Botteghe immaginarie, Mateusz Urbanowicz, L'Ippocampo Edizioni

Sebastiano Le Noël: «Il libro illustrato è l’anti-digitale — e non solo per i bambini» 

Dal Père Castor a Club Godo, dalla collana Sfilate a Make Love: il direttore artistico de L’Ippocampo racconta vent’anni di editoria illustrata tra estetica, mercato e tabù

Cosa può tenere insieme arte, cucina, moda, infanzia e sessualità? Per Sebastiano Le Noël, direttore generale e direttore artistico de L’Ippocampo, la risposta è il libro illustrato. In un’epoca in cui le immagini scorrono ovunque e il digitale ha trasformato lettura e consumo culturale, L’Ippocampo continua a puntare sul libro illustrato come oggetto fisico, estetico e culturale. Dall’educazione dello sguardo nei più piccoli fino a progetti sul corpo, sull’amore e sulla sessualità — Make Love, Club Godo — Le Noël racconta una casa editrice che trova coerenza nella varietà del proprio catalogo.

Il libro illustrato nell’era digitale: oggetto fisico e identità editoriale

LA: C’è ancora un percorso da fare nella ricezione dei libri illustrati per adulti?

Sebastiano Le Noël: Siamo in un’era digitale, eppure le persone hanno bisogno di bilanciare una vita più digitalizzata con cose concrete, tangibili. Il libro illustrato è un oggetto da avere, e se è anche curato, a maggior ragione. Lo abbiamo visto con l’ebook: quando è nato si parlava della fine del libro fisico, ma non è successo. L’ebook si è ritagliato la sua funzione, utile in certe occasioni, senza però sostituire la carta. Il piacere della lettura rimane sulla carta. Il libro è un oggetto antico, a cui siamo legati, e già ottimizzato come contenitore di contenuti.

LA: Il vostro catalogo è l’anti-ebook per definizione.

Sebastiano Le Noël: Esatto. A volte aziende ci contattano per trasformare i nostri libri in ebook, ma non è possibile. Non ho nulla contro il formato digitale, però il nostro prodotto funziona diversamente.

LA: Siete nati nel 2003, cresciuti in parallelo con l’esplosione del digitale. Come è cambiato il contesto di mercato?

Sebastiano Le Noël: Il digitale, in sé, non ci ha toccato: sono due mercati distinti. Quello che ha cambiato le cose sono i gusti. Internet ha reso obsoleti i libri di viaggio fotografici, perché quelle immagini erano ovunque e per documentarsi su una destinazione bastava una ricerca online. Abbiamo dovuto cambiare tipologia. Paradossalmente, nel 2023 — quando abbiamo festeggiato i vent’anni — siamo tornati al viaggio con la collana Atlanti. Ma in modo diverso: sono guide estetiche, che diventano anche un ricordo da tenere. La collana sta andando bene. Il mercato cambia sempre, bisogna sapersi adattare.

LA: Avevi detto che una delle sfide di una casa editrice indipendente è reinventarsi ogni anno. Come vi state reinventando adesso?

Sebastiano Le Noël: Cercando libri che sorprendano, stando al passo con grafica ed estetica. Per noi il branding e la comunicazione visiva contano, ma la prima cosa restano i libri: trovarne di belli e interessanti, capaci di sorprendere.

LA: Che rapporto avete con i social? Strumento utile per avvicinare lettori, o rischio di trasformare la lettura in un feticcio?

Sebastiano Le Noël: I social possono avvicinare alla letteratura. Da un lato sottraggono tempo alla lettura, ma chi è già interessato ai libri può trovarvi un modo per approfondire. E il piacere della lettura nasce da piccoli: se un genitore introduce i libri nell’infanzia, è probabile che quella passione resti. Se possiamo fare contenuti culturali e arricchenti sui social, perché non farlo? Dipende da come vengono usati.

Educare lo sguardo dei bambini: illustrazione, bellezza e sviluppo del gusto

LA: Sul vostro sito dite che tra gli obiettivi de L’Ippocampo c’è “stimolare la curiosità dei più piccoli e al tempo stesso educare il loro sguardo alla bellezza”. Come ci si riesce?

