Perché anche ai cavalli piace la canapa? Il caso di Agricola Genesi nel Modenese

Coltivazione indoor di canapa nel Modenese: genetiche selezionate, idroponica in fibra di cocco e post-raccolta manuale. Dalla parte fibrosa nasce Winning Hemp Support, un prodotto per cavalli

Agricola Genesi: la canapa indoor che supera la stagionalità e fissa lo standard

Agricola Genesi nasce nel 2018 in provincia di Modena e imposta la coltivazione di canapa light industriale tramite una struttura indoor con coltivazione idroponica in vaso. Martina Mustone, responsabile amministrazione e co-founder Winning Hemp Support, ci racconta che: «Fin dall’inizio, ancora prima dell’apertura degli stabilimenti, una visione precisa ha guidato ogni scelta, accompagnandoci fino alla realtà che siamo oggi. La canapa non può e non deve essere considerata una semplice coltura, ma una materia viva che richiede attenzione, competenza e una profonda passione».

La scelta di coltivare indoor vuole superare i limiti della coltivazione in campo: «La produzione in campo aperto è necessariamente stagionale. Un limite strutturale che non può essere compatibile con le esigenze di un mercato che richiede continuità, precisione e affidabilità durante tutto l’anno».

Nel modello Genesi, la continuità viene ottenuta attraverso ambienti chiusi e controllati che riducono rischi biologici e climatici: «All’interno delle nostre stanze viene ricreato l’ambiente ideale per la pianta: un ecosistema controllato che, a differenza del campo aperto, non è soggetto a interferenze esterne come insetti, microbi, cambi di stagione o sbalzi termici. Il rapporto tra pianta, qualità del prodotto finale e riproducibilità del risultato cambia in modo esponenziale rispetto alle coltivazioni outdoor». 

Materie prime: genetiche stabili e una post-raccolta fatta di tempi e controllo

La scelta delle materie prime parte dalla genetica: «Ispirandoci all’approccio californiano la selezione delle genetiche è orientata all’espressione aromatica, all’unicità visiva della pianta e alla stabilità del risultato». La stabilità viene trattata come obiettivo tecnico: profili confrontabili tra cicli produttivi, riduzione delle fluttuazioni, riproducibilità delle caratteristiche.

La fase post-raccolta si articola su due passaggi, l’essiccazione e la rifinitura manuale, dove temperatura, tempi e manipolazione incidono sulla conservazione del fiore e sull’uniformità del prodotto finale: «La gestione agronomica esclude l’uso di prodotti chimici, l’essiccazione è lenta, controllata, rispettosa dei tempi della pianta, la lavorazione avviene interamente a mano, dal raccolto al trimming». 

In questa logica, l’infrastruttura produttiva viene pensata come strumento di conservazione delle proprietà: «Abbiamo progettato e realizzato da zero uno stabilimento capace di preservare a trecentosessanta gradi le caratteristiche della canapa, ricreando il suo ambiente ideale e permettendo alla pianta di esprimere il massimo del proprio potenziale». La variabile umana entra come componente strutturale: non solo manualità, ma controllo del dettaglio, gestione dei tempi e continuità del metodo. 

Coltivazione idroponica: fibra di cocco, biomassa più alta, profili più costanti

Genesi realizza una coltivazione idroponica in vaso, con substrato inerte in fibra di cocco. Lo scopo è ridurre gli stress e stabilizzare la risposta della pianta: «La coltivazione idroponica in vaso, all’interno di ambienti completamente controllati, consente di prevenire gli effetti negativi degli stress biotici e abiotici, garantendo una maggiore produzione di biomassa e una stabilità superiore dei profili dei cannabinoidi». 

La stabilità viene associata a un tema di sicurezza e standard: «Un elemento cruciale, perché si traduce in maggiore sicurezza per il prodotto finale e in una riproducibilità costante del risultato». L’idea operativa è che l’ambiente indoor consenta di ridurre interferenze esterne e oscillazioni di crescita che influenzano maturazione e composizione della pianta. 

Agricola Genesi, serra di canapa indoor

Economie circolari: Winning Hemp Support sfrutta la fibra di scarto

Genesi adotta un modello orientato alle economie circolari e alla riduzione degli scarti, attraverso il riutilizzo delle diverse parti della pianta: «Le piante sono le protagoniste, ogni loro parte è riutilizzata per prodotti e scopi diversi; questo ci permette di ridurre i materiali di scarto al minimo. Il valore della canapa risiede nell’intera pianta, dal seme allo stelo, dalla foglia fino al fiore. Ogni sua parte è preziosa, ogni elemento è utilizzabile».

Dal riutilizzo della componente fibrosa della pianta, che normalmente verrebbe scartata, nasce Winning Hemp Support, un prodotto realizzato per i cavalli: «L’idea di destinare la componente fibrosa a questo progetto nasce da un’attenta analisi delle nostre coltivazioni, delle varietà scelte e dei regolamenti che ne consentono l’utilizzo».

Winning Hemp Support, risultato di una miscela fibrosa e semi di canapa, il tutto derivato dalle genetiche prodotte dall’azienda le quali possiedono naturalmente le caratteristiche più idonee al fabbisogno dell’equide. Nel corso del tempo questa materia prima si è dimostrata rilevante in associazione ai trattamenti delle infiammazioni, problematiche croniche e metaboliche, come ad esempio morbo di Cushing, COPD, dermatite e stati infiammatori collegati al marker Amiloide sierica A: «Un contributo concreto al benessere di un animale che oggi non vive più in libertà, ma è inserito in un contesto di cattività e addestramento, con esigenze fisiologiche profondamente diverse rispetto al suo habitat originario. Ci affidiamo a università e veterinari di comprovata competenza, con l’obiettivo di validare scientificamente e diffondere le conoscenze maturate sul campo».

