Chia Laguna Nature Resort 4

Tutela costiera nel Sulcis: dune, mare protetto e mille anni di storia

Una necropoli fenicia nuovamente esposta dall’erosione costiera, vent’anni di interventi sulle dune e un’area marina protetta: nel territorio di Domus de Maria, il Chia Laguna Nature Resort ha costruito la sua identità

Il territorio di Domus de Maria, nel Sulcis meridionale: dune, stagni, archeologia

Il Chia Laguna Nature Resort si trova nel territorio di Domus de Maria, nel Sulcis meridionale, su una costa che negli ultimi vent’anni ha costruito uno dei sistemi di tutela ambientale più articolati del Mediterraneo italiano: una zona speciale di conservazione Natura 2000 che protegge dune, stagni costieri e isolotti, un’area marina protetta istituita nel 2024 che regola la navigazione e la pesca fino a 600 metri dalla riva, e un programma di ripristino dunare attivo dal 2009 con fondi regionali ed europei.

Che questo sistema serva lo ha mostrato il gennaio 2026. Il ciclone Harry ha colpito la costa sud-occidentale della Sardegna con onde di intensità eccezionale: tra il 18 e il 21 del mese, l’erosione ha rimosso strati di sabbia nella spiaggia di Sa Colonia, a pochi chilometri dal resort. L’evento ha interessato una porzione della necropoli di Bithia, sito archeologico già noto e studiato da tempo, riportando in superficie alcune sepolture, frammenti ceramici, anfore e corredi funerari. La Soprintendenza Archeologia di Cagliari ha aperto un cantiere d’urgenza.

La città che quelle tombe accompagnavano si chiama Bithia. Fondata dai Fenici tra l’VIII e il VII secolo a.C. su un insediamento nuragico, sul promontorio oggi dominato dalla Torre di Chia, è stata un centro portuale attivo sul Canale di Sardegna per oltre un millennio. Lo stagno di Chia — uno specchio d’acqua separato dalla spiaggia da un cordone sabbioso — potrebbe essere ciò che resta del porto lagunare originario. La prima riscoperta moderna di Bithia avvenne nel 1926, quando una mareggiata riportò alla luce delle sepolture sulla stessa spiaggia che, un secolo dopo, il ciclone Harry ha nuovamente eroso.

La duna che copriva le tombe era lì per ragioni fisiche: accumulava sabbia, tratteneva il suolo, proteggeva ciò che c’era sotto. Quando la duna cede — per calpestio, prelievo di sabbia o gestione errata degli accessi — il processo tocca strati che riguardano millenni.

Una fotografia aerea di Chia restituisce la struttura del sistema: lo stagno retrodunale, il cordone sabbioso che lo separa dal mare, le passerelle sul bagnasciuga, la Torre di Chia sul promontorio calcareo, i rilievi di macchia verso l’interno. Ogni elemento ha una relazione funzionale con gli altri.

Punto panoramico di Teulada, con vista sulla costa del Sud Sardegna tra macchia mediterranea e rilievi costieri
Punto panoramico di Teulada, con vista sulla costa del Sud Sardegna tra macchia mediterranea e rilievi costieri

Area marina protetta Capo Spartivento: tutela dal fondale alla duna

L’area marina protetta “Capo Spartivento” è stata istituita con decreto ministeriale del 22 dicembre 2023. La gestione è affidata al Comune di Domus de Maria. Il percorso amministrativo era stato avviato oltre un decennio prima, con consultazioni pubbliche, pareri tecnici dell’ISPRA e intesa con la Regione.

L’area marina si sovrappone in parte alla Zona Speciale di Conservazione Natura 2000 ITB042230, che tutela le dune di Chia, gli stagni costieri e l’isolotto di Su Giudeu secondo la Direttiva Habitat europea. I due strumenti hanno oggetti distinti: la zona speciale di conservazione protegge gli habitat a terra e sulla costa; l’area marina regola le attività in mare. Insieme coprono il sistema nella sua continuità, dalla duna al fondale.

Le regole in vigore nell’area prevedono: velocità massima di 5 nodi entro 300 metri dalla costa e 10 nodi fino a 600 metri; divieto di moto d’acqua; obbligo di sistemi di raccolta dei liquami di bordo; ancoraggio contingentato nelle aree sensibili per proteggere i fondali. La pesca sportiva è aperta ai soli residenti di Domus de Maria; quella professionale è riservata alle imprese locali di piccola pesca costiera. Per l’avvistamento di delfini e cetacei è stabilita una distanza minima di 100 metri, con un’unica imbarcazione per volta nella fascia di osservazione e permanenza massima di 20 minuti.

