C2C Festival 2026, Lingotto
C2C Festival 2026, Lingotto, Turin. Photography Ilaria Ieie.

25 anni di C2C Festival: che il live abbia la meglio su tutto, amen

Per i suoi 25 anni C2C Festival sceglie il live e l’avant pop, da Kelela a Robyn e Arca. Dal backstage del Lingotto, il racconto di un festival che non smette di trasformarsi

25 anni di C2C Festival: che il live abbia la meglio su tutto, amen

Quella degli occhiali scuri e impenetrabili non è una posa di Kelela. Li tiene addosso anche nel backstage, non soltanto quando è sul palco di C2C Festival con un centinaio di kW di luci e strobo puntati addosso. L’accessorio, unito all’outfit in pelle a metà tra Blade e Matrix, non fa che aggiungere timore reverenziale verso quella che più volte, da anni, ho definito la migliore artista che sia capitata all’rnb degli ultimi 20 anni. Ma forse direttamente nel pop in generale. E che ora, dopo il live di sabato, sono sicuro avrà molti più fan italiani e non.

«Ah quella? Quella non posso farla per sempre, dai» mi risponde ridacchiando la cantante americana mentre fumiamo una sigaretta. Dopo un doveroso panegirico di complimenti maldestri perché totalmente sinceri, la “redarguisco” perché in scaletta non c’era Better, che è la mia canzone preferita, tratta da Take Me Apart del 2017, sempre per Warp Records. 

«Non mi voglio concentrare troppo sul passato»

«È una canzone che adoro, che tra l’altro ho scritto con Romy degli xx. Però non mi voglio concentrare troppo sul passato» e lì, nonostante la mia natura di fan, è innegabile ammirare qualcuno che non ha onestamente voglia di cominciare a proporre già il Greatest Hits in un punto cartesiano in cui la carriera sta ancora disegnando una parabola in netta ascesa, e soprattutto in Italia. Dopodiché Better è una canzone molto introspettiva, drammatica (nell’album live del 2025, In The Blue Light, per introdurre la canzone si rivolge al pubblico scherzando: “Tirate fuori i fazzoletti ora”). Mentre invece l’intero senso del suo tour, del suo nuovo new avatar era risorgere dal torpore di questa merdosa tempolinea mondiale e festeggiare, ballando possibilmente. «Però in tutta onestà non mi aspettavo questa risposta dal pubblico» confida spegnendo la sigaretta. «Sapevano tutte le canzoni, anche quelle del nuovo album. Ho ancora i brividi». E allora, a maggior ragione, chi te lo fa fare il fan service? «No fan service», si congeda con un sorriso sparendo nel suo camerino. 

Amber light illuminates a curtain of vertical beams and clouds of smoke above the audience at C2C Festival 2026 at Lingotto, Turin.
C2C Festival 2026, Lingotto, Turin. Photography llum collettivo.

Il primo quarto di secolo: la svolta avant pop

Non è un caso comunque che Kelela sia stata uno degli highlights di questa edizione. Sin dai primi annunci, era chiaro che questo 2026 dovesse per forza essere un cambio di pagina nella storia di C2C Festival. Era quella dopo un 2025 dedicato alla memoria dell’indimenticato fondatore, Sergio Ricciardone, ma pur sempre con la responsabilità di festeggiare quest’anno il suo primo quarto di secolo di storia. L’impressione comune di pubblico e critica, leggendo qua e là e raccogliendo feedback lungo le sale del Lingotto, è che lo shift verso un festival molto più pop (anzi, avant pop) ci sia stato in maniera netta e irreversibile.

Il venerdì: Oklou, Robyn, Arca e le 7 ore di Theo Parrish

Il venerdì è stato un esempio perfetto di questa metamorfosi: mentre nel main stage si alternavano nell’ordine Oklou (performer spaziale), Robyn (anche lei poi mi darà lo stesso feedback di Kelela: sul pubblico si aspettava bene ma non così bene) e Arca (poretta, lei invece ha avuto qualche problemino tecnico quindi se l’è goduta meno, anche se ha poi recuperato nel DJ set a sorpresa con Bill Kouligas il giorno dopo) nell’altra sala, il Dazed Stage, Theo Parrish ha suonato per 7 ore consecutive solo vinili. Se in molti avranno pensato che tutta la parte della musica dal vivo, dei cantanti e performer in questa nuova pagina di C2C Festival sta venendo privilegiata rispetto ai DJ set, allora in molti hanno centrato in pieno il punto. Ormai chiunque può fare il DJ, quindi o ti puoi permettere i migliori al mondo (Parrish, Kode9 con RP Boo) oppure non ha senso che ti aspetti i soliti nomi grossi (Fred Again? Fourtet?) che però non apportano niente all’identità del festival. Ma che, anzi, sarebbero solo un costosissimo capriccio che potresti sentirti ovunque nel raggio di 300 chilometri da Torino. 

