Aboca Museum

Le cure prima della chimica: le erbe medicinali dell’Aboca Museum

Il soffitto cosparso di piante medicinali appese a essiccare, mentre si coltivano a piante officinali quasi duemila ettari di terreno fra Umbria e Toscana: il primo museo in Europa dedicato alle erbe medicinali

Aboca Museum: il museo delle erbe medicinali a Sansepolcro

Palazzo Bourbon del Monte, dimora rinascimentale del Sedicesimo secolo a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, è considerato il primo museo in Europa interamente dedicato alle erbe e alla cura dell’uomo nel corso della storia. È stato fondato da Valentino Mercati, presidente del Gruppo Aboca, società di assistenza sanitaria specializzata nella produzione di dispositivi medici e integratori alimentari naturali. Da qualche anno il museo si visita in due tappe, una storica e una interattiva; dal maggio 2026 se n’è aggiunta una terza, ricavata in uno spazio nuovo fra le mura medicee della città e l’abside della chiesa di San Francesco. «Non si intende descrivere le proprietà delle singole erbe, ma raccontare il rapporto dell’uomo con le piante medicinali», ripete da anni la direttrice del museo Anna Zita Di Carlo, che guida la struttura dal 2003.

Erbe e Salute nei secoli: il percorso storico fra mortai, spezie e antichi speziali

Al primo piano del Palazzo si sviluppa il percorso storico, oggi chiamato ufficialmente Erbe e Salute nei secoli. Le sale iniziali espongono reperti e strumenti: mortai, ceramiche, vetri e libri antichi. I mortai rappresentano l’attrezzo principale per il trattamento delle spezie, utilizzato in passato dallo speziale. Per fabbricarli sono stati impiegati diversi materiali, cambiati con i secoli: alabastro, pietra dura, marmo, ferro, argento, rame, legno, terracotta, ceramica, vetro. Soprattutto, bronzo. L’ideale per questo procedimento, in quanto resistente e non poroso: questa caratteristica impediva agli ingredienti di essere assorbiti durante la pestatura. Basico fino al Trecento, il mortaio diventa dal Cinquecento un oggetto d’arte ricercato e dal Settecento inizia a essere decorato con raffigurazioni floreali.

Nella seconda parte del percorso sono stati ricostruiti alcuni ambienti di lavorazione. Un viaggio nel tempo, fra l’antico magazzino delle erbe, la spezieria del Seicento, il laboratorio fitochimico del Settecento, la cella dei veleni. Una volta superata la Sala della Storia, che riunisce i ritratti di personaggi della farmacologia e della chimica, si arriva nella Sala delle ceramiche. Qui sono esposti alcuni recipienti impiegati in campo farmaceutico, come albarelli, brocche, alzate, boccali. Fra tutti i materiali in questo caso ha vinto la ceramica, che garantisce impermeabilità grazie alla vetrificazione ed è resa luminosa dall’ossido di stagno.

Strumenti per la distillazione sono presenti nella Stanza dei vetri, assieme all’occorrente per praticare incisioni da salassi. Nella Sala delle erbe il soffitto è cosparso di piante medicinali appese a essiccare. In tempi antichi la raccolta avveniva seguendo il tempo balsamico, cioè il periodo dell’anno in cui la parte utile della pianta raggiunge il migliore contenuto di sostanze attive. Una volta essiccate, le erbe erano conservate in ceste di vimini o scatole in legno. Nella stanza successiva si trova il Laboratorio dello speziale, riprodotto com’era nel Seicento, con strumenti tipici del mestiere come alambicchi, distillatori e forni. Ci sono poi le res pretiosae: prodotti costosi e di difficile reperibilità. Un coccodrillo imbalsamato appeso sopra al forno rappresenta la fertilità vegetale: era considerato simbolo di buon auspicio per l’attività dello speziale.

Nel Settecento si passa al Laboratorio fitochimico, che riproduce il luogo dove i farmacisti preparavano medicinali che avrebbero poi venduto. In quest’epoca gli strumenti si affinano e le conoscenze dei materiali crescono. Fra il Settecento e l’Ottocento si scoprono principi attivi – il chinino, la caffeina, la morfina, la codeina e la salicina. Non mancano i prodotti tossici, tutti riuniti nella Cella dei veleni, dove il farmacista li teneva chiusi a chiave. Il percorso si chiude con una Farmacia dell’Ottocento originale. Sul soffitto, due simboli: il coccodrillo imbalsamato e il carapace di tartaruga, che incarna la compassione degli animali verso l’uomo.