Dune di Chia, costa sud della Sardegna

Dune costiere Chia: interventi di ripristino ambientale documentati

Il sistema dunare di Chia ha subito negli ultimi decenni una pressione turistica continua, iniziata negli anni Sessanta. Il calpestio diffuso ha favorito l’apertura di varchi erosivi, l’abbassamento dei rilievi sabbiosi e l’esposizione degli apparati radicali della vegetazione psammofila — gramigna delle spiagge, ravastrello marittimo, pastinaca spinosa, ammofila. A Su Giudeu, la situazione era aggravata dai prelievi storici di sabbia degli anni Cinquanta, che avevano alterato la morfologia dell’arenile producendo zone soggette ad allagamenti periodici.

Dal 2009, il Comune di Domus de Maria ha avviato interventi di recupero all’interno della zona speciale di conservazione, con fondi regionali ed europei. Le opere hanno incluso barriere frangivento in canne, palificazioni lignee e sistemi di contenimento per favorire il deposito naturale della sabbia. Nelle zone più esposte alla deflazione sono state installate georeti in fibra di cocco e stuoie protettive. L’accesso alla spiaggia è stato riorganizzato con passerelle sopraelevate e delimitazioni laterali per ridurre il calpestio diretto.

I monitoraggi successivi hanno registrato la formazione di nuovi rilievi dunari e un progressivo innalzamento dell’alta spiaggia, con strutture resistenti anche alle mareggiate eccezionali del 2012 e del 2013. Le attività sono confluite nel progetto europeo PROVIDUNE, dedicato alla conservazione dei sistemi dunari del Mediterraneo. La necropoli di Bithia riemersa nel gennaio 2026 ha mostrato in modo diretto cosa accade quando la copertura dunare viene meno: il sistema di protezione non è una sovrastruttura, è la condizione fisica di ciò che custodisce.

Spiaggia di Monte Cogoni
Spiaggia di Monte Cogoni

Chia Laguna Nature Resort: storia, struttura e posizionamento attuale

Negli anni Ottanta a Chia non esisteva offerta ricettiva strutturata. La destinazione è stata costruita attraverso investimenti privati successivi e diversi cambi di proprietà. Dal 2019, la proprietà è di OC3, un fondo americano con partecipazioni nel settore alberghiero italiano e, tra gli altri asset, nell’Inter.

Nel 2022, la struttura principale ha cambiato nome ed è entrata a far parte del portfolio Hilton come Conrad Chia Laguna Sardinia: è l’unico Conrad in Italia e nel 2025 è stato inserito nella Forbes Travel Guide. Nello stesso periodo, il Baia di Chia è entrato nella Curio Collection by Hilton. Il rebranding complessivo in Chia Laguna Nature Resort è stato sviluppato con l’agenzia Jhagger&Co. Nel 2025, la spiaggia di Chia ha ricevuto le 5 Vele dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano e il titolo di “Mare più bello d’Italia”.

Il resort comprende tre strutture. Conrad Chia Laguna Sardinia si rivolge ai viaggiatori con soggiorni medi più lunghi, con spa, ristorazione e vista sulla baia. Baia di Chia Resort Sardinia, Curio Collection by Hilton, occupa una posizione tra promontorio e macchia mediterranea, con un rapporto più diretto con il paesaggio circostante. The Village è il nucleo dedicato alle famiglie, con accesso diretto alla spiaggia.

Gli ospiti del Conrad raggiungono la baia di Montecovoni e la spiaggia di Porto Campana con navette elettriche a chiamata, riducendo il traffico su gomma nella fascia costiera. Nel 2025 il resort ha ospitato 60 eventi MICE, inclusa la convention annuale dell’ITT (Institute of Travel & Tourism).

Ingresso del Conrad Chia Laguna Sardinia, caratterizzato da pietra, legno e materiali dai toni naturali.
Ingresso del Conrad Chia Laguna Sardinia
Area piscine del Chia Laguna Nature Resort, inserita tra rocce granitiche, vegetazione mediterranea e percorsi d’acqua integrati nel paesaggio
Area piscine del Chia Laguna Nature Resort

Il Conrad: interni costruiti con materiali e oggetti sardi

La ristrutturazione del Conrad, completata nel 2022, ha utilizzato materiali del territorio sardo come punto di partenza. Il pavimento della hall è in cotto, in lastre irregolari di terracotta. Le tende che suddividono gli spazi si muovono con il vento che entra dalla veranda affacciata sulla macchia: un rimando fisico ai venti dell’isola — maestrale, scirocco, libeccio.