Sequestro di CO2: il biochar chiude il ciclo tra energia e substrato

Genesi ha collaborato mettendo a disposizione i suoi impianti con l’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) per valutare l’impatto di un gassificatore a piccola scala applicato a un contesto indoor, con produzione combinata di elettricità, calore e biochar. L’impianto è da ventidue kilowatt, per una facility di ottanta metri quadrati. La valutazione economica viene stimata con un payback di circa tre anni e mezzo un Net Present Value di 249 mila euro a fine vita, assumendo un tasso di sconto del sei per cento.

Il biochar è reintrodotto nel substrato di coltivazione come ammendante, restando nel sistema agronomico invece di essere disperso e generando un effetto di sequestro di CO2. Inoltre, studi dimostrano che il biochar riesca a determinare un incremento del 7,7% della produzione di fiore secco e del 33,9% della biomassa fresca totale: «L’effetto sulla crescita è noto e misurabile: un aumento medio della resa fino al dieci per cento, senza alterazioni del profilo dei cannabinoidi».

Il biochar utilizzato è inoltre inquadrato entro parametri normativi, con conformità alle soglie del D.Lgs. n. 75/2010 sul contenuto di rame. Sul substrato, gli effetti descritti riguardano disponibilità di nutrienti, ritenzione idrica e attività microbica. Mustone collega questi elementi a una modifica di processo: «Questo risultato ha influenzato il nostro approccio alla progettazione del suolo e all’intero ciclo produttivo. La combinazione di biochar e perlite ha reso la coltivazione più efficiente».

Un’iniziativa che, nella sua riuscita, avrebbe permesso una riduzione dei costi fissi legati alla produzione di energia, un incremento della sostenibilità dell’impianto e della produzione di biomassa, sdoganando un nuovo modo di coltivare la canapa.

Trenta minuti per leggere il profilo dei cannabinoidi

Genesi porta la collaborazione con l’università e la ricerca dentro la quotidianità produttiva. Le stanze indoor, progettate per coltivare, vengono usate anche per sperimentare e raccogliere dati: «Riceviamo con continuità richieste di collaborazione per progetti universitari e tesi di laurea, al punto che le nostre stanze di coltivazione sono diventate, di fatto, veri e propri centri di ricerca universitaria. È uno strumento per diffondere cultura, chiarire i reali ambiti di utilizzo della pianta, rafforzare la sicurezza del prodotto».

Il gruppo di ricerca Elsen di UNIMORE ha ora in corso anche l’elaborazione di un dispositivo portatile per verificare in tempi rapidi la legalità del prodotto: «Pesa circa quattro chilogrammi e avvia in modo autonomo il processo di analisi. Il risultato finale arriva nell’arco di trenta minuti. La possibilità di verificare il profilo dei cannabinoidi consente di dimostrare fin da subito, prima ancora del passaggio nei laboratori accreditati, la legalità dei prodotti».

La canapa supporta il microbioma e il sistema endocannabinoide dei cavalli

L’Università insieme al veterinario e ricercatore Rodrigo Zamith Genesi porta avanti la ricerca sul sistema endocannabinoide nel cavallo: «Tutti i mammiferi sono dotati di un sistema endocannabinoide che, entrando in interazione con i cannabinoidi, si attiva e influenza una gamma di funzioni fisiologiche. Studi molecolari in vivo e post mortem, provenienti dalla comunità scientifica internazionale, confermano questa relazione. Lo scopo è mappare la distribuzione dei recettori e comprendere come la loro attivazione possa diventare un elemento nel trattamento di alcune patologie croniche».

Gli studi si concentrano anche sull’asse intestino-cervello: microbioma e sistema endocannabinoide sono messi in relazione come due livelli che possono influenzarsi a vicenda. La lettura passa da indicatori osservabili: funzionalità intestinale, appetito, lucentezza del pelo, variazioni di peso, umore. Si studiano costantemente cicli di integrazione di durata e dosaggio variabile a seconda delle necessità: «La dimensione fisiologica è per noi fondamentale ed è il filo conduttore che lega il corpo al sistema neuro-comportamentale. Agendo sulle risposte immunitarie, si innesca un processo di riequilibrio che coinvolge una serie di meccanismi strettamente interconnessi. E quando il corpo funziona meglio, anche il comportamento si distende: il cavallo diventa più gestibile, più presente, più rilassato».

Agricola Genesi

Agricola Genesi è un’azienda agricola nata nel 2018 in provincia di Modena. Lavora sulla coltivazione di canapa light industriale in ambiente indoor con coltivazione idroponica in vaso e controllo delle condizioni di crescita. La filiera include fasi di post-raccolta gestite internamente, con essiccazione controllata e lavorazioni manuali. Genesi sviluppa anche applicazioni derivate dalla componente fibrosa della pianta, tra cui Winning Hemp Support, un prodotto per cavalli. L’azienda collabora con università su attività di ricerca e strumenti di analisi rapida dei cannabinoidi.

Debora Vitulano