Aboca Museum

La Bibliotheca Antiqua: erbari antichi e ricerca botanica

Al quinto piano c’è la Bibliotheca Antiqua, che contiene oltre 2.500 libri antichi sulle piante medicinali, scritti dal Cinquecento al Novecento. Alcuni sono erbari decorati a fino, altri libri di antiche ricette medicinali. In biblioteca i ricercatori studiano la storia per capire l’utilizzo delle piante nei secoli, e passano le informazioni ottenute all’azienda: dall’unione fra ricerca storica e ricerca moderna nascono i nuovi prodotti. Il sistema di archiviazione digitale del museo ha permesso negli anni di catalogare decine di migliaia di ricette mediche antiche e di tavole botaniche.

Aboca Experience: il percorso interattivo e multimediale

Scendendo le scale si trova il percorso moderno, Aboca Experience: un museo tattile e interattivo, progettato insieme allo studio Dotdotdot, che racconta l’azienda dalla storia dei fondatori fino all’attualità. Il museo è anche sede di un laboratorio didattico: le scolaresche vengono portate a fare un percorso botanico nel giardino e a esercitarsi con alcune preparazioni, un’attività che negli anni della pandemia si è affiancata a visite in streaming e che oggi convive con entrambe le formule.

Aboca Museum

De Divina Proportione: la nuova mostra dedicata a Luca Pacioli

La novità di quest’anno arriva invece dall’esterno del Palazzo. Il 23 maggio 2026 ha aperto De Divina Proportione, terzo percorso permanente del museo, ideato e curato da Valentino Mercati e dedicato a Fra’ Luca Pacioli, il matematico e umanista che a Sansepolcro è di casa quanto Piero della Francesca. Il percorso occupa uno spazio ricavato fra le antiche mura medicee e l’abside della chiesa di San Francesco, con ingresso in via Niccolò Aggiunti, accanto ai giardini del museo: un luogo che il museo stesso descrive come punto d’incontro fra la città storica e le sue collezioni. Al centro dell’esposizione c’è il concetto di «proporzione» studiato da Pacioli nel trattato omonimo del 1498 — di cui esistono solo due copie originali al mondo, custodite a Milano e Ginevra — riletto qui non come reperto storico, ma come spunto per ragionare sul rapporto fra l’uomo, la natura e le nuove scienze della vita, in continuità ideale con Piero della Francesca e Leonardo da Vinci.

Coltivazione biologica delle piante officinali e Aboca Edizioni

Il Museo di Aboca coltiva piante officinali su un terreno di quasi duemila ettari, fra Umbria e Toscana, con agricoltura biologica: niente OGM, fertilizzanti di sintesi né fitofarmaci. Promuove tecniche di coltivazione come la rotazione delle colture e il sovescio, pratica agronomica che punta a rendere più fertile il terreno. All’interno del museo si trova anche Aboca Edizioni, la casa editrice del Gruppo, che si occupa di divulgazione scientifica su ecologia, salute, scienza, storia e ambiente. Fra le pubblicazioni conta anche i facsimili di antichi erbari e le opere di autori legati alla Valtiberina Toscana, come Piero della Francesca e lo stesso Luca Pacioli, oggi protagonista del nuovo percorso espositivo.

Aboca Museum

Rimedi naturali per insonnia e stress: i consigli di Aboca Museum

Le erbe medicinali, dice il museo, possono essere d’aiuto anche nella vita di tutti i giorni. Per ridurre l’insonnia, Aboca Museum consiglia estratti di griffonia, withania e luppolo: avrebbero la capacità di agire in sinergia su tutto l’organismo, abbreviando il tempo di addormentamento e migliorando la qualità del sonno, e predisponendo così al riposo fisiologico. Due delle tre piante tornano utili anche per la riduzione dello stress. È quanto emerge dalla ricerca condotta in ambito metabolomico — lo studio della composizione quali-quantitativa di una sostanza — e in ambito biomedico, che indaga l’interazione delle sostanze con l’organismo: entrambi parlano di «sistemi di sostanze», cioè della sinergia fra alcune sostanze naturali. Alcuni sistemi estratti da griffonia (Griffonia simplicifolia), withania (Withania somnifera), biancospino (Crataegus monogyna) e passiflora (Passiflora incarnata) sarebbero utili per favorire un naturale stato di serenità, equilibrare il tono dell’umore e ridurre stati di agitazione, tensione e irritabilità.

Editorial Team