Sebastiano Le Noël: In Italia c’è una grande attenzione all’estetica — nel design, nella grafica, perfino nel menu di un ristorante. Eppure sui libri per bambini, paradossalmente, non sempre. Per noi è importante fare libri che abituino il bambino al bello, all’armonia. Esistono differenze tra qualcosa di esteticamente riuscito e qualcosa di cattivo gusto — senza farne un credo, ma perché non avvicinare da subito i bambini a un’estetica di qualità? Detto questo, è fondamentale che quei libri piacciano davvero ai bambini. Ci sono libri troppo grafici, pensati per un adulto, con illustrazioni che un bambino non riesce ad amare. Anche questo è sbagliato. Bisogna trovare un’illustrazione adatta all’età, ma esteticamente valida.

LA: I bambini sono un pubblico particolarmente sincero. Che cosa vi hanno insegnato?

Sebastiano Le Noël: Mia madre, direttrice editoriale, è stata insegnante; tutte le donne della mia famiglia sono insegnanti. Questa sensibilità verso i bambini l’abbiamo sempre avuta. Quando non hai figli, puoi innamorarti di un libro grafico senza renderti conto che a un bambino non interesserebbe. Quando li hai, inizi a capire cosa funziona davvero. Il libro migliore è quello che ha entrambe le cose: attrae il bambino e ha un’illustrazione bella.

LA: Hai dei libri che, da bambino, ti hanno formato visivamente?

Sebastiano Le Noël: Ce ne sono troppi per scegliere. Abitando in Francia da piccolo, mi hanno accompagnato i libri del Père Castor di Flammarion, poi Babar. Ma l’educazione estetica vera mi è arrivata da mio padre, che ci ha insegnato storia dell’arte e pittura fin dall’infanzia.

Editoria francese e italiana a confronto: mercato, investimento culturale e sede milanese

LA: Nel vostro catalogo ci sono ancora molti autori francesi. Cosa riconosci all’editoria francese rispetto a quella italiana?

Sebastiano Le Noël: Principalmente una differenza di mercato: quello francese è circa quattro volte più grande di quello italiano, a parità di popolazione. Questo permette investimenti maggiori nella cultura e nei progetti. Non è che la Francia sia più avanti; ha semplicemente più possibilità. Vale anche nel cinema. È un Paese dove l’investimento culturale — anche statale — è più forte che in Italia, e la conseguenza è più attività, più produzione.

LA: Da cosa dipende il fatto che in Francia si legga così di più?

Sebastiano Le Noël: Basta guardare a Parigi il numero di librerie. È una questione culturale profonda, difficile da spiegare con una sola causa.

LA: I libri per bambini sono ancora circa metà del vostro fatturato. Qual è la fascia d’età più ricettiva?

Sebastiano Le Noël: Ci concentriamo sulla piccola infanzia e sulle elementari. È la fascia naturale per i libri illustrati. Quando arrivi alle medie, il libro illustrato viene spesso percepito come qualcosa per bambini più piccoli: si migra verso il romanzo, il graphic novel, il manga.

LA: Avete sede a Milano. Come vivi questa città dal punto di vista editoriale?

Sebastiano Le Noël: Milano è la capitale economica italiana. I miei genitori hanno spostato la sede da Genova principalmente per ragioni commerciali: da qui raggiungere le librerie in tutta Italia è più semplice, e la Pianura padana è l’area che trascina di più in termini di fatturato. A me piacerebbe vivere a Roma o a Firenze, che amo tantissimo, ma logisticamente sarebbe complicato — siamo anche vicini alla Francia, da cui siamo arrivati. Milano ci corrisponde.

LA: Sei cresciuto dentro la casa editrice. Hai sempre saputo che sarebbe stata la tua strada?

Sebastiano Le Noël: No, volevo fare altro. Avevo studiato grafica e mi attraevano l’arte, la regia, l’animazione. Però mi appassionavo a quello che mio padre aveva creato. Andavo spesso in ufficio, vedevo cose da migliorare sul fronte grafico. Sono rimasto dentro, quasi per inerzia creativa. Poi Parigi, poi Milano. Quando la casa editrice si è spostata qui, ci sono ricaduto dentro e pian piano mi sono occupato di tutti gli aspetti: grafica, struttura, comunicazione, marketing, logistica. Quelli che mi gratificano di più restano però gli aspetti creativi.

