Salone Raritas. Parasite 2.0 Bianco67 Secunda Natura, 2024

Salone Raritas: tra industriale e decorativo, oltre la macchina

Al Salone del Mobile.Milano 2026, Raritas mette in dialogo collectible design e produzione industriale, superando la logica modernista della machine à habiter. In conversazione con Simone Farresin e Annalisa Rosso

Simone Farresin, Formafantasma: dalla “macchina per abitare” al ritorno della dimensione umana nel design domestico

La casa, intesa sia come concetto che come spazio vissuto, resta ancora oggi prigioniera dell’ideale modernista elaborato da Le Corbusier negli anni Venti: une maison est une machine à habiter, la macchina per abitare.

Simone Farresin, co-fondatore di Formafantasma insieme ad Andrea Trimarchi, parte da qui: “Quell’idea è stata portata alle sue conseguenze più estreme. Gli appartamenti, soprattutto nei condomini, sono diventati macchine a tutti gli effetti: temperatura, luce, connessione – tutto controllato, tutto ottimizzato. Ma è davvero questo che vogliamo? Nessuno desidera abitare dentro una macchina. Ci siamo ritrovati a farlo in nome della produttività, ma un’efficienza totale non lascia spazio alla dimensione umana. Il design ha la responsabilità di mettere in discussione tutto questo.”

C’è poi una questione culturale più profonda: per decenni il design è stato raccontato attraverso opposizioni nette – industriale contro artigianale, seriale contro unico, funzionale contro simbolico. “Nelle case delle persone, in realtà, oggetti diversissimi convivono senza problemi. Nessuno vuole abitare in uno showroom. Un pezzo da collezione può stare benissimo accanto a un mobile prodotto in serie, smorzarne la freddezza, aggiungere una nota personale – senza che tutto diventi un progetto d’interni totalizzante. Nel design si ragiona troppo spesso per contrapposizioni. La realtà è molto più sfumata,” osserva Farresin.

Raritas al Salone del Mobile.Milano 2026: Formafantasma ridefinisce il dialogo tra design industriale e collectible design

Da questa riflessione nasce Raritas, la nuova piattaforma curatoriale ospitata in uno dei padiglioni centrali del Salone del Mobile.Milano, con un progetto spaziale firmato da Formafantasma. Se il modernismo novecentesco ha consacrato il design come produzione industriale – razionale, efficiente, replicabile – Raritas propone un cambio di prospettiva: un sistema in cui il pezzo unico e la produzione seriale dialogano sullo stesso piano. Non più design come pura fabbricazione, ma come composizione.

Collectible design: dati di mercato, crescita globale e nuove logiche di investimento (2024–2033)

Raritas non nasce solo da una riflessione culturale: risponde anche a dinamiche di mercato concrete. Negli ultimi dieci anni il design da collezione ha conosciuto un’espansione significativa a livello globale. Secondo il Collectible Design Market Report del 2024, il settore vale oggi circa 8,9 miliardi di dollari e potrebbe raggiungere i 17,7 miliardi entro il 2033, con una crescita annua stimata intorno all’8 percento.

I mobili da collezione ne rappresentano la fetta più consistente, trainati da acquirenti che cercano insieme rarità estetica e valore nel tempo. Il design, in questo contesto, si comporta sempre più come un asset finanziario oltre che come oggetto culturale. E non è solo una questione di collezionisti privati: anche istituzioni e grandi gruppi alberghieri guardano con interesse crescente a pezzi unici ed edizioni limitate, strumenti per costruire un’identità spaziale riconoscibile e non replicabile.

Salone Raritas al Salone del Mobile.Milano 2026. Visual ©Formafantasma

Annalisa Rosso: perché il Salone del Mobile apre al design da collezione e alle edizioni limitate

È in questo scenario che il Salone del Mobile.Milano ha deciso di muoversi. Come spiega Annalisa Rosso, direttrice editoriale e consulente per gli eventi culturali della fiera, il pubblico del Salone è cambiato: “Il mondo della produzione industriale e quello del design da collezione hanno a lungo corso su binari paralleli, quasi senza incontrarsi. Eppure molte delle nostre aziende producono già pezzi su misura ed edizioni limitate. C’era chiaramente uno spazio da abitare.”

L’intuizione originaria viene da lontano. “Qualche anno fa,” racconta Annalisa Rosso, “durante una tavola rotonda, una buyer di una grande catena alberghiera indiana mi chiese dove potesse trovare qualcosa che non esistesse da nessun’altra parte. Cercava il pezzo irripetibile, il gioiello della corona. Non avevamo una risposta.”