Wide view of Headache's performance at OGR Torino during C2C Festival 2026, with two performers positioned before a white screen and an audience filling the dark industrial hall.
Headache at C2C Festival 2026, OGR Torino. Photography Fabiana Amato.

Da From Club to Club a C2C: l’eterno divenire

A C2C Festival per definizione e storia le persone cambiano, si evolvono. Arca ha cantato per la prima volta tra le mura del Lingotto, mentre giovedì alle OGR DJ Python (sempre per parlare dei DJ più forti al mondo) ha debuttato col suo live audio/visual. In origine il festival si chiamava From Club to Club, poi Club To Club e ora C2C Festival: la trasformazione, l’eterno divenire con il nasino sempre rivolto verso il futuro della musica dal vivo è l’essenza stessa dell’evento. Gli scontenti ci saranno sempre, ma sono poi quelli che alle feste non ci vanno manco. 

Scoperta e consacrazione: Lost Music Festival e C2C

Bisogna scendere a patti con la realtà: C2C Festival non è più quella cosa che vai a cena, entri al Lingotto alle 22 e balli su Jamie xx per due ore. Se ormai se arrivi a quell’ora ti sei già perso metà delle cose interessanti del festival. Perché Fine, Joanne Robertson, Chantsss hanno già finito. Non ho citato questi tre nomi a caso: sono tutti acts che sono già passati per Lost Music Festival (del cui team, va precisato, faccio parte) negli scorsi anni, molto spesso debuttando in Italia. Quello che però distingue i due eventi appunto è che uno, quello piccino al Labirinto della Masone, è quello della scoperta. Mentre il secondo, quello grande a Torino, è quello della legittimazione, della consacrazione e, come abbiamo visto, dell’evoluzione di un artista.

Tutto questo per dire che la cassa dritta non è morta, e in una certa parte sarà sempre una delle basi azotate del DNA di C2C Festival. Solamente che c’è un mondo là fuori, letteralmente. Quindi ecco perché nessun Fred Again mi darà niente di nuovo come invece ha fatto Chuquimamani-Condori nel suo DJ E set dopo Yung Lean e Bladee (incredibili, esplosivi, tutti drippati di bianco). Cumbia andina, ritmi irregolari e una vibe del tutto esotica al Lingotto: è questo che tiene vivo un festival, non il solito DJ set di Floating Points. 

C2C Festival 2026, Lingotto
C2C Festival 2026, Lingotto, Turin. Photography llum collettivo.

I ritorni di fiamma: Smerz, Marina Herlop, Lorenzo Senni

Poi, chiaro, non significa che un festival non possa avere dei nomi a cui associarsi più volentieri. Tantissimi sono stati i ritorni di fiamma, che coincidono tautologicamente con la promozione di nuove uscite: Smerz al Teatro Carignano per dare al pubblico una versione mattutina del loro nuovo EP Easy, ma anche Marina Herlop e Lorenzo Senni alle OGR per illustrare (entrambi) al pubblico torinese i rispettivi Dja Dja e All Ages. Due live davvero endorfinici, di cui però abbiamo parlato già nell’articolo su Unsound e quindi sarebbe superfluo tesserne ulteriormente le lodi (e invece, l’ho rifatto). 

Sono ormai molti anni, anzi decenni, che vado a C2C Festival. Quest’anno però, avendomi l’organizzazione chiesto di curare le interviste backstage agli artisti per i canali social dell’evento, ho avuto modo di sbirciare da un’angolazione ancora diversa il microecosistema di persone che lo organizzano. Tutte persone che conosco già bene, a cui voglio già bene, e che già ho modo di incontrare nel backstage ogni anno come da tradizione. Il fatto però di aver vissuto l’esperienza più come staff che come giornalista ospite (il che spesso mi ha precluso la possibilità di seguire tutti i live, ma non m’importa neanche un po’) mi ha fatto giungere a diverse conclusioni. E le conclusioni sono le seguenti, due punti: 1) gli intoppi possono succedere, non si possono prevedere, ma la virtù sta in come li gestisci e il team di C2C ha una cintura nera decimo dan in questo. 2) Il festival sta andando nel verso giusto del futuro musicale e, se contiamo che ormai è uno degli appuntamenti di avant pop più importanti al mondo, non è azzardato dire che è vero anche il contrario. 3) Kelela è la più grande cantante al mondo. 4) Vedi punto 3).

Claudio Biazzetti