LA: Hai ancora un ruolo nella veste grafica e nella scelta visiva dei titoli?

Sebastiano Le Noël: Sì, in quanto direttore artistico tutto quello che riguarda il visual dell’azienda passa da me. Molti titoli sono acquisiti — la famiglia sceglie — ma quando sono creazioni interne intervengo. Stanotte ho lavorato fino alle tre su un nostro progetto. Sono esausto, ma resto coinvolto in questa parte.

LA: Come vi approcciate alla realizzazione di una monografia d’arte?

Sebastiano Le Noël: Spesso collaboriamo con editori francesi. Nel mondo dell’illustrato si lavora in coproduzione, perché i costi sono elevati: sono libri che escono in più Paesi, a volte contemporaneamente, a volte dopo la traduzione. I layout possono essere realizzati internamente, all’esterno, o dall’editore di partenza. Le casistiche variano molto.

Make Love e Club Godo: come l’illustrazione ha trasformato l’educazione sessuale

LA: Con Club Godo avete intercettato un discorso ancora pieno di tabù. Come vi siete approcciati a quel progetto?

Sebastiano Le Noël: Prima avevamo pubblicato Make Love, un libro di educazione sessuale bellissimo, ora fuori produzione ma fortunato in Germania. L’autrice — una sessuologa — partiva da un ragionamento preciso: perché fare manuali con figure didascaliche quando i ragazzi hanno già accesso al porno? Il problema è che molti costruiscono la propria educazione sessuale attraverso il porno, che non rappresenta né una sessualità reale né la costruzione di qualcosa di bello con qualcuno. Quindi diceva: perché censurarsi? Facciamo vedere coppie vere che fanno l’amore. Aveva lavorato con una fotografa giapponese, artista, che aveva fotografato coppie in modo poetico: non sesso freddo, ma amore legato ai sentimenti. Le foto erano bellissime, commoventi. Era anche un libro inclusivo per l’epoca — uscito quindici o venti anni fa — perché non segregava: non c’era un riquadro a pagina 51 per gli omosessuali. Tutto era integrato. Coppie etero, lesbiche, gay, nello stesso flusso narrativo. Era uno dei primi libri davvero inclusivi sulla sessualità.

In Italia il libro ha venduto circa 10.000 copie — un buon risultato — ma è stato accolto dalla stampa in modo non sempre corretto. L’errore che avevamo fatto era partire dai giornali, che sono conservatori: hanno visto un libro che parlava di sesso, non un libro profondo e utile. In Germania il successo era stato più ampio.

Quando ci hanno proposto Club Godo, abbiamo cambiato strategia. Invece di andare ai giornali, siamo partiti dal basso: piccoli account, contenuti capillari. Internet si è inondato del libro e la notizia è risalita da sola ai giornali — che a quel punto parlavano di qualcosa che il pubblico aveva già decretato. È diventato un case history. È arrivato primo nella classifica Amazon il giorno dell’uscita e continua a fare la sua vita. È apprezzato soprattutto dalle ragazze, più disposte a dire: ‘Mi informo sulla sessualità’. I ragazzi spesso pensano di sapere già tutto. Non è detto.

LA: È un tema che non sembrerebbe naturale per il libro illustrato, eppure funziona benissimo in questa forma.

Sebastiano Le Noël: Se i ragazzi imparano attraverso immagini e video, il libro illustrato può essere uno strumento comunicativo ed educativo particolarmente efficace. Il primo era fotografico e bellissimo. Li abbiamo fatti entrambi perché erano esteticamente riusciti e perché il messaggio era forte. Sono libri a cui teniamo molto.

LA: Nella sezione erotica del vostro sito ci sono anche How to Love e 300.000 baci. Come si posizionano?

Sebastiano Le Noël: How to Love è un fumetto di un autore inglese: un manuale sull’amore che non parla solo di sesso ma anche di sentimenti. Parte da situazioni reali — una relazione tossica, l’ansia di essere single — e le sdrammatizza con umorismo. Funziona bene per i ragazzi giovani, anche delle medie. C’è per esempio una parte sull’essere single: a quell’età si pensa di essere inadeguati se non si è in coppia. Il libro spiega, con dolcezza, che hai già relazioni — con i genitori, i fratelli, gli amici — e che sono già relazioni, anche se non romantiche o sessuali.

