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Il mercato della fotografia contemporanea: linfa vitale dalle aste online

Denis Curti, Lorenza Castelli e Claudio Composti – tre voci per una fotografia del mercato attuale, quali possibilità per gli emergenti? «C’è sempre chi cerca il Ghirri» ma la platea di collezionisti è più ampia

Sebbene la pandemia abbia colpito il mercato della fotografia contemporanea – orfano di fiere, mostre e vernissage – secondo i dati Finarte nel 2020 il dipartimento di fotografia ha ottenuto un fatturato di 950 mila euro, con un incremento del 50% delle vendite all’asta rispetto al 2019. Durante il lockdown, il 17 marzo 2020, la prima asta online di fotografia ha venduto lotti per 400 mila euro. Per Denis Curti, fondatore e direttore della galleria Still, questi dati sono la conferma di una tendenza in atto: «Si è certificata l’attitudine all’acquisto di fotografie con meno pregiudizi di un tempo. I dealer, le persone che consigliano gli acquisti e curano le collezioni, hanno fiducia negli artisti – che non fanno errori sulla tiratura –, e nel mercato della fotografia – che non ha avuto bolle speculative, e pochi falsi. La fotografia garantisce la tenuta del mercato nel tempo». Il profilo degli acquirenti sta cambiando: «c’è sempre chi cerca ‘il Ghirri’», afferma Curti, ma la platea di collezionisti è più ampia: «Se prima esistevano 1000 collezionisti che spendevano 100mila euro, oggi ci sono 100mila collezionisti che ne spendono 1000». 

Lorenza Castelli, fondatrice e direttrice del MIA Photo Fair, aggiunge un altro dato al quadro economico del settore: «L’online ha permesso di continuare a lavorare sulla visibilità, per presentare nuovi progetti. Per chi colleziona, penso non sia così facile apprezzare un’opera senza vederla dal vivo». Claudio Composti, direttore artistico di Mc2gallery e folio reviewer per festival di fotografia, osserva come gli eventi e le vendite online abbiano lanciato un salvagente al settore messo in ginocchio dalle chiusure: «Da un punto di vista economico la pandemia ha creato una frattura per la giovane fotografia, perché si sono spezzati i meccanismi di mercato. Il mercato che funziona è quello degli investimenti per nomi già affermati. Sono saltate mostre museali, nelle gallerie e nelle fiere. Anche ART BASEL è  stata posticipata a Settembre. L’online non è mai stato così necessario». L’interesse per il mondo della fotografia nei mesi di chiusura non si è manifestato solo attraverso il boom delle aste online. Il progetto 100 fotografi per Bergamo della piattaforma milanese Perimetro ha raccolto 800mila euro per l’ospedale Papa Giovanni XXIII, grazie alla vendita di stampe in open edition. «Un risultato inatteso,  legato all’emotività del momento – se si considera che si compra una fotografia d’autore ma senza firma e senza edizione, con un basso valore economico. Hanno partecipato fotografi affermati, sconosciuti, giovani, fuori dal mercato».

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Jessica Bizzoni, Electric Sun Electric Sunrise

La galleria Still ha lanciato L.E.G – Limited Edition Gallery, uno spazio virtuale dove comprare opere fotografiche in edizione numerata. L’iniziativa è nata dalle restrizioni imposte dal lockdown e promuove il collezionismo limited edition: «Crediamo nel collezionismo. Un’opera in edizione limitata e rara ha un valore nel tempo. Abbiamo proposto sette esemplari in diversi formati. Tutte le fotografie sono stampe fine art, sono consegnate sdraiate in apposite confezioni e accompagnate da certificazioni di autenticità da parte dell’artista, del gallerista e dello stampatore», spiega Denis Curti, fondatore e direttore della galleria. Lo spazio espositivo ha alternato periodi di chiusura e aperture limitate dalle restrizioni. Si è appena concluso il Group show che ha ospitato le opere di 11 artisti da Lady Tarin a Maurizio Galimberti, passando per fotografe emergenti come Nicole Marchi, Jessica Bizzoni e Valeria Pierini, «le nuove proposte del SI fest», il festival di fotografia di Savignano sul Rubicone. L’altra anima della galleria è la ricerca dell’unicità: «I lavori di Alan Maglio sono collage. Le foto che incolla provengono da un archivio storico di sua proprietà. Quelle di Beatrice Speranza sono cucite a mano. Giacomo Gianni ha utilizzato stampanti ad aghi su una carta cotone. Quelle di Lady Tarin sono scatti in analogico», prosegue Curti. Anche Composti ha continuato la sua attività, proiettata verso una mostra dedicata a Lisette Model, prevista a marzo al museo Camera di Torino. «Chi resiste e ha un magazzino apre in attesa di nuovi progetti. In galleria abbiamo due mostre che sono saltate e progettiamo a Maggio il primo pittore dopo 11 anni (Davide Serpetti). A Settembre ci sarà Vittoria Gerardi, di Padova, la più giovane della scuderiaÈ un lavoro concettuale sull’invisibile e l’immagine potenziale – Aletegrafia: esempio di come la fotografia, pur analogica, diventi concettuale, quella che oggi si definisce post fotografia, in dialogo con l’installazione, la scultura».

