Mona Hatoum Map (red), 2026 Sfere di vetro rosso trasparente di 25 mm

La proiezione di Mercatore ha mentito per secoli: Mona Hatoum la smonta

Nelle installazioni di Mona Hatoum alla Fondazione Prada, la mappa del mondo non è neutrale: la proiezione di Mercatore diventa prova visiva di potere, colonialismo e collasso dell’ordine occidentale.

Mappe del mondo, potere e distorsione: perché continuiamo a guardare Mercatore

È passato quasi mezzo millennio e tutt’oggi la maggior parte delle mappe del mondo che ci capitano sotto gli occhi sono versioni — per quanto lievemente aggiornate — della cosiddetta proiezione di Mercatore. Il matematico, astronomo e cartografo olandese probabilmente non avrebbe immaginato che nel 2026, cioè 457 anni dopo la sua pubblicazione, la “proiezione cilindrica centrografica modificata” sarebbe rimasta l’immagine di riferimento, palesemente distorta, del nostro pianeta.

Rappresentare una sfera in due dimensioni non è semplice. Negli anni Settanta si sono però diffuse proiezioni più accurate. Eppure continuiamo a insistere su Mercatore.

Le ragioni di questa persistenza non sono neutrali. La sproporzione delle terre emerse lontane dall’Equatore è un fatto politico, radicato nella storia colonialista, occidentalista e bianca degli ultimi secoli. Dalla colonizzazione delle Americhe in poi.

Fragilità dell’Occidente e proiezione Gall-Peters: la geografia come dispositivo politico

Per rappresentare un Occidente sempre più frammentato e instabile, Mona Hatoum, nella seconda sala della Cisterna di Fondazione Prada, utilizza sfere rosse di fragile cristallo, non fissate a terra, per delineare le terre emerse. A queste affianca la proiezione di Gall-Peters, più fedele alle reali proporzioni geografiche.

All’occhio abituato a Mercatore, la mappa appare allungata verticalmente. Ma restituisce un dato reale: l’Africa non ha le dimensioni della Groenlandia, è circa quattordici volte più grande. L’India non è più piccola della Finlandia.

«Indubbiamente il rosso simboleggia l’amore e la passione, ma anche il pericolo e la rabbia. L’incapacità di contenere questa rabbia apre a una serie di simboli», racconta l’artista alla presenza di Chiara Costa, Head of Program di Fondazione Prada. «La bandiera rossa, il segnale di stop. Se rappresenta l’amore, rappresenta anche la vita. Ma il colore del sangue, quando smette di fluire, simboleggia la morte».

Mona Hatoum, “Over, under and in between” di Mona Hatoum. Foto: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum ,all of a quiver, 2022. Tubi di alluminio a sezione quadrata, cerniere di acciaio, motore elettrico, cavo
Mona Hatoum, “Over, under and in between” di Mona Hatoum. Foto: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum ,all of a quiver, 2022. Tubi di alluminio a sezione quadrata, cerniere di acciaio, motore elettrico, cavo

Over, under and in between: tre opere site-specific nella Cisterna di Fondazione Prada

Con tre sale e tre opere site-specific, Hatoum inaugura il 29 gennaio Over, under and in between, progetto ospitato in Fondazione Prada fino al 9 novembre.

La prima sala, che accoglie il visitatore e che in origine fungeva da cisterna quando l’edificio era una distilleria, presenta una monumentale ragnatela metallica rivestita di gomma trasparente. Al suo interno, incastrate come gocce d’acqua, compaiono sfere di cristallo trasparente di dimensioni diverse, disposte in modo non gerarchico.

«La ragnatela è un tema che ho sviluppato a lungo negli ultimi vent’anni, considerando le molteplici connotazioni che può assumere. È facile associarla a una rappresentazione in miniatura del cosmo. Qui richiama piuttosto una costellazione».

Reti, relazioni e instabilità globale: la ragnatela come metafora del presente

Internet, infrastrutture, relazioni personali e diplomatiche: ogni sistema contemporaneo si fonda su reti estremamente delicate, potenzialmente soggette a collasso improvviso. La ragnatela attrae e seduce, ma allo stesso tempo genera inquietudine.

«Ci seduce, ma quando riflettiamo sulle implicazioni del concetto di ragnatela percepiamo un sentimento di paura e di minaccia».

Opposti che coesistono. Per l’insetto la ragnatela è una prigione e una tomba. Per il ragno è casa e protezione.

all of a quiver: crollo e ricostruzione come ciclo politico e strutturale

L’ultima opera del trittico è anche la più spettacolare e complessa dal punto di vista logistico. all of a quiver è una struttura metallica a griglia composta da nove livelli di cubi aperti e sovrapposti. È sospesa al soffitto e oscilla lentamente, seguendo un movimento ciclico tra collasso e ricostruzione.

La struttura scricchiola, sembra sul punto di cedere in un fragore imminente. Poi si riallinea. E il ciclo ricomincia.

Questo gioco di forze opposte — distruttive e costruttive — rimanda alle dinamiche che attraversano città, Stati e sistemi politici.

«Assume una valenza metaforica rispetto ai conflitti, alle guerre e alle sollevazioni che affliggono il mondo contemporaneo. Dall’escalation militare al disastro ambientale, fino al crollo dello stato di diritto e alla violazione sistemica dei diritti umani».

L’arte di Mona Hatoum si colloca in questo spazio di tensione. Non come ornamento, ma come presa di posizione.

«Così come all of a quiver è in grado di riergersi su sé stessa, mi auguro che anche noi siamo capaci di reagire, ridestarci e trovare nuove soluzioni per un futuro degno di essere vissuto».

Claudio Biazzetti

Immagine della mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum Foto: Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada  Mona Hatoum all of a quiver, 2022 Tubi di alluminio a sezione quadrata, cerniere di acciaio, motore elettrico, cavo
Mona Hatoum, “Over, under and in between” di Mona Hatoum. Foto: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum ,all of a quiver, 2022. Tubi di alluminio a sezione quadrata, cerniere di acciaio, motore elettrico, cavo
Immagine della mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum Foto: Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada Mona Hatoum Web, 2026 Sfere di vetro trasparente soffiato a mano, cavo di acciaio inossidabile
Mona Hatoum, “Over, under and in between” di Mona Hatoum. Foto: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum, Web, 2026. Sfere di vetro trasparente soffiato a mano, cavo di acciaio inossidabile
Mona Hatoum Map (red), 2026 Sfere di vetro rosso trasparente di 25 mm
Mona Hatoum, “Over, under and in between” di Mona Hatoum. Foto: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum, Map (red), 2026. Sfere di vetro rosso trasparente di 25 mm