LA: Esiste una continuità tra l’uso dell’illustrazione per educare i bambini alla bellezza e l’uso dell’immagine per parlare agli adulti di corpo e sessualità?

Sebastiano Le Noël: Siamo sempre bambini cresciuti. Non so se esista una continuità diretta. Ma se ti piace il bello e l’estetica, ne hai bisogno tutti i giorni, a qualsiasi età. A me piace l’illustrazione, e so che piace a molte persone. Noi facciamo un tipo di libro in cui anche l’occhio vuole la sua parte — sempre.

Moda, cucina, arte: la logica del catalogo e i segmenti in cui L’Ippocampo è diventato un riferimento

LA: Come arrivate a temi così diversi — moda, Giappone, cucina — mantenendo una coerenza?

Sebastiano Le Noël: All’inizio facevamo libri di viaggio. Poi abbiamo capito che restare sullo stesso ramo rischia di essere pericoloso, bisogna trovare cose nuove. Il filo rosso tra i nostri libri è che sono illustrati ed estetici. L’argomento può variare, perché siamo generalisti: storia, natura, moda, cucina, viaggio, arte. Spesso siamo entrati in nuovi segmenti grazie a un libro che ci corrispondeva. Per la moda, il primo è stato La parigina di Inès de la Fressange: quando ho visto il progetto ho pensato che era geniale e che dovevamo farlo. Successo enorme. Da lì abbiamo capito che, quando entri in un segmento, crei un pubblico che ti segue e devi alimentarlo. Oggi siamo un editore di riferimento nella moda, anche grazie alla collana Sfilate — realizzata in collaborazione con le maison — e nella cucina, con chef come Bottura, Cracco, Franco Pepe. Stiamo sviluppando sempre di più anche l’arte classica. Quando un segmento funziona, cerchiamo di dare il meglio.

LA: Avevi citato l’errore di partire dai giornali con Make Love. Ci sono altri inciampi che sono stati utili?

Sebastiano Le Noël: Con Make Love quella strategia era sbagliata — ma il libro è andato bene lo stesso, quindi non è stato un disastro. Abbiamo costruito il successo di Club Godoanche grazie a quell’esperienza. Di errori ce ne sono stati tanti. Quando fai un successo a volte non capisci davvero perché: provi a replicarlo e non funziona. Con l’errore ti interroghi di più. Ti prendi uno schiaffo e ti chiedi: perché? Cosa ho fatto? Se riesci a capirlo, quell’errore diventa patrimonio.

LA: Su cosa state lavorando adesso?

Sebastiano Le Noël: Siamo riservati su quello che esce — presentiamo prima ai librai e alla rete vendita. Qualcosa posso dirlo: nella collana Atlanti stanno arrivando Scozia e Sicilia. A giugno, nella collana Collector, esce l’Odissea, un volume bellissimo. Per l’autunno ci sarà un nuovo MinaLima: L’isola del tesoro. Il resto è difficile da spiegare a parole: bisogna vederlo.

LA: E gli obiettivi a lungo termine?

Sebastiano Le Noël: Su questo sono discreto. 

Luca Avigo

Peperoncino, Sophie Dupuis-Gaulier, L'Ippocampo Edizioni
Peperoncino, Sophie Dupuis-Gaulier, L’Ippocampo Edizioni
Nike. Better is temporary, Sam Grawe, Botteghe immaginarie, Mateusz Urbanowicz, L'Ippocampo Edizioni
Nike. Better is temporary, Sam Grawe, Botteghe immaginarie, Mateusz Urbanowicz, L’Ippocampo Edizioni
Chloé, sfilate. Tutte le collezioni. Lou Stoppard. L'Ippocampo Edizioni
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Clotilde Perrin, Fili d’erba, L'Ippocampo Edizioni
Clotilde Perrin, Fili d’erba, L’Ippocampo Edizioni
Occulto, L'Ippocampo Edizioni
Occulto, L’Ippocampo Edizioni