Da quella domanda rimasta senza risposta è partito un lavoro di ripensamento: come può il Salone intercettare la domanda di unicità, pur mantenendo la sua vocazione B2B? La risposta è stata costruire un ponte tra produzione industriale e design da collezione – due mondi che fino a ieri si sfioravano senza mai davvero parlarsi.

Raritas: espositori, gallerie e designer – da Nilufar a Zaha Hadid Architects x NEUTRA

La lista degli espositori rispecchia questa intenzione: Nilufar, Mitterrand, Plot 6 by COLLECTIONAL dagli Emirati Arabi, un progetto di Sabine Marcelis, Salviati x Draga & Aurel, Mouromtsev Design Editions, Mercado Moderno, Hering Berlin, Brun Fine Art, Herzog & de Meuron x Marta Sala Éditions, Matera, Parasite 2.0 x Bianco67, Paradisoterrestre, Xavier Lust e Zaha Hadid Architects x NEUTRA.

“Volevamo una proposta stratificata, per geografie e linguaggi diversi. Un’immagine che ci ha guidato è quella di un archivio genetico: uno spazio in cui una sedia di plastica anni Settanta si trova fianco a fianco con un pezzo antico indiano. Ma non volevamo un’accozzaglia: i pezzi devono parlarsi, Raritas deve avere un’anima, diventare un cuore dentro la fiera.”

David Lynch e A Thinking Room: identità degli spazi e fine dell’estetica globale standardizzata

Il progetto si inserisce in un percorso di riflessione più ampio. “Nel 2024, quando abbiamo coinvolto David Lynch per A Thinking Room, la prima cosa che ci disse è che qualsiasi spazio – una casa, un ufficio – è il riflesso di chi lo abita. Un insieme di oggetti funziona se risponde a un equilibrio interiore. Raritas lavora su questo. L’epoca della mimesi è finita: c’è stato un momento in cui si atterrava in un aeroporto o si entrava in un hotel e non si capiva se ci si trovasse a Mumbai o a Città del Capo. Oggi le identità tornano a reclamare il proprio spazio.”

Salone del Mobile e sostenibilità: certificazione europea e impatto sul modello fieristico

Un sistema regge solo se tutti i suoi elementi funzionano in modo coerente. Le contraddizioni, però, non mancano – tra obiettivi economici e responsabilità ambientale, tra quello che si comunica e quello che si fa davvero. Al Salone questa tensione ha trovato una risposta concreta: la fiera è diventata la prima piattaforma pubblica a ottenere la certificazione europea per gli eventi sostenibili, un riconoscimento che va rinnovato ogni anno.

“Quella certificazione ci ha obbligati a fare i conti con noi stessi,” dice Rosso. “La sostenibilità non è solo una questione ecologica. Significa rimettere in discussione l’intero modo di lavorare, sapendo che non si può più andare avanti come prima. Siamo un’istituzione che ha 64 anni. E avevamo un mandato chiaro dalla nostra presidente, Maria Porro.”

Simone Farresin: filiera del design frammentata, rischi di greenwashing e responsabilità progettuale

Farresin riconosce le complessità del tema: “La maggior parte delle aziende con cui lavoriamo è sinceramente impegnata, ma spesso la comprensione di cosa significhi davvero fare ecologia è ancora superficiale. A volte si scivola in un greenwashing inconsapevole. Dall’altra parte, però, una critica troppo radicale rischia di bloccare qualsiasi progresso. I consumatori non possono trattare ogni acquisto come equivalente a prescindere da dove viene e come è fatto – quella disillusione totale assomiglia molto a certa inerzia politica. I designer non possono risolvere tutto, ma hanno il dovere di affrontare il problema con rigore e onestà intellettuale.”

E c’è una frattura strutturale che pesa: “La filiera è spezzata. Tra chi commissiona, chi sviluppa, chi progetta, chi comunica e chi distribuisce, i pezzi non si parlano. Quando possiamo, proviamo a lavorare su tutta la catena.”

Giacomo Cadeddu

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Garbo Wave, Mariyo Yagi, Paradisoterrestre. Edition 2022. Ph. Alba Deangelis
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Salone Raritas al Salone del Mobile.Milano 2026. Visual ©Formafantasma
Salone Raritas. Xavier Lust, Faccade – Nicolas Schimp
Salone Raritas. Xavier Lust, Faccade – Nicolas Schimp
Salone Raritas. Parasite 2.0 Bianco67 Secunda Natura, 2024
Salone Raritas. Parasite 2.0 Bianco67 Secunda Natura, 2024