La pandemia ha portato l’incertezza nella programmazione artistica e culturale anche nel 2021. Il Salone del Mobile ha deciso di rimandare le date primaverili all’autunno. L’evento sarà preceduto da una preview online del Fuorisalone, con qualche spiraglio per organizzare eventi dal vivo. Anche il MIA Photo Fair. ha rimandato all’autunno l’appuntamento nel nuovo spazio Super Studio Maxi. La fiera è prevista dal 7 al 10 ottobre 2021: «In questa edizione vogliamo festeggiare i dieci anni dalla nascita. Una delle novità è la sezione Milan Image Art and Design: torneremo al concept della fiera che abbiamo realizzato nel 2014 a Singapore, in cui tutti gli stand realizzavano un dialogo tra fotografia e design», ha raccontato Lorenza Castelli. La nuova sezione collegherà il lavoro di fotografi e designer, che proporranno ai collezionisti l’acquisto della fotografia e dell’oggetto di design: «Si tratta di design collezionabile, che sarà presentato in numeri ridotti. Possono essere pezzi storici o modernariato, ma soprattutto opere di designer contemporanei in edizioni limitate. Stiamo lavorando con Caterina Mosca e Valerio Castelli, che curano per il Fuorisalone tutto quello che succede a Palazzo Litta. Ci sono designer che propongono fotografi con i quali collaborano già». Il premio New post Photography, istituito per ricercare nuovi talenti di ogni età, raddoppierà per la nuova edizione: «Ci sarà una mostra in fiera con 30 autori, compresi i vincitori del 2020. L’idea è trovare i progetti con un’innovazione dal punto di vista della ricerca: comel’utilizzo della tecnologia con i droni o l’intervento sulla fotografia come pezzo non replicabile. Ci sono progetti che raccontano l’io e l’interiorità, riflessioni sulla famiglia, sull’ambiente e il benessere psicofisico»

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Vittoria Gerardi, Aletegrafia_A34

Claudio Composti ha affiancato all’esperienza di Mc2gallery – «una galleria di ricerca» – aperta insieme a Vincenzo Maccarone nel 2009, il progetto on line Periscope Photoscouting. «L’ho creato per offrire un’occasione di lancio a fotografi, italiani e internazionali, fuori dal mercato o sconosciuti. Nell’attività di folio reviewer mi sono accorto che negli anni è cambiato anche il profilo del reviewer, ora più aperto a curatori e galleristi». Il Covid ha riportato nella narrazione fotografica l’attenzione al vuoto interiore e a racconti intimi. Negli ultimi anni, anche gli stili fotografici si sono fusi in un «ibrido totale», come lo definisce Composti, dove «la moda diventa arte, la street diventa fotogiornalismo. Sono emersi i temi della famiglia, dell’interiorità, della casa, dell’isolamento». 

Le nuove proposte e gli emergenti «tendono a considerare l’estetica come un elemento negativo, didascalico. Vorrebbero dare più centralità al concetto che stanno cercando di esprimere, ma questo approccio sortisce l’effetto opposto: si usano troppo le parole, senza lasciare parlare le immagini», afferma Alessandro Curti, che visiona centinaia di portfolio per Still. «Milano è un terreno fertile per la fotografia, anche se mi capita di restare affascinato da progetti che arrivano dalla provincia o da luoghi difficili a livello di qualità della vita. Spesso è per un’esigenza che nasce un progetto artistico». Tra le segnalazioni di Still compare il lavoro di Sofiya Chotyrbok, che ha realizzato un lavoro di ricerca sull’identità e le radici, trasformando i soggetti ritratti negli album di famiglia in personaggi privi di volto, sostituito da elaborazioni grafiche dell’artista. Con le parole della fotografa: «Deficit (mancanza) è un progetto che indaga il tema della memoria individuale e collettiva. Il riferimento all’Unione sovietica è quello della mia infanzia, è quello del mio archivio di famiglia. In una società in cui la sfera pubblica invade quella privata, occorre custodire frammenti di sé, dei propri affetti, dei piccoli segreti quotidiani. I confini della memoria sono labili e spesso puntellati dai vuoti delle esperienze non vissute, ma che sarebbero potute essere».

IMMAGINI

Mia Photo Fair
Mia Fair X Edizione 7-10 Ottobre 2021 Superstudio Maxi Milano

Still Fotografia
Via Ludovico Lazzaro Zamenhof, 11,
20136 Milano MI

Ncontemporary Milano
Via Giovanni Lulli, 5,
20131 Milano MI

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