Loro Piana Spring Summer 2027
Loro Piana Spring Summer 2027

Loro Piana alla Braidense: la collezione SS27 fra un milione e mezzo di volumi

Nella biblioteca voluta da Maria Teresa d’Austria, Loro Piana porta Solutions For, SS2027: quattro tavoli, un campionario tessile, i capi storici fra le vetrine in noce

Un milione e mezzo di volumi, 2.367 manoscritti, 2.368 incunaboli, 24.401 cinquecentine, 40.000 autografi, oltre 23.000 testate di periodici. È quanto conserva la Biblioteca Nazionale Braidense, nel Palazzo di Brera, dove Loro Piana ha presentato la collezione donna primavera-estate 2027, Solutions For.

Qui si trova l’autografo di Fermo e Lucia, la prima stesura dei Promessi sposi. Il fondo manzoniano arriva nel 1885 e comprende 250 manoscritti, 550 volumi della biblioteca personale di Alessandro Manzoni, duecento dei quali annotati di suo pugno, e circa 5.000 lettere. Nelle raccolte figura anche un’edizione aldina dell’Hypnerotomachia Poliphili, il romanzo che Francesco Colonna pubblica nel 1499 da Aldo Manuzio: la battaglia d’amore in sogno di Polifilo, raccontata fra rovine e giardini, con le silografie incastrate nel testo.

Dentro queste sale la casa ha allestito con il mobilio della biblioteca: i capi storici nelle vetrine in noce, accanto ai bozzetti originali; le borse sulle scale di legno che servono a raggiungere gli scaffali alti; pannelli in tela bordati nella nuance Kummel fra le finestre, alti quanto la stanza. Nella seconda sala, quattro tavoli da avvicinare: campionario tessile, lavorazioni sartoriali, occhiali da sole, serigrafia.

Loro Piana Spring Summer 2027 Collection Presentation
Loro Piana SS27 alla Biblioteca Braidense

La Braidense: una biblioteca nata da un acquisto e da una soppressione

La biblioteca nasce nel 1770, quando la Congregazione dello Stato di Lombardia acquista la raccolta del conte Carlo Pertusati e la dona all’arciduca Ferdinando. Maria Teresa d’Austria la destina all’uso pubblico: a Milano manca una biblioteca aperta a chi voglia studiare.

La sede arriva da una soppressione. Nel 1773 la Compagnia di Gesù viene sciolta e lo Stato acquisisce il Palazzo di Brera, dove i gesuiti tenevano il collegio. La biblioteca si insedia lì e apre al pubblico nel 1786. Nel 1880 ottiene la qualifica di nazionale. Oggi è la terza del Paese dopo Roma e Firenze, dal 2015 fa parte del sistema museale della Pinacoteca di Brera, e accoglie 125.000 frequentatori all’anno.

L’edificio è più antico della biblioteca. Sull’area sorgeva un convento trecentesco degli Umiliati, passato poi ai gesuiti, che vi impiantarono le scuole. L’aspetto attuale si deve a Francesco Maria Richini, al lavoro sul progetto nel Seicento. Nel Settecento interviene Giuseppe Piermarini, architetto del Teatro alla Scala, per volontà di Maria Teresa.

Oggi il palazzo tiene insieme sei istituzioni: l’Accademia di Belle Arti, l’Istituto Lombardo, l’Osservatorio astronomico, l’Orto Botanico, la Pinacoteca e la biblioteca.

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Loro Piana SS27 alla Biblioteca Braidense

Sala Maria Teresa e Sala di lettura: noce, ballatoi, cristallo di Boemia

La sala che ospita i capi storici nasce come sala di lettura del collegio. Le scaffalature in noce e i ballatoi continui lungo le pareti portano la firma di Piermarini e risalgono al 1785 circa; i lampadari sono in cristallo di Boemia; un ritratto dell’imperatrice domina l’ingresso. I pannelli con i bozzetti seguono quella verticalità, e i capi entrano nelle vetrine come i libri negli armadi. Fra loro, le sciarpe Grande Unita, prima icona dell’azienda. Ogni pezzo è accompagnato da un testo poetico.

La seconda sala nasce come biblioteca teologica del collegio. Conserva mobili in noce e acero di fine Seicento e un soffitto affrescato con Il trionfo della Religione di Francesco Fabbrica.

Nella Sala di lettura il criterio diventa manuale: si toccano i tessuti, si osserva una cucitura, si segue il passaggio di una stampa sul capo.

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Loro Piana SS27 alla Biblioteca Braidense

Solutions For: una necessità, un materiale, una funzione

Solutions For – il freddo, le attività all’aria aperta, il campo da golf, la sera, i primi fine settimana fuori città, le giornate al mare: per ognuna la casa sceglie una fibra e una costruzione, e da lì nasce il capo.

Nella storia dell’azienda la ricerca sulle fibre precede il prêt-à-porter, e la collezione mantiene quell’ordine. Il guardaroba attraversa più stagioni e riporta gli archetipi — il blazer color cammello, il tubino nero — dentro materiali e proporzioni diversi a seconda di cosa devono fare.

La progressione è leggibile capo per capo. Cashmere per i mesi freddi, in cappotti, bomber e mantelle, dove la protezione dipende dalla costruzione più che dal peso del filato. Lino per il passaggio all’estate: le maniche si accorciano, i capi si aprono, la stratificazione si riduce. Seta per i completi fluidi e per il pigiama destinato al mare, accanto a pantaloncini, gilet e abiti da spiaggia. Il completo in seta nasce come capo domestico e passa al giorno senza cambiare forma: una sola costruzione copre due usi.

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Loro Piana SS27 alla Biblioteca Braidense

Tweed, chambray, uncinetto: tre modi di fare una superficie

Le stesse fibre cambiano a seconda di come diventano superficie. Il tweed sta nelle giacche di impostazione accademica, nei cappotti, nelle mantelle, nelle giacche da caccia e nei capi sportivi. Il chambray va nelle camicie abbinate al jeans, in un gruppo che comprende il tailleur estivo e il bomber da golf: armatura tela, filati di colore diverso in ordito e trama, di solito blu e bianco, da cui la superficie irregolare. È il tessuto dell’abbigliamento da lavoro.

L’uncinetto entra nel guardaroba per il mare con un completo. Qui non c’è incrocio fra ordito e trama: la superficie nasce da una successione di maglie ricavate da un filo continuo.

Loro Piana Spring Summer 2027 Collection Presentation
Loro Piana SS27 alla Biblioteca Braidense

Accessori: la borsa Loom, il mocassino Joan, le ballerine Martha

La collezione introduce un nuovo formato della borsa Loom, la Bale Softy e l’Extra Softy Backpack. Le pelli morbide accompagnano forme più libere, il vimini porta l’intreccio vegetale, le borse in tessuto riprendono i materiali dei capi.

Il mocassino Joan è in vitello, in una versione che punta sulla morbidezza. Accanto stanno le ballerine Martha, le sneakers Sunday Walk, le espadrillas e i nuovi modelli Fast Walk, distribuiti per occasione d’uso.

Il tavolo della serigrafia mostra come un disegno passi su un tessuto attraverso un telaio e una matrice permeabile all’inchiostro. È un procedimento di stampa, allestito dentro un edificio costruito per conservare stampati.

Matteo Mammoli