I vasi in ceramica degli spazi comuni sono stati realizzati da Walter Usai in collaborazione con Pretziada, studio che lavora sulla rilettura contemporanea dell’artigianato sardo. Usai è un mastro ceramista di Assemini, quinta generazione di una famiglia di strexiaus — il termine sardo per ceramista, derivato da strexiu, “stoviglia”. Il lavoro della famiglia inizia nel 1850 con Efisio. La materia prima è la terra ‘e strexiu, un’argilla estratta dai terreni del Sulcis, con colorazione determinata dalla presenza di ferro e altri minerali. Prima del 1972, la cottura avveniva in forni all’aperto: bisognava saper leggere il cielo, perché la pioggia durante la cottura avrebbe significato perdere il lavoro di settimane. Usai è iscritto al numero 1 del Registro dei produttori di ceramica artistica e tradizionale ed è segnalato dalla Homo Faber Guide.

I pezzi commissionati per il Conrad reinterpretano forme della tradizione d’uso quotidiano. La brocca della sposa — il contenitore in terracotta che le famiglie sarde donavano alle donne in occasione del matrimonio, prima dell’arrivo dell’acqua corrente — diventa qui un pezzo smaltato in bianco o blu petrolio dalla forma toroidale. Il Siri, il contenitore che i pastori portavano a cavallo, riprende la semplicità della terracotta con manici laterali e basamento conico. Nella hall è presente anche una mula, uno dei pochi oggetti conservati dalla gestione originaria: chi lavora nella struttura da decenni ha voluto che restasse, come riferimento all’economia agropastorale del Sulcis.

10. Vaso di Pretziada e Usai con pavoncelle stilizzate, ispirato ai motivi decorativi della tradizione sarda
Vaso di Pretziada e Usai, ispirato ai motivi decorativi della tradizione sarda
Vasi di Pretziada denominati “Siri” ispirati ai contenitori tradizionali utilizzati durante gli spostamenti a cavallo, reinterpretati in chiave contemporanea
Vasi di Pretziada denominati “Siri” ispirati ai contenitori tradizionali utilizzati durante gli spostamenti a cavallo, reinterpretati in chiave contemporanea

Materiali, sapori e profumi del Sulcis

La Conrad Spa si sviluppa su mille metri quadrati con bagno turco, sauna, sala trattamenti e percorso nel giardino esterno. Le tre esperienze signature sono costruite attorno a elementi del territorio. Il sale proviene dalla seconda salina per estensione d’Italia, situata vicino a Cagliari: il rituale prevede sacchetti di tela — chiamati inda — riempiti di sale e aromatizzati con erbe del giardino, riscaldati e usati per il massaggio. Il miele viene dall’apiario interno al resort; il trattamento inizia con la scelta tra varietà locali — cisto, corbezzolo, asfodelo — ciascuna con un profilo distinto: resinoso e ambrato il cisto, amaro il corbezzolo, floreale l’asfodelo. Il percorso del legno parte da una meditazione guidata nel giardino tra ginepri e piante officinali, con una crema prodotta in esclusiva da una farmacia locale: “legno agrumato”, una combinazione di oli essenziali che è anche il profilo olfattivo dell’hotel.

La stessa logica di approvvigionamento locale attraversa la cucina. A Chia, quel modello si traduce in un menu costruito su prodotti con origine geografica dichiarata. I culurgiones proposti qui non corrispondono a quelli dell’Ogliastra — con patate e menta — diventati iconici nel turismo gastronomico sardo: quelli di Chia, San Rocco e Domus de Maria sono ravioli ripieni di ricotta e limone, sapore più netto e geograficamente specifico. I malloreddus campidanesi con salsiccia sono il piatto del Campidano. La corda — cuore e intestino dell’agnello cotti lentamente — e il cinghiale in umido appartengono alla cucina del ventrame, nata dall’esigenza di non sprecare nulla di un animale allevato per mesi.

