Empty hall with peeling plaster walls, tall windows and exposed concrete flooring in a historic building along the Naviglio Martesana.
Naviglio Martesana, interior of an abandoned historic building, Milan.

Cascina Martesana cerca un gestore: la riapertura dopo due anni di chiusura

A Gorla, lo spazio aperto nel 2014 dentro un’ex officina di tranciatura cerca chi ne raccolga l’eredità. Intanto il progetto si sposta sul vecchio anfiteatro, NAMA e si lega alla rigenerazione della Martesana

Cascina Martesana: una nuova fase dopo due anni di chiusura

A metà settembre, dopo due anni di silenzio, i soci che dal 2014 hanno animato la Cascina Martesana hanno ricevuto una notizia: lo spazio potrebbe riaprire. La Cascina cerca un nuovo gestore che ne raccolga l’eredità e prosegua la riqualificazione iniziata più di un decennio fa, con il recupero di un edificio abbandonato in via Luigi Bertelli 44, nel Parco della Martesana, sopra la storica piscina popolare conosciuta come «el Bagnin de Gorla».

Era un ex stabilimento di trancerie metalliche, dismesso negli anni Novanta e rilevato nel 2013 da tre giovani imprenditori — Marko Manico, Niccolò Franchi e Marco Sergi — per restituirlo alla cittadinanza. Il progetto ha unito bioedilizia e autocostruzione con il coinvolgimento di volontari, grazie a un finanziamento di Banca Etica e dentro un più ampio processo di rigenerazione sociale e culturale della Martesana sostenuto anche da Fondazione Cariplo.

Un’oasi verde nel quartiere di Gorla

La Cascina Martesana sorge nell’omonimo parco, oggi intitolato ai Martiri della Libertà Iracheni Vittime del Terrorismo. Già previsto dal piano regolatore del 1953, fu realizzato solo nel 1978 lungo la sponda sinistra del Naviglio. Copre circa 120.000 metri quadrati e deve la propria biodiversità alla presenza costante d’acqua nel canale: è un corridoio ecologico per molte specie, soprattutto volatili, con alberi d’alto fusto che garantiscono zone d’ombra e piante spontanee lungo le sponde. Lo attraversa la pista ciclabile della Martesana (Ciclovia Luigi Riccardi), circa 36 km che collegano Milano, a Cassina de’ Pomm, con Cassano d’Adda.

Lontano dal frastuono cittadino, il Naviglio Martesana è stato a lungo meta di famiglie nobiliari, che vi costruirono ville di delizia circondate da giardini e cortili. Nei secoli l’area è passata da territorio agricolo e luogo di svago — il Bagnin di Gorla è stato uno dei primi siti di balneazione popolare a Milano — a polo industriale: tra XIX e XX secolo vi sorsero filande, fornaci, depositi e altri stabilimenti.

Historical black-and-white photograph of Villa Angelica in Gorla, showing its tower, waterfront terrace and architectural structures along the canal.
Villa Angelica, Gorla, Milan.

Cascina Martesana: un presidio comunitario e di rigenerazione urbana

Qui si è inserito il progetto dell’associazione Ecologia Turismo Cultura (ETC), nato per costruire un presidio sociale e culturale in una zona periferica di Milano: un punto d’incontro per gli abitanti e, insieme, un sostegno alle realtà già attive nel quartiere. Nel tempo la Cascina è diventata un luogo di comunità, con concerti, mostre, laboratori, attività sportive e di benessere, iniziative ambientali, momenti conviviali e progetti partecipativi. La sua forza è stata la rete di persone e associazioni costruita attorno al progetto.

Decisivo il supporto di Fondazione Cariplo con il programma Lacittàintorno, dentro una strategia più ampia di rigenerazione delle periferie milanesi, che invitava i cittadini a diventare attori del cambiamento. Nella Martesana uno degli interventi collegati, Luoghicomuni, ha portato al recupero partecipato del Giardino Nascosto Elda Iannone, adiacente alla Cascina: circa 600 metri quadrati tra via Luigi Bertelli e via Stamira D’Ancona, progettati e gestiti con la cittadinanza e le associazioni del quartiere. Da quel percorso è nata La Compagnia dell’Orto, un gruppo indipendente di abitanti che cura e mantiene il giardino. Con un patto di collaborazione tra Cascina Martesana srl, l’APS ETC Ecologia Turismo e Cultura e il gruppo informale La Compagnia dell’Orto, il Comune di Milano ha reso il giardino un luogo aperto e accessibile. Nel 2025 il patto è stato rinnovato con nuovi firmatari.

NAMA – Nuovo Anfiteatro Martesana: il presidio culturale ibrido della Martesana

Nel 2024 la Cascina si è trovata a un bivio: affrontare la rigenerazione definitiva e costosa dell’immobile, oppure individuare un nuovo luogo nell’area. La scelta è caduta sul vecchio anfiteatro, uno spazio di aggregazione e teatro all’aperto costruito alla fine degli anni Ottanta dalla Giunta Pillitteri e rimasto inutilizzato dagli anni Duemila. ETC, con CREA Productions e Ciclofficina Pontegiallo, ne ha avviato la progettazione con un processo partecipativo, raccogliendo l’esperienza e la comunità costruite negli anni dalla Cascina.

