’è l’Inclusion Lab, che porta in giro tour empatici in realtà virtuale: per pochi minuti il visore colloca il partecipante dentro un’altra condizione. Quell’esperienza non sta da sola: è agganciata a servizi sanitari, supporto psicologico e percorsi di inclusione socio-economica. MureșHub è stato fondato da Marius Dumit rescu, presidente dell’associazione, che vi lavora da 25 anni.

Panela y Papelón a Barranquilla, la cucina comunitaria dei migranti venezuelani

Il Community Integration Hub di Venezolanos en Barranquilla collega assistenza umanitaria e sicurezza alimentare a un percorso di inclusione economica di lungo periodo, in un unico modello gestito dalla comunità, che riunisce rifugiati, migranti, colombiani rientrati e popolazione locale.

Il nucleo è Panela y Papelón, cucina comunitaria che prende il nome dalle due parole, colombiana e venezuelana, che indicano lo stesso zucchero di canna non raffinato. Intorno alla distribuzione di cibo ruotano formazione professionale, percorsi di impiego e imprenditorialità, programmi per le donne e sviluppo di competenze di leadership. Chi arriva per ricevere sostegno finisce per erogarlo: l’organizzazione è guidata da migranti e volontari, e sta documentando il proprio modello perché altre comunità possano replicarlo. Il vicepresidente, Juan Carlos Viloria Doria, è arrivato dal Venezuela nel 2009 e ha co-fondato l’organizzazione nel 2012.

Moratinos, Bilgeri e Solero, le dichiarazioni dalla cerimonia

La serata è stata moderata dal presentatore Flo Akinbiyi e ha riunito i rappresentanti delle dieci organizzazioni insieme ai partner internazionali del programma.

«Le iniziative nate nelle comunità costruiscono comprensione reciproca, rafforzano la coesione sociale, promuovono la pace e trasformano il dialogo in azione collettiva», ha dichiarato Miguel Ángel Moratinos, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite, Alto Rappresentante per UNAOC e Inviato Speciale delle Nazioni Unite per il contrasto all’islamofobia. «Dopo 15 anni, questo percorso testimonia il valore dell’innovazione interculturale, l’impatto globale dell’azione locale e il cambiamento duraturo che le comunità possono generare quando le loro idee trovano spazio e sostegno per crescere».

«Le organizzazioni premiate rappresentano esempi di riferimento straordinari in un’epoca segnata dalla polarizzazione», ha aggiunto Alexander Bilgeri, Vice President Communications Human Resources, Production, Purchasing and Sustainability del BMW Group. «Con la loro forza e le loro idee innovative costruiscono ponti, rafforzano la coesione sociale e promuovono la fiducia».

Sergio Solero, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia, ha collegato l’ospitalità italiana a SpecialMente, il programma di responsabilità sociale del gruppo nel Paese: «Accogliere alla House of BMW le organizzazioni protagoniste di questo percorso ha significato dare spazio a esperienze che dimostrano come inclusione, dialogo e innovazione sociale possano tradursi in un impatto concreto sulle comunità». Alla cerimonia è intervenuto anche Roland Mayr, Market Unit Lead di Accenture per Austria, Svizzera e Germania.

Renzo Vitale e quindici minuti sul suono delle auto elettriche

Ad aprire la serata, quindici minuti affidati a Renzo Vitale, pianista, compositore, sound designer, ingegnere acustico e Steinway Artist, oltre che Director Sound Design del BMW Group, dove lavora alla progettazione del suono delle vetture elettriche — un mestiere che consiste nel costruire da zero il timbro di macchine che per loro natura non producono rumore.

Editorial Team

Schermo panoramico con il logo dell’Intercultural Innovation Hub su uno sfondo blu stellato, durante l’evento organizzato a San Donato Milanese.
Intercultural Innovation Hub. BMW Group.