Locale è il Pecorino Sardo DOP. Il Fiore Sardo DOP è il più antico formaggio sardo con denominazione protetta, prodotto con latte intero di pecora e coagulato con caglio di agnello o capretto. Il Sulcis ospita anche uno dei pochi esempi europei di viti non innestate su piede americano: il Carignano del Sulcis, allevato ad alberello su suoli sabbiosi che impediscono la fillossera.

Tessile ispirato al paesaggio del Sud Sardegna, tra motivi astratti e riferimenti alla vegetazione mediterranea
Testiera del letto. Ricamo ispirato al paesaggio del Sud Sardegna
Tessile ispirato al paesaggio del Sud Sardegna, tra motivi astratti e riferimenti alla vegetazione mediterranea.
Cuscino. Ricamo ispirato al paesaggio del Sud Sardegna
Tavolini in marmo Biancone di Orosei e tappeto Samugheo in lana, elementi che richiamano materiali e lavorazioni della tradizione sarda
Tavolino in marmo Biancone di Orosei e tappeto Samugheo in lana

Il territorio circostante: Nora, i ricami di Teulada, la festa dello Spirito Santo

L’identità territoriale che il resort richiama nei suoi interni e nella sua cucina ha radici che si estendono oltre i confini della proprietà. A pochi chilometri da Chia si trova Nora, uno dei siti archeologici fenici, punici e romani più significativi del Mediterraneo, con un teatro romano affacciato direttamente sul mare. A Teulada sopravvive il Punte in Brou e Punte in Brou de Corongiu, un ricamo su tela a punti contati tra i più complessi della tradizione sarda: fili di seta su lino o cotone, motivi geometrici che richiedono anni di apprendimento.

Due anni fa Dolce & Gabbana ha presentato la sua collezione di alta moda dedicata alla Sardegna a Nora, utilizzando il teatro romano come palcoscenico. I ricami di Teulada erano presenti nella collezione: le donne del paese avevano lavorato le stoffe nelle proprie case.

A giugno, tra Domus de Maria e Chia, si svolge la festa dello Spirito Santo. La processione accompagna il simulacro della Santissima Trinità dalla chiesa di Nostra Signora del Rosario fino alla piccola chiesa campestre di Chia, con traccas — carri trainati da buoi e decorati con tessuti e ricami — cavalieri in abito tradizionale e il suono delle launeddas. La celebrazione coinvolge le comunità di Pula, Villa San Pietro e Domus de Maria.

Carro tradizionale della festa di Pula, decorato con intrecci in paglia e motivi della tradizione popolare sarda
Carro tradizionale della festa di Pula, decorato con intrecci in paglia e motivi della tradizione popolare sarda

Certificazioni ambientali: Biosphere Sustainable e Travel with Purpose

The Village ha ottenuto la certificazione Biosphere Sustainable, rilasciata dal Responsible Tourism Institute di Barcellona secondo i criteri del Global Sustainable Tourism Council: una certificazione di terza parte con verifiche esterne e rinnovi periodici. Conrad Chia Laguna Sardinia e Baia di Chia Resort Sardinia aderiscono a Travel with Purpose, il framework ESG interno di Hilton con obiettivi dichiarati pubblicamente su emissioni, consumo idrico, gestione rifiuti, approvvigionamento responsabile e impatto sulle comunità locali.

Nel 2023, rispetto al 2008, Hilton ha dichiarato una riduzione del consumo energetico per metro quadrato del 31% e del consumo idrico del 30% su scala globale. I giardini del resort includono specie mediterranee autoctone — lentisco, cisto, rosmarino, lavanda, fillirea — che non richiedono irrigazione una volta stabilite, in un territorio con estati lunghe e precipitazioni concentrate in pochi mesi invernali.

Il perimetro dell’area marina protetta include i fondali a Posidonia oceanica davanti alla costa di Chia — prateria marina tra i principali obiettivi di tutela dell’area e indicatore diretto della qualità delle acque. Le uscite in barca o kayak organizzate dal resort ricadono all’interno di quel perimetro e devono rispettarne le condizioni operative: velocità, distanza dalla costa, tipologia di imbarcazione, gestione delle acque di bordo.

Samuel Hernest

Ulivo nei giardini mediterranei del Chia Laguna Nature Resort.
Ulivo nei giardini mediterranei del Chia Laguna Nature Resort
Chia Laguna Nature Resort 4
La Torre di Chia, torre costiera di epoca spagnola costruita su un promontorio roccioso affacciato sulla baia di Monte Cogoni