Come prima azione, l’associazione ha lanciato un questionario: circa 1.300 residenti hanno confermato la volontà di proseguire e di partecipare alla progettazione. I fondi sono arrivati dal programma La città dei giovani, promosso dalla Fondazione di Comunità Milano, nata nel 2019 su iniziativa di Fondazione Cariplo per avvicinare la filantropia ai territori. Lanciato nell’autunno 2023, il programma sostiene progetti ideati da under 30 per animare spazi di socialità: con uno stanziamento di 1,35 milioni di euro ha finanziato 8 progetti, tra cui la riqualificazione di una porzione dell’anfiteatro, oggi NAMA – Nuovo Anfiteatro Martesana, e CREAtion HUB, che cura la programmazione serale di live band e dj set in alcune aree libere dell’anfiteatro.

Black-and-white photograph of a pedestrian path beneath a stone arch bridge along the Naviglio Martesana, with metal railings and vegetation.
Naviglio Martesana, canal pathway beneath a stone railway bridge, Milan.

Le sfide ambientali della Martesana e il progetto ClimArt

Sul fronte ambientale, la Martesana è segnata da eventi climatici estremi sempre più frequenti e da una crescente pressione insediativa legata alla domanda di mobilità. Nel 2023 un nubifragio, con raffiche di vento e una tromba d’aria, ha colpito Cernusco e buona parte della Martesana: circa 450 alberi sradicati o abbattuti. Negli anni successivi altre emergenze hanno interessato i Comuni affacciati sul Naviglio, da Gessate a Vimodrone e Bellinzago Lombardo. Per rispondere, i Comuni di Bussero (capofila), Gessate e Gorgonzola, il Parco Agricolo Nord Est, il circolo Legambiente La Poiana e l’agenzia InnovA21 hanno presentato a F2C – Fondazione Cariplo per il Clima il progetto ClimArt – Che clima in Martesana!.

Presentato a settembre di quest’anno nell’ambito del bando Strategie per il Clima, con cui la Fondazione sostiene gli enti impegnati nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici, il progetto dispone di 3,59 milioni di euro, di cui 1,66 milioni da Fondazione Cariplo. Il piano è triennale, articolato in 26 azioni su tre direttrici: mitigazione energetica e mobilità; adattamento e soluzioni nature-based, come depavimentazione, forestazione urbana e riqualificazione di aree verdi; informazione e partecipazione rivolte a cittadini, scuole, giovani e persone fragili, per arrivare a un Patto territoriale per il Clima che coinvolga anche imprese e istituzioni.

La storia del Naviglio Martesana

Il Naviglio Martesana, a nord-est di Milano, attraversa un territorio in cui acqua, infrastrutture, paesaggio e vita quotidiana si intrecciano da secoli. Nasce nel 1441, quando viene autorizzata la costruzione di un canale alimentato dalle acque dell’Adda, per l’irrigazione dei campi e l’alimentazione dei mulini. Francesco Sforza e Ludovico il Moro ne promuovono la navigabilità, trasformandolo in una via per il trasporto di merci e persone; nei decenni successivi il canale viene prolungato fino a Milano, collegando l’Adda e il Ticino attraverso la rete dei navigli.

Oggi la Martesana è diversa da quella del Quattrocento, ma resta un elemento strutturante del territorio. Lungo le sponde convivono ville storiche, giardini, aree verdi, quartieri residenziali e spazi culturali. Da Gorla, un tempo «Piccola Parigi» per la sua vocazione di villeggiatura, fino alla periferia nord-orientale, il Naviglio costruisce ancora un corridoio urbano e naturale che mette in relazione parti diverse della città.

Empty hall with peeling plaster walls, tall windows and exposed concrete flooring in a historic building along the Naviglio Martesana.
Naviglio Martesana, interior of an abandoned historic building, Milan.

Il progetto «Riapriamo i Navigli»

Da anni è in corso un dibattito sulla riapertura dei Navigli, chiusi tra il 1929 e la fine degli anni Sessanta, e sulla riqualificazione dei 140 chilometri della rete lombarda. Il progetto punta a ripristinare la connessione tra il Naviglio Martesana, da Cassina de’ Pomm, e la Darsena di Porta Ticinese, con un nuovo canale lungo via Melchiorre Gioia. Nel 2012 è nata l’Associazione Riaprire i Navigli, che nella pubblicazione Riaprire i Navigli si può ha presentato l’indagine di fattibilità condotta tra il 2008 e il 2010 dalla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.

A sostegno di quei dati, l’associazione, con il contributo di Fondazione Cariplo, ha realizzato un’analisi costi-benefici dell’investimento su un orizzonte di trent’anni. Riportare Milano a «città d’acqua» avrebbe ricadute ambientali, sociali ed economiche, come mostra oggi l’esperienza del Naviglio Martesana e dei quartieri e Comuni affacciati sul canale. Nonostante il referendum propositivo del 2011, con 489.727 voti favorevoli, il progetto è stato accantonato dall’amministrazione e non ha ancora trovato attuazione.

Agnese Torres