
Da cemento a giardino: il caso di Giardino Manifesto di Santeria Toscana
Andrea Pontiroli presenta Giardino Manifesto, per la riqualifica dell’area cementata di Santeria – dalla gestione del deflusso dell’acqua piovana alla mitigazione delle aree di calore, e una nuova socialità
Santeria Toscana 31 trasformerà, entro la primavera del prossimo anno, l’area cementata adiacente al suo stabile di via Toscana 31 in un giardino pluviale di circa 1000 metri quadrati. Il progetto, chiamato Giardino Manifesto, rappresenta un investimento superiore al milione di euro e nasce dalla collaborazione tra Santeria SpA Società Benefit, Comune di Milano, Gruppo CAP, Fondazione CAP e ReValue, che ne cura la progettazione, con la collaborazione di Our Carbon.
L’area interessata è un terreno di circa mille metri quadrati segnato dal passato industriale e ferroviario del sito — un tempo ospitava traversine delle Ferrovie dello Stato e cisterne di bitume — bonificato e in parte sigillato sotto cemento, a metà strada tra il centro urbano e il parco della Vettabbia. Il progetto ha ottenuto un bando che garantisce trent’anni di diritto di superficie sull’area.
Come funziona la partnership pubblico-privata tra Comune di Milano e Gruppo CAP
Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato nella Città metropolitana di Milano, è promotore del progetto Città Spugna, che prevede novanta interventi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS) in oltre trenta comuni dell’hinterland milanese per prevenire allagamenti e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Giardino Manifesto si inserisce in questo programma e segue i principi della città spugna (SUDS) e degli edifici a emissioni quasi zero (nZEB).
In che modo Giardino Manifesto contrasta esondazioni e isole di calore a Milano
Il progetto prevede bacini di raccolta e rain garden per la gestione del deflusso delle acque piovane e la riduzione del rischio di esondazioni, oltre alla realizzazione di cool spot vegetali. Le essenze sono selezionate tra specie provenienti dalle aree meridionali del Paese, ad alta resistenza e basso fabbisogno idrico. L’illuminazione è pensata come sistema che accompagna il tramonto, aumentando gradualmente intensità e tonalità in relazione alla diminuzione della luce naturale, invece di accendersi al calare del buio.
Giardino Manifesto: tempistiche e fasi del progetto di rigenerazione urbana
Il processo si sviluppa lungo circa un anno: a luglio l’intervento sulla pompa di calore, con l’eliminazione di gas e caldaia; a settembre l’installazione del fotovoltaico, con risultati entro ottobre. Parallelamente iniziano i lavori sul giardino, che proseguono fino alla primavera successiva con piantumazione graduale e stagionale. L’apertura è prevista in primavera; l’evoluzione paesaggistica del verde sarà visibile dopo circa un anno.
Al centro del progetto sorgerà un anfiteatro da circa cento posti, pensato per ospitare durante il giorno attività formative, eventi aziendali, presentazioni e incontri pubblici, e la sera un uso più informale legato all’aggregazione. Santeria è già in dialogo con scuole e università della città per la programmazione dello spazio.

Chi è Santeria Toscana 31 e come è nata la sua rigenerazione urbana a Milano
Santeria SpA è una Società Benefit milanese attiva tra quattro venue e tre città, che interpreta la cultura come infrastruttura urbana. A Milano opera con Paladini 8, spazio di prossimità e quartiere, e Santeria Toscana 31, venue principale per concerti e programmazione culturale. Santeria Toscana 31 nasce nel 2014 dalla vittoria di un bando del Comune di Milano per la rigenerazione di uno stabile in disuso — un tempo concessionaria, poi spazio abbandonato, utilizzato anche per l’accoglienza emergenziale dei senza dimora. In dieci anni il progetto ha costruito uno spazio culturale multidisciplinare, tra musica, arti performative, formazione e micro-imprenditorialità, diventando una delle piattaforme indipendenti della città.
Dalla fondazione, Santeria Toscana integra nelle sue attività, in virtù del suo status di Società Benefit, un impegno per la sostenibilità ambientale e sociale: eliminazione della plastica monouso, programmi di piantumazione proporzionati al numero di dipendenti, certificazione sulla parità di genere e un criterio di equità retributiva interna che prevede che la retribuzione più alta non superi di tre volte quella più bassa.
Come Santeria Toscana integra cultura e sostenibilità nel racconto del progetto
«Col tempo ci siamo accorti che queste azioni avevano un impatto limitato, così abbiamo studiato un progetto impattante e comunicativamente forte», racconta Andrea Pontiroli, CEO e co-founder di Santeria. «Non c’è stato un giorno preciso in cui abbiamo detto: facciamolo. È un’idea maturata nel tempo, osservando ogni giorno quello spazio chiuso e chiedendoci come restituirlo alla città. Non volevamo limitarci a fare un giardino: l’obiettivo era costruire un aggiornamento dell’idea stessa di giardino, un luogo capace di integrare ricerca, tecnologia, biodiversità e progettazione».
Sul modello economico: «Stiamo cercando partner che ci aiutino a sostenere questo progetto, e parteciperemo a bandi pubblici e privati per costruire un modello economico sostenibile, capace di generare economie di scala e ritorni concreti. Pensare che la sostenibilità debba essere mecenatismo è, per noi, un errore culturale. Il nostro obiettivo è fare Giardino Manifesto, sì, ma anche generare valore e migliorare il benessere dei nostri clienti».
Perché Milano ha bisogno di più spazi verdi e pedonalizzati secondo Pontiroli
«Dal punto di vista delle aree di calore, Milano versa in una situazione critica. È necessario accelerare con interventi coraggiosi: aumentare le aree verdi, favorire il depavement e restituire spazio alla natura urbana», afferma Pontiroli. «I dati europei mostrano che la pedonalizzazione non penalizza il commercio: nelle aree liberate dal traffico gli incassi possono crescere fino al 40%». Dove passano le automobili le persone transitano; dove si cammina, ci si ferma, si vive lo spazio pubblico e si crea valore per le attività economiche.
Pontiroli lo ha sperimentato in prima persona nel quartiere in cui abita, la Martesana: «Coinvolgendo la cittadinanza, sta diventando un posto grazie ad alcuni locali che hanno capito che la dimensione esterna conta, da Stazione Radio a Scomodo e Nama, fino a Tipografia Alimentare. Hanno permesso al quartiere di essere frequentato, sicuro e accessibile».
Sul bisogno cittadino di spazi informali: «Le persone hanno bisogno di vivere la socialità in modo libero, andando oltre i rituali come l’aperitivo. C’è il desiderio di sentirsi al sicuro, di incontrare altre persone, di rallentare, di disconnettersi e di potersi concedere una pausa dalla pressione che una città come Milano esercita».



